Renzi, tra cemento e pedoni usati come "arma di distrazione di massa"

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Matteo Renzi

Matteo Renzi, nel giorno in cui il Consiglio comunale approverà definitivamente il Piano strutturale che disegna la città per i prossimi 30 anni, ha deciso di porre tutta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla notizia della pedonalizzazione dell’Oltrarno. Una vera e propria arma di distrazione di massa. Chi sta sul concreto invece, come l’urbanista Paolo Berdini, non si fa distrarre e mette a fuoco i danni che il Piano renziano a Volumi zero (sedicente) porterà alla nostra città. Ecco il suo articolo pubblicato oggi dal Manifesto. (rc)

di Paolo Berdini, urbanista*

Le prime mosse di Matteo Renzi appena eletto sindaco di Firenze furono molto efficaci. In molte dichiarazioni affermò che la sua città non doveva consumare più neppure un metro quadrato di territorio: era già sufficiente la grande periferia metropolitana. Poi criticò la svendita del patrimonio pubblico voluta dal governo affermando che nelle caserme localizzate nel centro della città sarebbero sorte case pubbliche invece di alberghi a cinque stelle. Chiuse infine al transito delle auto piazza del Duomo, restituendola alla città.

E il suo atteggiamento era tanto più importante per quante ombre erano rimaste sull’immagine della precedente giunta comunale: dal pranzo del sindaco Domenici con Ligresti e Della Valle in cui confessava di preferire il cemento all’ipotesi del parco della piana; dal nuovo piano urbanistico che aggrediva le meravigliose colline tutelate da tanti amministratori e urbanisti del passato; dallo scandalo della scuola dei Marescialli; la cricca degli architetti “pigliatutto”. Sembrava dunque che Renzi, facendo tesoro della bocciatura del piano strutturale volesse voltare pagina. Ma evidentemente il cemento armato deve avere il suo fascino se nel breve volgere di due anni, il sindaco vuol fare approvare dal consiglio comunale un piano strutturale della città che non è a “crescita zero”.

Già in questi due anni la società civile e il valido gruppo che ruota intorno a Ornella De Zordo, consigliera comunale già protagonista nella lotta contro gli scempi urbanistici e ambientali della passata amministrazione, avevano svelato che anche nella nuova stesura di quel piano c’erano scempi ben mimetizzati a prima vista. C’era ancora la possibilità di aggredire le colline realizzando di attività sportive o sanitarie; la cementificazione della pianura verso Prato; l’accordo con le Ferrovie dello Stato per l’inutile tunnel dell’alta velocità in cambio di enormi cubature. Ma la pressione della società civile era riuscita ad attenuare i danni del piano ereditato dai precedenti cementificatori. Nelle osservazioni dei comitati e del gruppo “perunaltracittà” si denuncia la costruzione di qualche milione di metri cubi di cemento solo in parte localizzato in aree industriali dismesse. Il resto è un’ulteriore sciagurata fase di espansione urbana.

Il sindaco Renzi vuole far approvare oggi dal consiglio comunale un piano ancora peggiore di quello di Domenici. E’ già stato infatti approvato anche un “provvedimento dirigenziale” che consente l’attuazione in deroga dei piani di recupero urbano presentati fin quì. Renzi, insomma, con una mano approva e con l’altra apre a una nuova fase di deroghe e contrattazioni!

Se non ci saranno ripensamenti, in due anni si è mestamente consumata la parabola del sindaco decisionista legato alla sua città. I segnali premonitori di quanto stava per accadere li abbiamo visti pochi giorni fa, quando Renzi si è schierato contro il referendum per l’acqua pubblica. Quando argomentava a favore della privatizzazione (la Toscana e Firenze sono aree di conquista della romana Acea) aveva lo stesso piglio che userà oggi, per convincere il consiglio comunale a votare un provvedimento che renderà ancora più invivibile Firenze.

Speriamo che perda anche stavolta. E per scongiurare questo voto, i movimenti fiorentini che si battono per una città come bene comune si sono dati appuntamento questa mattina alle 12 sotto Palazzo Vecchio. Firenze non merita di diventare un immenso campo di speculazioni come la scuola dei Marescialli.

*Il Manifesto

0 Comments

  1. Virginia

    In effetti sul cemento ho sempre sentito Renzi dire che non si costruiranno nuovi edifici ma io che vivo in zona via Canova non ho visto altro che nuovi condomini nascere come funghi in questa zona che è diventata fortemente ed esageratamente cementificata!

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  2. Elia

    la cementificazione della piana di firenze va avanti.
    sicuramente avete già parlato su questo giornale del progetto della bretella lastra a signa – prato.
    questo progetto, già approvato dalla regione toscana, provvede la costruzione di un nuovo tratto di autostrada che colleghera la fi-pi-li con l’autostrada a prato.
    questo tratto sarà lungo circa 9km, costruito in venti metri di altezza: passerà sopra la ferrovia già rialzata lungo l’arno e poi attraverserà il parco dei renai, quello che è rimasto dei campi di bisenzio fino ad’arrivare nella zona industriale di prato. costo del progetto: 300 milliardi di euro.
    e tutto questo si vuole costruire nonostante ci sia già l’autostrada! l’A1 è a 4,5 km da lastra a signa!
    la follia della crescita continua…

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