13 novembre 2018

Renzi, lo sgombero e il fontanello

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Cari fiorentini, turisti e foresti, forse ancora è una nuova troppo fresca (però di sicuro non marginale), ma sappiate che nel parco dell’Albereta è stata inaugurata il primo fontanello di acqua gassata dal presidente di Publiacqua, Erasmo D’Angelis, alla presenza del sindaco Matteo Renzi. Sì, ho detto acqua gassata e anche fontanello, avete letto bene. Un’idea folgorante, sicuramente! A primo acchito la notizia mi ha lasciata basita e meravigliata dalle potenzialità della mente umana di saper elaborare siffatte arguzie… ma cos’è precisamente il “fontanello” e, soprattutto, cosa lo distingue dalla “fontanella”? Ah, infinita ignoranza che alberga in me! Decido quindi di correre ai ripari e sfoglio avidamente il dizionario Garzanti… ma la parola non è riportata! Al suo posto, la solita, vecchia, intramontabile fontanella. Nonostante questo piccolo errore linguistico, però, rimane una trovata geniale… se poi sia davvero necessaria l’erogazione di acqua gassata è altra cosa… credo che fosse sufficiente e più salutare l’acqua naturale.
Ma l’aspetto più interessante di questa vicenda, forse davvero troppo secondaria, è come sono arrivata a conoscenza di tale sorprendente novità; e qui si passa dal qualsiasi inutile e ridicolo “fontanello di acqua gassata” al serio, irrisolto, problema sociale dell’integrazione e delle politiche di inclusione della città; ebbene, è stato proprio durante l’inaugurazione del suddetto fontanello che il sindaco Renzi ha motivato l’ordinanza di sgombero del mercato multietnico con le seguenti parole: “Più che un mercatino multietnico era un ‘mercatino poco etico’, che non aveva senso di esistere. Chi oggi fa l’amministratore aveva il dovere di porre fine a una situazione di degrado ma anche di illegalità”. Bene: è indubbia la necessità dell’affermazione della legalità da parte delle istituzioni, però stride un poco pensare a delle persone che sopravvivono vendendo chincaglierie sgomberate senza troppe spiegazioni, mentre il sindaco si premura di fornire delle delucidazioni solo a margine della eticissima inaugurazione. Non era forse preferibile individuare una soluzione alternativa per questi poveri cristi prima di firmare l’ordinanza, magari ascoltando il rappresentante dell’associazione dei senegalesi di Firenze? Perchè in tali occasioni si avverte l’asfittica e opprimente sensazione del pugno duro con i più deboli? Infine, un piccolo suggerimento al sindaco: si ricordi che in talune occasioni il vecchio adagio “c’e modo e modo nel fare le cose” può essere applicato anche alla gestione e amministrazione della res publica, dimostrando così anche un po’ di intelligenza politica e umana.

Riceviamo e pubblichiamo

Cari fiorentini, turisti e foresti, forse ancora è una nuova troppo fresca (però di sicuro non marginale), ma sappiate che nel parco dell’Albereta è stata inaugurata il primo fontanello di acqua gassata dal presidente di Publiacqua, Erasmo D’Angelis, alla presenza del sindaco Matteo Renzi. Sì, ho detto acqua gassata e anche fontanello, avete letto bene. Un’idea folgorante, sicuramente! A primo acchito la notizia mi ha lasciata basita e meravigliata dalle potenzialità della mente umana di saper elaborare siffatte arguzie… ma cos’è precisamente il “fontanello” e, soprattutto, cosa lo distingue dalla “fontanella”? Ah, infinita ignoranza che alberga in me! Decido quindi di correre ai ripari e sfoglio avidamente il dizionario Garzanti… ma la parola non è riportata! Al suo posto, la solita, vecchia, intramontabile fontanella. Nonostante questo piccolo errore linguistico, però, rimane una trovata geniale… se poi sia davvero necessaria l’erogazione di acqua gassata è altra cosa… credo che fosse sufficiente e più salutare l’acqua naturale.

Ma l’aspetto più interessante di questa vicenda, forse davvero troppo secondaria, è come sono arrivata a conoscenza di tale sorprendente novità; e qui si passa dal qualsiasi inutile e ridicolo “fontanello di acqua gassata” al serio, irrisolto, problema sociale dell’integrazione e delle politiche di inclusione della città; ebbene, è stato proprio durante l’inaugurazione del suddetto fontanello che il sindaco Renzi ha motivato l’ordinanza di sgombero del mercato multietnico con le seguenti parole: “Più che un mercatino multietnico era un ‘mercatino poco etico’, che non aveva senso di esistere. Chi oggi fa l’amministratore aveva il dovere di porre fine a una situazione di degrado ma anche di illegalità”. Bene: è indubbia la necessità dell’affermazione della legalità da parte delle istituzioni, però stride un poco pensare a delle persone che sopravvivono vendendo chincaglierie sgomberate senza troppe spiegazioni, mentre il sindaco si premura di fornire delle delucidazioni solo a margine della eticissima inaugurazione. Non era forse preferibile individuare una soluzione alternativa per questi poveri cristi prima di firmare l’ordinanza, magari ascoltando il rappresentante dell’associazione dei senegalesi di Firenze? Perchè in tali occasioni si avverte l’asfittica e opprimente sensazione del pugno duro con i più deboli? Infine, un piccolo suggerimento al sindaco: si ricordi che in talune occasioni il vecchio adagio “c’e modo e modo nel fare le cose” può essere applicato anche alla gestione e amministrazione della res publica, dimostrando così anche un po’ di intelligenza politica e umana.

Sara Capolungo

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