23 settembre 2018

Conti a rischio. Renzi usa Firenze per fare carriera. L'assessore al bilancio si dimette e accusa

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Fantoni e Renzi

di Riccardo Capucci

“Ho sempre pensato che chi svolge un ruolo politico e amministrativo lo debba fare in una logica di servizio alla cosa pubblica quindi in favore della collettività. Ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia al servizio della città e non che la città, Firenze, assessore del Comune di Firenze al bilancio, con un’accusa pesantissima al “giovane e nuovo” sindaco Matteo Renzi: fare carriera politica con i soldi del bilancio comunale, quelli che tutti noi versiamo pagando le tasse con estremo sacrificio.

L’ormai ex assessore al bilancio, scrive infatti nella lettera con cui lascia la giunta. “Ho continuato a svolgere ostinatamente il lavoro affidatomi, ma ad oggi con particolare riferimento ad insanabili divergenze in ordine alle procedure e alle azioni da mettere in atto realtive alla gestione economica/finanziaria dell’ente, quindi alla sicurezza dei conti, non posso che considerare venute meno le condizioni perchè io possa proseguire coerentemente nell’esercizio delle deleghe affidatemi, quindi nel rapporto di collaborazione con il sindaco, Matteo Renzi”.

In sostanza Fantoni accusa il sindaco di spendere troppo per la sua visibilità. Il sindaco naturalmente smentisce e lo sostituisce con Alessandro Petretto, economista ed ex presidente dell’Irpet nonché nome di spicco della destra PD (contraddistintosi per essere stato uno dei promotori del “Comitato del No” ai referendum per l’acqua). Parole al vetriolo arrivano anche da Sonia Nebbiai, la massima dirigente responsabile del bilancio che afferma «Il problema che pone l’assessore riguarda gli investimenti e gli equilibri finanziari. Se si continua a spendere con questo ritmo rischiamo di sfondare il patto di stabilità».

Ed è proprio questo il punto. Per sostenere la sua candidatura a Primo ministro Matteo Renzi utilizza tutte le armi che può, anche quelle di mandare in malora il bilancio comunale facendo spendere più velocemente possibile ai propri dirigenti le risorse pluriennali a loro disposizione. Del  resto le elezioni politiche nazionali sono tra pochi mesi e per il sindaco è necessario puntare solo sul consenso facile, quello che si ottiene spendendo il massimo per inaugurare più cose possibile nel minor tempo possibile. Alla faccia della programmazione e del rispetto del bilancio comunale.

Certo non si tratta di una novità. Ricorda infatti Ornella De Zordo di perUnaltracittà: “Il comportamento del sindaco descritto da Fantoni è un déjà vu. La storia è nota e riguarda il pessimo bilancio della Provincia di Firenze dopo cinque anni di presidenza Renzi volta tutta alla battaglia politica per diventare Sindaco della città. Basti ricordare operazioni come quella che legava Florence Multimedia al Genio Fiorentino che molti denunciarono come personalistica”.

Continua l’analisi di De Zordo Le dimissioni dell’assessore Fantoni non sembrano potersi ridurre a una lotta tutta interna alle diverse correnti del Pd, ma sono piuttosto la reazione di chi in coscienza non se la sente più di avallare scelte di bilancio che reputa azzardate e strumentali. Le dimissioni di Fantoni vanno per questo prese sul serio anche da chi non fa parte del Partito Democratico, anzi vanno ben capite da tutta la cittadinanza visto che sono motivate da critiche ad un bilancio che è quello del Comune, cioè basato su soldi che sono dei fiorentini e che andrebbero spesi per il bene della collettività. Per questo vanno chiarite le specifiche motivazioni del dissenso con il sindaco Renzi, al quale Fantoni rimprovera di voler anteporre una peraltro innegabile ricerca di visibilità e prestigio personale, rispetto ad una oculata amministrazione delle risorse pubbliche”.

0 Comments

  1. fiorenza

    su Renzi ho già espresso il mio dissenso e so per certo che quando era presidente della provincia faceva la stessa cosa,ora che è sindaco mira alle prossime elezioni politiche,Vada alle primarie e vedremo quanto fiorentini lo voteranno,forse quelli che prima votavano Berlusconi.

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