Renzi e gli intrecci tra politica e informazione. Il ruolo del "Reporter" che arriva gratis a casa

image_pdfimage_print

Tre fatture per 122.000 euro trovate tra le carte dei finanziamenti elettorali della Margherita, quelle di Lusi, il parlamentare Pd che ha prelevato dai conti del partito 13 milioni di euro e che ora la magistratura indaga per capire se e dove venivano redistribuiti.

Tre fatture con sopra la scritta “Renzi”. Due di quelle fatture sono della società Web&Press che edita il giornale gratuito “Il Reporter” che ogni mese arriva direttamente nelle cassette postali di 150.000 fiorentini e plasma la cultura politica dei tanti lettori che lo sfogliano, ne leggono titoli e articoli.

In questo estratto dal Corriere Fiorentino potete scoprire alcuni intrecci tra politica e giornalismo tipici dell’era renziana (sia da Presidente della Provincia che da Sindaco).

Intrecci utili da conoscere per chi crede in una democrazia compiuta nella quale il Quarto potere, quello della stampa, controlli i poteri fondamentali (legislativo, giudiziario, esecutivo) dello Stato invece di andarci a braccetto (andate sul sito del Reporter http://www.ilreporter.it/ per verificare di persona come viene trattato il sindaco Renzi).

***
Estratto dal Corriere Fiorentino del 3 marzo 2011. Articolo di David Allegranti e Marzio Fatucchi titolato “La fabbrica dei media che piace tanto ai politici
.

***

La Web&Press è una delle società di Patrizio Donnini. Classe 1975 (coetaneo del sindaco), l’imprenditore e socio unico dell’azienda al centro dell’inchiesta di Libero. Oltre 3 milioni e 636 mila euro di fatturato, un utile di 13 mila euro e spiccioli nel 2010, l’azienda di Donnini si occupa di comunicazione a tutto tondo, da campagne pubblicitarie a ricerche di mercato, ma è nota soprattutto per il modello di mensile freepress che ha lanciato: il Reporter.

Il Reporter ha una edizione diversa per ogni quartiere, è distribuito in ogni famiglia (circa 150 mila copie), ed è stata all’inizio un’idea di successo, mettendo in crisi le esperienze analoghe fiorentine. Nato nel 2007, il mensile è stato usato moltissimo dalle amministrazioni pubbliche: non solo dal Comune di Firenze, fin dalla giunta Domenici, ma anche dalla Provincia (quando Renzi era presidente) «e da molte altre» conferma lo stesso Donnini.

W&P edita Il Reporter, che viene «riempito» di contenuti da una cooperativa di giovani giornalisti. Si tratta di Tabloid, di cui è stato socio anche l’attuale portavoce di Renzi, Marco Agnoletti, già portavoce del segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e responsabile comunicazione dei Ds toscani e, dal giugno 2007 al settembre 2008, direttore del Reporter.

Altro socio della cooperativa è stato fino al 2009 Giovanni Carta, ex spin doctor di Lapo Pistelli e ora capo della comunicazione dell’amministrazione Renzi. La piccola cooperativa, in cui lavorano soprattutto giornalisti precari, ieri ha precisato il proprio rapporto con W&P. «Dal febbraio 2007 — spiegano i giornalisti — Tabloid è un fornitore di Web&Press edizioni, per la quale si è occupata di progettazione grafica, redazione testi e impaginazione del magazine In Vacanza e della redazione testi del mensile free press Toscana & Chianti news.

Dall’aprile 2007 si è occupata e tuttora si occupa della redazione di articoli e dell’impaginazione del mensile Il Reporter e del suo sito internet, entrambi di proprietà di Web&Press. Da ciò si evince che si tratta di due società diverse e distinte». Non solo: «Attualmente le entrate di Tabloid derivanti dalla lavorazione de Il Reporter ammontano a meno della metà del fatturato della cooperativa». Il rapporto con Agnoletti e Carta si è interrotto a luglio del 2009, quando i due sono entrati come dirigenti nell’amministrazione Renzi. Ma, precisa Agnoletti, le lettere di dimissioni sono precedenti.

Il nodo segnalato da Bechis è però il rapporto tra W&P e le campagne elettorali di Renzi. Donnini conferma che ha collaborato fin dalle primarie con il sindaco, «ma si è trattato di poche cose, solo inserti al Reporter». Settemila euro di spese per Prima Firenze!, un giornalino elettorale uscito durante la campagna per le primarie del 2009. E già allora ci furono diverse polemiche, ricordate di nuovo da Donzelli che stigmatizza gli intrecci tra volontari della campagna elettorale di Renzi, soci della cooperativa e personale che verrà poi assunto a Palazzo Vecchio.

All’epoca delle primarie la scelta di «farsi» una rivista da parte di Renzi fu criticata sia dagli avversari che messa sotto osservazione dai garanti. Com’è possibile che quell’operazione costasse solo settemila euro? «Si trattava di un allegato — spiega Donnini — poca cosa rispetto alla campagna che abbiamo fatto per le elezioni vere, con la creazione del concept, le affissioni, e moltre altre iniziative». E infatti quest’ultima è costata 110 mila euro. Ma quanto si spende ad allegare un inserto al Reporter che viene distribuito in 150 mila copie? «Dipende dal peso e dal modo in cui viene presentato e dai quartieri di distribuzione — risponde l’imprenditore — mediamente si va da 0,05 euro a copia fino a 0,15». Cioè da 7.500 euro a 22.500 euro per una distribuzione cittadina.

Donnini ieri ha affermato di essere un manager che lavora per qualunque committente, senza quindi un rapporto privilegiato o condizionato politicamente. In città però viene considerato vicino al sindaco: nella sua bacheca Facebook segnala di aver partecipato a «Firenze al 100per100», una delle iniziative della campagna delle primarie di Renzi, e ad altre iniziative elettorali di candidati nelle liste Renzi, tra cui Elisa Sergi e Mattia Alfano. «Io alle iniziative di Renzi? Forse sarò passato a salutare a qualche cena». Quelle di finanziamento da mille euro a testa? «No: mai pagato mille euro».

0 Comments

  1. roberto

    Senza voler arrivare al concetto estremista del molleggiato, che a Sanremo ha spiazzato la Rai dicendo quello che ha detto sulla opportunità di chiudere le redazioni dei due maggiori giornali filocristiani, trovo poco leggibile il giornaletto “il reporter”, ed ogni volta abbastanza parziale e schierato dalla parte di quelli che più contano in città e nel quartiere, (commercianti, politici al potere e così via).
    Mi pare sia tutta carta e pellicola trasparente sprecata. Nell’ultimo numero ad esempio parlano di come si può risparmiare investendo nel fotovoltaico e come si può avere uno sconto sulla TIA, se chi ha un giardino .si fa dare dal Quadrifoglio un bidone verde. Noi sono 20 anni che lo abbiamo comprato, al prezzo di 10 mila lire; a parte che non funziona bene, come invece è fare una buca in terra e metterci direttamente le bucce, ma poi lo sconto che si può avere slla tassa, essendo destinato alla sola parte fissa della tariffa è dell’ordine di 2 euro all’anno; noi abbiamo scritto che lo sconto non lo vogliamo!

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *