14 novembre 2018

Renzi boccia il tunnel, ma FS risponde "Fateci lavorare!"

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di Sandro Bennucci da La Nazione

“Fateci lavorare!”. La risposta delle Ferrovie al nuovo attacco di Matteo Renzi alla Tav non è ufficiale ma decisa. Sembra un grido d’insofferenza. Del tipo: “Non rompeteci più…”.

E ripropone, come in un tormentone sempre uguale, il pensiero di Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs. Che si trincera dietro protocolli e accordi firmati negli ultimi 10 anni con Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze. Accordi che, secondo il “pensiero ferroviario”, non si possono più mettere in discussione. Perchè, spiegano informalmente da Roma, “se ogni volta che cambia un sindaco o un’amministrazione si dovesse ridiscutere il passaggio dell’Alta velocità, il nostro Paese diventerebbe il fanalino di coda d’Europa”.

E sempre negli ambienti romani, dove si decidono i destini ferroviari d’Italia, viene guardata con sospetto, quasi fosse un ‘no Tav’ piemontese, la figura di Matteo Renzi. Che prima, da presidente della Provincia, si mette al tavolo e firma i protocolli e, in seguito, da sindaco, li sconfessa, vorrebbe stracciarli e cancellare il grande tunnel destinato a passare sotto le case di migliaia e migliaia di fiorentini. E allora, sempre dall’ottica romana ( e ‘morettiana’) viene escluso categoricamente un ripensamento, un passo indietro. O un ritorno al primitivo progetto, che prevede una Tav di superficie, con fermata a Campo di Marte.

Eppure questo pare il momento più delicato per il passaggio sotterraneo. Quel passaggio che fa ancora più paura dopo il crollo di mercoledì a Bologna. Un crollo che pesa sulla città d’Oltreappennino e finisce per far tremare anche Firenze. E proprio sull’eco delle polemiche scatenate dalla voragine di 12 metri che si è aperta nel cantiere dove si sta costruendo la nuova stazione bolognese, ieri mattina, su Facebook, il sindaco Matteo Renzi se n’è uscito con questa frase: “Sono molto preoccupato da quello che può succedere durante gli scavi e anche dagli ultimi dati sull’Alta velocità. Se davvero negli accordi fra Regione e Fs i treni che serviranno i cittadini di Firenze e provincia saranno più o meno gli stessi di oggi, mi domando perchè bruciare un miliardo di euro per un tunnel totalmente inutile”.

Quindi la domanda che non trova giustificazione nella valutazione fra costi e benefici: “Che fine ha fatto la metropolitana di superficie che era stata promessa?”. E ancora: “E allora, se sventrano la città per niente, non sarebbe meglio impiegare in qualcosa di più utile il miliardo di euro investito?”.

Prima che arrivasse da Roma il secco, e quasi seccato, “fateci lavorare”, a Renzi ha voluto rispondere, sia pure indirettamente, il presidente della Regione, Enrico Rossi. Fra i due, ormai, è ‘derby’: per via dello spirito ‘rottamatore’ di Renzi, ma anche per la visiobne diversa che hanno del Pd. Rossi risponde sull’aumento dei treni. Così: “Abbiamo concordato con le Ferrovie che i binari di superficie saranno destinati al traffico regionale e metropolitano. Nel contratto definitivo che firmeremo con Ferrovie preciseremo con forza questo passaggio”. E, di seguito: “La mia opinione sul buco è nota. Regione, Provincia e Comune di Firenze hanno dato il via all’operazione. Ci sono state le gare d’appalto. Tornare indietro è impossibile: perchè si dovrebbero pagare penali fortissime, mentre Firenze e la Toscana rischierebbero di perdere la nuova stazione per l’Alta velocità. Io la penso così. Non mi sembra si possa fare diversamente se si tiene al centro la barra del buon senso e dell’interesse pubblico…”.

Rossi parla con il cronista per telefono, da Roma, dove si è appena concluso l’incontro dei presidenti delle Regioni con il governo. I soldi del 2011 per il trasporto pubblico, su rotaia e su gomma, non si trovano. Per la Toscana pare ci siano 30 milioni rispetto ai 130 considerati indispensabili. Si sussurra anche un’operazione denominata ‘lavatura’, qualcosa che suonerebbe come un riciclaggio. Come? Le Regioni dovrebbero pagare la cassa integrazione con fondi europei e lo Stato rifonderebbe analoga quantità di denaro da usare per il trasporto locale. Ma non è tutto.

Si paventa perfino il rischio di dover pagare, da metà 2011, i famosi 10 euro di ticket per ogni ricetta medica. Ma Rossi non vuole fare allarmismi: “Aspettiamo a disperarci. Tornamo sulla tav. Da un mese la Regione ha lanciato un progetto per monitoraggio e informazione. La provincia ha risposto, il Comune non ancora…”. La Regione, come annunciato in Aula dall’assessore Luca Ceccobao, chiederà alle Ferrovie i 14 milioni e mezzo necessari per il Mugnone e le opere accessorie? Rossi è sorpreso: “Al tavolo con Fs c’è anche il Comune. Che può chiedere direttamente…”. Polemica aperta, quasi una sfida, con Renzi? Ma nooo.

Gli strali arrivano dal centrodestra. Gabriele Toccafondi, deputato del Pdl, attacca: “Matteo Renzi sembra la bella addormentata. La Tav è stata chiesta, votata e difesa dal centrosinistra che ha governato e governa. Renzi ha firmato ed è parte integrante di questa scelta”. Dello stesso tono le accuse dei consiglieri comunali Pdl Francesco Torselli, Emanuele Roselli, Jacopo Cellai: “Renzi passi meno tempo su Facebook e proponga, coi tenici, un’alternativa al tunnel”. Di cui le Ferrovie non vogliono sentir parlare. Trincerandosi dietro il grido seccato: “Fateci lavorare!”.

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