Renzi, la scialuppa rottamata che fa acqua (privata) e che vuol salvare Silvio

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Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi

Ultimamente il Fatto Quotidiano si è occupato spesso di Matteo Renzi. Un osservatorio neutrale e distante un buon numero di chilometri da Palazzo Vecchio che sembra vedere più lucidamente di altri ciò che ancora molti fiorentini non riescono a comprendere. Ecco gli ultimi tre pezzi che Marco Travaglio ha dedicato “al sindaco che fa acqua”.

‍Renzi Tours da Arcore a Libero. Il sindaco che fa acqua (privata)
Non c’è nulla di male a schierarsi per il No ai due referendum sull’acqua, come fa il giovane Matteo ‍Renzi, sindaco Pd di Firenze. Anche noi, fautori del doppio sì, sappiamo che la questione è controversa. Ciò che stupisce è che l’aspirante rottamatore dei vecchi leader Pd intervenga sul tema per attaccare Di Pietro, alleato del suo partito, accusandolo di aver cambiato idea rispetto al 1996 (15 anni fa). E lo fa proprio alla vigilia del voto e proprio sul quotidiano “Libero”. Belpietro, ovviamente, pubblica l’intervento di ‍Renzi in prima pagina, sotto il grande titolone “Referendum? No grazie. State a casa”. Così anche il presunto rottamatore diventa un testimonial, nemmeno troppo involontario, del non voto. Se lunedì pomeriggio B. dovesse cantare vittoria per il mancato raggiungimento del quorum, non dimentichiamo che la vittoria deve condividerla con il giovane ‍Renzi, del resto celebre per il suo pellegrinaggio di qualche mese fa nella villa di Arcore. Ogni volta che B. si trova in difficoltà ‍Renzi gli lancia un salvagente. Finisce sotto processo per il caso Ruby? ‍Renzi dice che è ora di finirla di parlare dei processi a B. Teme come la peste bubbonica il quorum referendario? ‍Renzi si schiera dalla sua parte su uno dei suoi house organ. Del resto, gli amici si vedono nel momento del bisogno. (12/6/2011)

Matteo ‍Renzi, la scialuppa rottamata. Opporsi, con calma
Il quorum è in bilico, lo sanno tutti. E allora? Ci pensa Matteo ‍Renzi a dare il suo contributo. Come? Invitando a “non politicizzare il referendum”, in ossequio al mai domo ritornello secondo cui più si attacca B. e più lo si favorisce: “Mi è parso sbagliato – dichiara a La Stampa il giovane sindaco rottamatore di Firenze – caricare di tanti significati politici i referendum. Stiamo offrendo a Berlusconi la possibilità di una rivincita. Se il quorum non venisse raggiunto, potrà dire di di aver pareggiato i conti con le amministrative; e se invece ce la si farà, alzi le mani chi crede che il premier si dimetterà davvero?”. Nulla da eccepire su quest’ultima affermazione, se – come lo stesso ‍Renzi fa giustamente notare – B. ha resistito “ai processi, al bunga bunga, lo stato del paese e tutto il resto” per quale motivo dovrebbe abbandonare per una sconfitta al referendum? Forse il sindaco dimentica di parlare del quarto quesito, quello sul legittimo impedimento, che – in caso di vittoria dei “sì” – non consentirebbe più a B. di disertare i processi, anche quello del bunga-bunga. É l’unico referendum che interessa dalle parti di Arcore. Ecco, magari di “affidabilità del Pd come forza di governo”, ne parliamo in un altro momento. (11/6/2011)

Legittimo godimento
Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui coglioni anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi. Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola. Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità. Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”. Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera. Grazie, Piercasinando, per aver inventato il legittimo impedimento così da fare un dispetto a B. che, senza processi, non farà più la vittima. Grazie, Belpietro e Sallusti, per quei memorabili titoli di Libero e del Giornale: “L’imbroglio referendum”, “Voto a perdere”, “La presa in giro”, “Facciamo saltare i referendum”, “Meglio non votare”, “Astenersi grazie”, “State a casa”, “Referendum no grazie”, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrodestra.

