Riapre oggi il Forte Belvedere, finalmente in sicurezza. Due ulivi ricorderanno Luca e Veronica

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invitato ad esporre al Forte Belvedere di Firenze coi suoi lavori che coniugano l’antico col contemporaneo, metta in secondo piano il significato che il monumento ha assunto nella vita della città, è giusto dare un cenno sulle vicende della sua chiusura. Per sequestro della Magistratura il Forte è stato chiuso questi ultimi 5 anni. Riapre l’8 luglio, una settimana prima del quinto anniversario della morte di Veronica Locatelli, la seconda tragedia avvenuta in quel luogo, tenuto aperto al pubblico dalla precedente amministrazione comunale a dispetto dei molteplici allarmi di grave pericolo della struttura.

Le atroci morti, il 3 settembre 2006 di Luca Raso, e, a distanza di poco meno di due anni, il 15 luglio 2008, di Veronica Locatelli, hanno fatto sì che la magistratura intervenisse, per evitare ulteriori tragedie all’interno di uno spazio pubblico molto utilizzato dai cittadini, ignari dei pericoli e desiderosi di passare una piacevole serata al fresco con un panorama mozzafiato.

Per ottenere il permesso di riaprire, con il fervido sostegno del nuovo assessore Givone, l’amministrazione Renzi ha compiuto lavori di messa in sicurezza per un milione di euro. Una cifra notevole, ma che sarebbe stata a disposizione anche nel 2006, almeno per tre quarti. Allora l’amministrazione Domenici preferì utilizzarla per fare un parcheggio del Forte. E così c’è stata la seconda vittima.

In occasione dell’invito le madri dei due giovani sono state informate che questa amministrazione pianterà all’ingresso del Forte, nel mese più adatto, cioè il prossimo ottobre, due ulivi con una targa in ricordo di Luca e Veronica.
Penso allo strazio di due madri, essere invitate ad una cerimonia che ricorda il nome, non di due eroi, ma di due vittime immolate sull’altare di un’insensata gestione di un bene comune (per la morte di Luca c’è già stata la condanna in primo e secondo grado per il gestore Luzzetti, in primo grado per l’allora assessore alla Cultura Siliani e per il Dirigente Gherpelli ed è alle ultime battute il processo per la morte di Veronica, dove coimputato è l’allora sindaco Domenici).

Un’amministrazione sensibile, d’altra parte, non ha voluto riaprire il Forte ignorando il motivo della lunga chiusura. Di conseguenza, Angela e Anna Maria, le due madri che sopravvivono cercando giustizia come unico sostegno ad una vita indelebilmente segnata, sono state invitate personalmente dall’assessore alla cultura. Manifestazione di una vicinanza anche affettiva delle Istituzioni, che in questi dolorosi anni di processi raramente è stata loro dimostrata.

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