Resistenza nonviolenta e movimenti sociali

image_pdfimage_print

E’ possibile progettare una resistenza nonviolenta diffusa verso la “corporate globalisation”? (globalizzazione delle multinazionali). Ne hanno discusso una ventina di persone provenienti principalmente dagli Stati Uniti, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Francia, tutti proveninenti da esperienze molto diverse da Greenpeace a Indymedia. Tra i partecipanti Deborah Lucchetti di Rete Lilliput, unica italiana. Il dibattito si e’ snodato su un’interessante percorso di discussione giocato su un approccio fortemente pragmatico e non ideologico o etico, che ha permesso un confronto vero e aperto su temi cruciali come la disobbedienza civile, il rapporto con la legalita’ e il potere, la noncooperazione all’attuale modello oppressivo e la necessita’ dell’inclusione delle alternative all’interno delle lotte di resitenza.
Efficace il confronto sulle esperienze di Goteborg, Seattle, Genova e Firenze e’ risultata condivisa da tutti la necessita’ di formarsi attraverso il training. Alla fine dell’incontro e’ stata creata un mailing-list con l’obiettivo di tenere i contatti, scambiare esperienze e materiali. Nei prossimi mesi sara’ lanciata la proposta di una rete di resistenza nonviolenta internazionale; le parole d’ordine sono “confronto nonviolento, ricerca e alternativa.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *