24 settembre 2018

Renzi: i bambini in carcere, le bugie a piede libero

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di Riccardo Capucci per l’Altracittà

Il candidato a Sindaco d’Italia Matteo Renzi, intervistato sabato scorso da Lucia Annunziata su Rai Tre, ad un certo punto ha detto: “Siamo i primi in Italia ad aver fatto l’ICAM per non far vedere il cielo a sbarre a quei bambini. Ecco parliamo di cose serie“. Per chi non lo sapesse ICAM è l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre/sei anni. In sostanza, nelle città in cui esiste questa possibilità, le donne in carcere con i loro figli possono uscire e scontare la pena presso associazioni o cooperative sociali che offrono un ambiente adatto e protetto.

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Renzi dall’Annunziata

Renzi – e ringraziamo Riccardo Arena, conduttore di Radiocarcere su Radio Radicale per la segnalazione – è riuscito a dire due bugie in un colpo solo. Per la sua scalata politica questa volta ha usato addirittura strumentalizzare dei bambini di età prescolare.

Prima bugia) a Firenze l’istituto dell’ICAM non esiste. Se andate a Sollicciano troverete una sezione del femminile, al piano terra, che ospita proprio madri con figli piccoli. Ancora oggi martedi 15 ottobre 2013.

Seconda bugia) Naturalmente Firenze, essendo l’ICAM per il momento solo nella fantasia delle istituzioni e su un protocollo d’intesa del 2010, non può essere la prima città italiana ad averlo istituito (in realtà è Milano).

Per ascoltare le parole di Renzi ecco il video della dichiarazione all’Annunziata (andate a 6 minuti e 40 secondi). Qui è invece possibile leggere il protocollo di intesa, MAI attuato che prevedeva l’ICAM a Firenze, e, per ampliare il ragionamento, leggete questo rapporto di Antigone su Sollicciano e capirete le condizioni disumane a cui sono costretti i detenuti della “città più bella del mondo“, Renzi dixit.

Ma a sfruttare politicamente la questione del carcere a Firenze non c’è solo il candidato alla segreteria nazionale del Pd. Anche la vicesindaca di Firenze Stefania Saccardi è intervenuta sulla questione aministia/indulto affermando che si tratta di “una soluzione assolutamente non condivisibile” e aggiungendo che “non è questo il modo di risolvere i problemi“. Per Saccardi infatti “le persone che escono dal carcere, magari dopo due anni in cui sono state rinchiuse, non hanno certamente più un lavoro, una casa dove andare e abitare, e quindi le amministrazioni comunali si trovano a dover attrezzare posti dove queste persone giustamente devono dormire e mangiare, e percorsi di inclusione, perchè altrimenti le persone che non hanno una rete di protezione sui territori hanno un’altissima possibilità di delinquere nuovamente e tornare in carcere“.

In sostanza Saccardi ci dice di non chiedere ai Comuni di accogliere coloro che escono dal carcere perché altrimenti si dovrebbero attrezzare e non hanno soldi per farlo, le priorità sono altre… Aggiunge infatti: “Certamente questi sono temi che richiedono l’investimento di risorse: fare una legge con cui semplicemente si buttano fuori 2-300 persone dal carcere di Sollicciano sul territorio di Firenze non costa nulla, ma ai territori costa“.

L’assessore Stefania Saccardi con la marchesa Bona Frescobaldi

A noi questo ragionamento fa abbastanza impressione. Il governo di una città, preso a modello per salvare il paese, rinuncia in partenza ad accogliere eventuali persone in difficoltà perché, denuncia, non ha soldi. Eppure, quando vuole, la giunta Renzi di soldi ne trova e ne spende in quantità. Ma non oggi, per delle persone da reinserire nella società come vuole e pretende il diritto italiano ed europeo. Quando a battere cassa è però il salotto buono della città si risponde subito e si scatta sull’attenti. Come non ricordare che nel 2013 sono stati programmati alcuni interventi di ripavimentazione dai costi esorbitanti: 1.700.000 per Piazza de’ Nerli, 1.100.000 per via Panzani, 1.100.000 per via Cerretani, 1.400.000 per la solita via Tornabuoni? In questi casi, risorse a volontà, a beneficio del “decoro” dei negozi griffati del centro.

E del decoro, della dignità, del rispetto dei diritti umani di persone ingabbiate in carcere in condizioni disumane alla giunta Renzi-Saccardi non importa niente? Come è possibile non comprendere che i diritti della persona vengono prima dei diritti al business e al profitto di pochi? Perché non fare una scelta di campo e schierarsi con i più deboli? Perché non utilizzare le poche risorse disponibili per restituire forza e coraggio agli ultimi della nostra società?

Domande che rimarranno senza risposte. Perché, come a Roma si preferisce tagliare la sanità mentre si comprano i caccia F35, a Firenze si preferisce pavimentare le strade del lusso piuttosto che rispettare i principi e i valori della Costituzione. Basti citare l’articolo 13: “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà“, l’articolo 27: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato“, l’articolo 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“, l’articolo 3: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana“. E’ così difficile da capire che l’amnistia e l’indulto, accompagnati da misure sociali da parte delle istituzioni locali, servono proprio a rispettare tale dettato?

Considerato infine che è proprio il sindaco ad essere responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, detenuti compresi, segnaliamo un ultimo articolo, il 28, che forse dovrebbe interessare di più i nostri governanti. Recita infatti la Costituzione: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti“.

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  1. Altracittà Le Piagge

    CARCERI: PAGANO (DAP) SMENTISCE RENZI: A FIRENMZE L’ICAM NON C’E’
    Roma, 16 ott. – “Attualmente a Firenze non c’è un Icam (l’istituto a custodia attenuata per le donne detenute madri) così come ha affermato Matteo Renzi”. – Lo ha detto Luigi Pagano, vice capo del Dap durante la rubrica Radiocarcere in onda su Radio Radicale, commentando quanto ha dichiarato Renzi nel corso della trasmissione In Mezz'ora di Lucia Annunziata. “Inoltre” – ha precisato il dottor Pagano – “Non è neanche vero che a Firenze sono stati i primi a istituire l’Icam, come ha detto Renzi. Infatti il primo Icam è stato istituito a Milano nel 2006, mentre quest’anno è entrato in funzione solo quello di Venezia. L’Icam di Firenze” – ha sottolineato il dottor Pagano – “è ancora in fase di realizzazione, ed anzi proprio l’altro giorno la giunta ha stanziato una somma di denaro per proseguire i lavori sull’immobile che è stato prescelto. Ripeto” – ha concluso il dottor Pagano – “Attualmente a Firenze l’Icam non è in funzione”.

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