Renzi, che serataccia. In 200 lo contestano per sgomberi, Ataf e TAV

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una rificolona dedicata a Renzi

Sono in oltre 200 ad aspettarlo alle 21 di fronte al Verdi. Quando lo vedono arrivare da via Ghibellina a piedi prima partono i fischi, poi i cori «buffone buffone» e «vergogna vergogna». Matteo Renzi accenna un sorriso beffardo ma non dice nulla, tira dritto e si infila subito nel teatro, dove partecipa ad un´iniziativa di Emergency con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e Gad Lerner moderatore. Mentre fuori la contestazione va avanti per una manciata di secondi, il sindaco Renzi saluta gli organizzatori di Emergency e corre sul palco. Dentro già da un´ora ci sono un migliaio di persone, platea e spalti al completo, si sta in piedi. Ma i contestatori si sono infiltrati anche qui, un po´ in galleria un po´ in piedi ad aspettarlo. Quando Lerner presenta gli ospiti del dibattito – dal titolo “Come ti invento un nemico” -, per Pisapia partono gli applausi, per Renzi ancora una bordata di fischi e ancora i cori «buffone buffone». Il tutto finchè Lerner non interviene: «Abbiamo capito, ora andiamo avanti».
E´ la più grande e plateale contestazione al sindaco degli ultimi tempi. Sigle, associazioni e movimenti che si sommano e si sovrappongono: dal movimento per l´acqua bene comune alla sinistra plurale, dal comitato contro la privatizzazione di Ataf al Movimento di lotta casa, dalle reti per l´immigrazione alla Rsu e i Cobas di Ataf. Ad attendere il sindaco al Verdi ci sono lo striscione «Renzi, l´Ataf è dei fiorentini non tua: non si vende» e il leader dei Cobas Alessandro Nannini con il megafono ad incitare tutti a firmare contro la privatizzazione. Un altro cartello dice «Stop alle privatizzazioni, asili nido bene comune». Tra i contestatori rificolone con il volto di Renzi appiccato. Spuntano anche le magliette e le bandiere No Tav. Mentre uno striscione del movimento di Lotta per la casa di Lorenzo Bargellini rivendica il diritto alla casa per tutti e chiede lo stop agli sfratti.
Duecento fuori ma mille dentro per il dibattito. E tra loro 50 persone infiltrate da Bargellini, in gran parte richiedenti asilo, che poi leggeranno un appello «per denunciare che a Firenze i richiedenti asilo sono stati trattati come cani». Renzi però appare imperturbabile. Sapeva da giorni della contestazione che gli stavano organizzando ma ha deciso di non tirarsi indietro. Prima in piazza Santissima Annunziata per la tradizionale rificolona con il vescovo, poi dritto all´appuntamento col nemico. Arriva con la spilla di Francesco, l´operatore di Emergency rapito in Sudan, si ferma al banchino della raccolta fondi e lascia 30 euro. Poi infila nel teatro stracolmo senza dir nulla. Uno sguardo veloce ai contestatori, una smorfia, nulla di più. Una volta dentro sale sul palco, si toglie la giacca, si siede. Quando Gad Lerner presenta gli ospiti, le urla di contestazione contro Renzi appena cessati fuori, ripartono. Ma il sindaco le blocca subito: «Io sono qui, se volete ne parliamo dopo». Lerner gli chiede del problema sicurezza ricordando l´ordinanza dello sceriffo Cioni contro i lavavetri: «L´idea di giocarsi tutte le fiches elettorali sulla sicurezza non funziona più, io ho cancellato l´ordinanza anti lavavetri. La sicurezza è anche un fatto urbanistico e culturale: un nuovo modo di costruire e cultura come momento di integrazione». risponde Renzi. E alla fine incassa pure un applauso.
Renzi incassa anche la replica di Massimo D´Alema. Se il sindaco invita Bersani a «tirare fuori le idee piuttosto che gli striscioni», cioè a presentare un programma anziché sfilare alla manifestazione Cgil, D´Alema manda a dire al sindaco di Firenze: «Renzi legga, perché noi abbiamo presentato una proposta di manovra alternativa. E gli iscritti al Pd hanno il dovere di leggere le proposte del Pd», dice l´esponente Pd ai microfoni del Tg3.

Ernesto Ferrara e Massimo Vanni da Repubblica Firenze

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