Resistenza, radici e memoria

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Le mie radici affondano
in una guerra nefasta
la paura di mia madre
che correva impazzita
stringendomi al petto
nei rifugi antiaerei
e ci inghiottiva il buio urlante
delle sirene
insabbiato per sempre nella memoria…

Inizia così la poesia di Giuliana Occupati, così come furono vissuti da lei e da coloro che a quel tempo abitavano al Campo di Marte.
I grandi eventi e i grandi nomi restano sullo sfondo, quella che qui si racconta è la storia di donne e uomini comuni. In questo senso possiamo dire che il libro della Occupati ci restituisce la storia, perché i veri protagonisti delle vicende sono le persone come noi, che pagarono a caro prezzo gli avvenimenti di quei tristi anni di guerra. Sono molte le testimonianze dirette raccolte dall’autrice e che troviamo nel libro sotto forma di conversazioni sui fatti principali che sconvolsero il Campo di Marte in quegli anni. Ci raccontano i loro ricordi, le emozioni, i pensieri e ci aiutano a capire cosa poteva significare vivere in una Firenze attraversata dalla guerra: “Al Campo di Marte c’era una batteria antiaerea, e il cannoneggiamento tra Monte Ceceri e il Galluzzo era continuo. Nel viale Cialdini e nel viale Fanti erano allineati numerosi camion e tende, contenenti generi alimentari, tabacco, ecc. Lo so perché lì andavo a rubare il pane. Va bene io rubavo, come scrivi anche tu Giuliana del tuo babbo che “rastrellava un po’ di mangiare”, ma io lo facevo tutti i giorni!”
Ogni metro quadrato del Campo di Marte è esplorato dall’autrice con lo scopo di riportare alla luce le voci delle persone dimenticate. Ci parla delle donne di S. Gervasio, che si impegnarono in coraggiose operazioni di resistenza al fascismo, dei medici, degli infermieri e dei pazienti del manicomio di S. Salvi che lottarono duramente per sopravvivere ai bombardamenti, del grande coraggio, spesso dimenticato, di Don Pio Carlo Poggi, parroco a S. Gervasio.
Il libro è dedicato ai giovani, “una speranza ben riposta” scrive la Occupati. Una speranza necessaria verrebbe da aggiungere perché è a loro che si deve fare appello affinché fatti del genere non si verifichino più. Di sicuro, i libri come questo, che ricostruiscono la storia a partire dalle nostre radici, quelle vere, quelle dei quartieri in cui siamo nati e cresciuti, sono tra i pochi in grado di farsi carico di una tale missione. Una buona lettura.

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