Ricette di convivenza civile

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Living together (Vivere insieme): era questo il titolo del laboratorio per ragazzi sulla convivenza civile svoltosi nell’ambito del Meeting antirazzista di Cecina. Abbiamo chiesto a Francesco Giannoni, responsabile Area giovani dell’Arci Toscana, di raccontarcene svolgimento e risultati.
“Al laboratorio hanno partecipato 34 ragazzi fra i 17 e i 20 anni, tra quelli presenti al Meeting. Si è trattato della prima esperienza simile in un contesto non scolastico e quindi con partecipazione non obbligatoria, per così dire. Il gruppo era composto da ragazzi e ragazze francesi (alcuni immigrati di seconda generazione), inglesi, marocchini residenti a Napoli e palestinesi. Oltre alle differenze di origine e nazionalità, il gruppo era molto eterogeneo anche per altri aspetti, al suo interno c’erano infatti dai lavavetri ai liceali, e le persone sono state ancora rimescolate nella divisione successiva in sottogruppi di lavoro.”
Qual era l’obiettivo del laboratorio?
Si può dire che lo scopo fosse trovare una definizione comune del termine convivenza e da lì partire per un’analisi delle difficoltà, reali o immaginarie, alla pratica della convivenza, fino all’elaborazione di proposte concrete per superare queste difficoltà. In questo percorso i ragazzi erano liberi di esprimersi come volevano, la presenza degli operatori serviva solo a facilitare la comunicazione ma non c’era un indirizzo dall’alto.
Ci sono stati problemi nella comunicazione interna ai gruppi?
L’unico ostacolo reale è stato quello della lingua. Inglese e francese erano le lingue più usate ma in certi casi è stata utile la presenza di interpreti. Questo non ha impedito comunque che si creasse un clima di amicizia, accanto ai laboratori si son viste anche partite di calcio…
Quindi mai una lite, una divergenza?
La discussione più accesa è stata al momento della sintesi finale, quando si doveva decidere tra i due termini “tolleranza” e “accettazione”. A qualcuno tolleranza non piaceva, dava l’idea di una sopportazione, di uno sguardo dall’alto in basso. Per uscire dall’impasse è stata discusso e rielaborato il significato della parola, e così siamo arrivati alla definizione conclusiva di convivenza come la leggiamo nel documento finale: “la convivenza è rispetto degli altri, tolleranza e comunicazione applicati ai membri di una società per poter vivere insieme, liberamente e in pace… firmato Cittadini del Mondo”.
Quali sono le proposte avanzate dai ragazzi per costruire la convivenza civile?
Sono le più varie, da occasioni di incontro come tornei sportivi, concerti, spettacoli, viaggi, fino a ore di scuola dedicate allo studio delle regole sociali e dei diritti di cittadinanza. C’è anche chi ha proposto una specie di “Grande fratello” tra persone di diversi paesi e culture! Tutte le proposte erano comunque orientate verso la conoscenza e la comunicazione.
Il laboratorio si conclude dunque con un bilancio positivo?
Molto positivo, tanto che stiamo lavorando per riproporre l’iniziativa l’anno prossimo, con uno spazio dedicato proprio alle realtà giovanili. Uno dei ragazzi marocchini ha commentato così la sua esperienza “anche se dovessi tornare a lavare i vetri, ora mi sento molto più forte”. Sono parole che ti ripagano della fatica spesa.

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