14 novembre 2018

Residenze negate, Aurora: "Firenze chiude la porta della solidarietà"

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cena solidale all'Aurora
poco più piccola di un pacchetto di sigarette. “E’ un pacemaker defibrillatore, se mi si ferma il cuore dà un scossa e lo fa ripartire”. Chi parla, Marco Luongo, 37enne di origine campane, ha gravi problemi di salute. Oltre alla cardiopatia, l’epatite C. Non ha casa né lavoro, e ha chiesto al Comune di Firenze la residenza presso l’associazione di volontariato Aurora onlus di via dei Macci, per poter avere l’assistenza sanitaria di cui ha estremo bisogno. Palazzo Vecchio però gliela nega.

“In tanti chiedono di avere la residenza presso di noi, per aver riconosciuti i diritti più essenziali: un medico, l’assistenza sanitaria, la ricezione della corrispondenza, l’iscrizione nelle liste elettorali – racconta Stefania Micol, storica presidente dell’ ‘Aurora’ -. Da mesi ci battiamo perché venga concessa, ma il Comune continua a sbatterci la porta in faccia”.

“Sembra che a Firenze non siano gradite le persone senza reddito. – sbotta Micol – Ci si vuole liberare dei poveri lavandosi le mani delle loro condizioni di vita e di salute soprattutto ora che è stato affossato il progetto via Lastrucci”. Cioè quella via fittizia, in realtà inesistente, istituita anni fa affinché i senza casa potessero avere una residenza. Marco è tra quelli in maggiore difficoltà. Negli ultimi mesi è stato ricoverato due volte a Careggi.

“Il medico mi consiglia riposo assoluto, perché a settembre comincerò una cura con farmaci pesanti, antitumorali, che buttano a terra – racconta lui -. Ma come faccio a riposare se non ho un posto dove stare?”. Da gennaio Marco vive all’albergo popolare, ma entro le nove del mattino deve abbandonare la struttura e non può rientrarvi fino a sera. “Per fortuna di giorno sto qui all’Aurora, se no non saprei come fare”. E le cose rischiano di peggiorare. “Posso stare all’albergo popolare solo altri 15 giorni. Poi che faccio? Dormo in strada, nelle mie condizioni?”

Marco, dimagrito di 20 kg rispetto alla foto sulla carta d’identità, ha girato mezza Italia prima di arrivare a Firenze. Era titolare di un’azienda di ferramenta a Ventimiglia, aveva una casa, pagava le tasse. Poi sono arrivati problemi di tossicodipendenza. E le malattie: la cardiopatia, l’epatite. “Dal 1999 al 2010 ho versato regolari contributi, non sono mai stato sulle spalle di un ente pubblico – tiene a sottolineare -. Chiedo aiuto solo ora che ho bisogno”. Soprattutto di assistenza medica, che si può avere se si ha la residenza. “Ma il Comune non me la concede – afferma -. Eppure da varie associazioni mi è stato detto che con la residenza potrei entrare in percorsi di reinserimento”.

“Sono andato di persona alla sede dell’assessorato al sociale – continua lui -. Non mi hanno nemmeno ricevuto, mi parlavano attraverso l’interfono”. “Quella delle residenze negate è una vera emergenza, quello di Marco uno di tanti casi – rincara la dose Micol -. In altre città in situazioni simili la residenza viene concessa. Il Comune di Firenze invece chiude le porte ai meno fortunati e si volta dall’altra parte”.

0 Comments

  1. maurizio sarcoli

    Mi ricordo il primo incontro con l’assessore Saccardi, eravamo un gruppo di associazioni di volontariato. Dopo aver ascoltato tutti l’assessore disse più o meno queste parole: Firenze ha una grande fortuna e una grande sfortuna, la fortuna è che è sede di una serie numerosa di gruppi, associazioni, cooperative di solidarietà sociale, la sfortuna è che è meta di tutti gli ‘sfigati’ di ogni parte che sono attirati dalla rete di solidarietà e cerano risposta ai loro bisogni.
    L’epitaffio sulla tomba della solidarietà sociale in alleanza pubblico-privato mi sembra sia evidente, il messaggio dell’assessore (più volte ripetuto nei media con altre parole e altri atti) la povertà è una sfiga individuale (e non il prodotto di un sistema), il povero è un furbetto che cerca un sussidio al posto di cavarsela da solo (e non un apersona in stato di necessità che ha bisogno di una mano per ripartire).
    L’assessore Saccardi è in linea con il sindaco renzi, che sgombera chi dorme in piazza SS. Annunziata per resituire il centro alla città (cioè ai turisti e ai bottegai con i soldi).
    Io spero solo una cosa: che Renzi abbia presto un ruolo nazionale e si levi dalle scatole, che di subire la sua campagna elettorale perenne sulla pelle di Firenze io mi sono stufato.
    Ciao, Maurizio Sarcoli

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