Grazie, giovine Renzi, per aver fatto campagna sul No all’acqua pubblica, trascinando alle urne i pochi dubbiosi di centrosinistra.

Grazie, finiani, per aver trattenuto i cacadubbi Urso e Ronchi, fiaccando ogni residua speranza in una destra antiberlusconiana. Grazie, professor Piepoli, per aver autorevolmente vaticinato che “al 50% il quorum non si raggiungerà”. Grazie, B., per aver lasciato libertà di voto ai suoi elettori salvo poi annunciare l’astensione innescando la corsa alle urne. Grazie, Bossi, per aver detto in un raro lampo di lucidità “i quesiti sull’acqua sono interessanti”, salvo poi ripiombare in stato confusionale e invitare all’astensione. Grazie, Rai, per aver disinformato i cittadini sui referendum con spot di 6 minuti al giorno (anzi alla notte) in ostrogoto, spingendoli a informarsi su Internet, sul blog di Grillo e un po’ anche sul Fatto. Grazie, Mediaset, per Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Grazie, Santanchè, Castelli e Brunetta, per aver detto “Celentano è meglio che canti e non parli”, ché a parlare ci pensano loro. Grazie, Testa, per farti chiamare Chicco a 60 anni. Grazie, Garimberti e Lei, per aver chiuso Annozero proprio ora. Grazie, Minzolingua, per aver dedicato negli ultimi cinque mesi 11 sole notizie al referendum anti-nucleare, per aver sbagliato le date dei referendum, per aver oscurato le immagini di Napolitano al seggio e per aver usato financo le previsioni del tempo per invitare gli italiani “a farsi una bella gita”. Grazie, Giuliano Ferrara, per aver riunito i “servi liberi” al teatro Capranichetta, ma soprattutto per averli fatti parlare e vedere. Grazie, B., per il triplice miracolo di far eleggere un comunista sindaco di Milano e un magistrato sindaco di Napoli, e di resuscitare l’istituto referendario che giaceva in coma da 16 anni. Grazie, governo, per aver sabotato l’accorpamento referendum-amministrative al modico costo di 320 milioni e poi il voto sul nucleare con il decreto-truffa. Grazie, grandi partiti, per averci convinti definitivamente che dobbiamo fare da soli. Grazie, B., per essere rimasto ostentatamente al mare mentre gli elettori (compresi i suoi) correvano ai seggi, bissando l’“andate al mare” di Craxi modello ‘91, il che fa ben sperare nello stesso epilogo: la spiaggia di Hammamet nel giro di un paio d’anni o, in alternativa, la galera. (13/6/2011)

0 Comments

  1. roberto

    A qualche fiorentino il Renzi è piaciuto e a qualcuno piace ancora.
    Io che modestamente vado a naso ho da subito sentito puzzo di bruciato, ed ho cercato di dirlo, anche all’Altracittà, prima che costui venisse eletto.
    Ricordo la storia della mostra in Palazzo Vecchio a favore del giornale La Nazione, organizzata da l’allora Capo della Provincia con i quattrini nostri,
    che Il furbetto ha adoprato per riempire il carniere sbaragliando nelle primarie gli atri nella campagna a sindaco.
    Comunque bisogna dare atto al personaggio di avere una dote che lo rende unico e quasi soprannaturale; quella di riuscire ad apparire contemporanamente a due o più manifestazioni che si svolgono nello stesso momento a diversi chilometri di distanza.
    Riesce nello stesso giorno a giocare a palla nella partita del cuore di Montezemolo, appare in video con la fascia tricolore per festeggiare dentro a Palazzo Vecchio gli sposi ottuagenari Fiorentini, e nuovamente in uno studio televisivo con Lucia Annunziata, dove è capace di parlare male dei rottami di Bersani (che è cosa neanche tanto difficile).
    Un sindaco così dobbiamo tenercelo stretto; stiamo attenti a non contraddirlo perchè si rischia che parta per Roma!

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  2. Pingback: Ristrutturare le idee | ilBorgo

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