Regole aggirate sui nuovi "Piani di recupero a indirizzi Zero", succede a Firenze

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Ornella De Zordo, della lista perUnaltracittà

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Piani di recupero a indirizzi Zero, De Zordo: “Ecco come si aggirano le regole”. Mancano i Progetti ma già si autorizzano le deroghe e manca anche la risposta alla domanda di attualità presentata.

“Panificio militare, Manifattura Tabacchi, Ex Gover e altre 17 aree più o meno di rilievo: ecco i 20(+1?) casi in cui il cambio di destinazione d’uso può aggirare le regole del vecchio P.R.G. e anticipare il Regolamento Urbanistico ancora da fare. La corsia preferenziale è consentita dal Provvedimento dirigenziale del 9 giugno 2011 avente per oggetto. “Proposte dei piani di recupero in variante al P.R.G. vigente e conformi agli indirizzi del P.S. adottato con deliberazione n 57 del 13.12.2010 – Criteri utili a definire le fattispecie che possono essere portate avanti nelle more dell’approvazione del R.U. Di fatto questo provvedimento crea delle eccezioni che non rispondono né alle regole vecchie né a quelle nuove.

L’altro problema riguarda la trasparenza degli atti relativi ai citati Piani di recupero che non è possibile conoscere perché, a detta degli uffici, non sarebbero ancora stati depositati in via Andrea del Castagno. Sarebbe invece di grande interesse sapere quali proposte sono state fatte e da parte di chi, quali documenti sono stati presentati. Soprattutto ci chiediamo come sia possibile “mandare avanti” dei Piani di recupero con cambio di destinazione senza che siano state formalizzate le richieste relative da parte della proprietà entro la data di adozione del PS, come stabilito nell’art. 7.3 delle NTA del PS, o la cui formalizzazione è ancora carente, e che il comune non avrebbe dovuto prendere in considerazione.

In questo modo si autorizzano 20 varianti al PRG senza sottostare alle salvaguardie del nuovo Piano Strutturale. Di più: visto che non viene data risposta alla semplice domanda “cosa contengono quei piani di recupero?”, è evidente che tali varianti non sono state valutate sotto alcun profilo. La nuova domanda, sempre più preoccupata, è: ma come è possibile adottare un provvedimento simile?

In sintesi, nel Piano strutturale le principali aree di traformazione come Castello o Novoli si ereditano dal passato, si danno per fatte e non si conteggiano; i 20 Piani di recupero con cambio di destinazione si sottraggono alla procedura ordinaria. Che ci rimane da regolamentare?”

Ecco il testo della domanda di attualità presentata in Cnsiglio Comunale:
Preso atto del Provvedimento dirigenziale 04748 del 9 giugno 2011 avente per oggetto. “Proposte dei piani di recupero in variante al P.R.G. vigente e conformi agli indirizzi del P.S. adottato con deliberazione n 57 del 13.12.2010 – Criteri utili a definire le fattispecie che possono essere portate avanti nelle more dell’approvazione del R.U.”,

Tenuto conto che nel provvedimento sucitato si legge: “attualmente risultano presentate circa 20 proposte di Piani di recupero che interessano aree per le quali soggetti privati prospettano una diversa destinazione urbanistica rispetto all’originale assetto e destinazione d’uso e che pertanto necessitano di una contestuale variante al P.R.G. vigente”,

Considerata la risposta all’interrogazione 537/2011 dove si chiedeva quali fossero le 20 aree per le quali risultano presentate le proposte di Piani di recupero, risposta nella quale venivano elencate 21 aree di cui una indicata “in corso di formalizzazione”,

Visto che in risposta alla mia richiesta ufficiale inoltrata al Direttore Palladino e alla dirigente della Pianificazione Fanfani di poter accedere agli atti e visionare le proposte di Piani di recupero che necessitano di una variante al vigente P.R.G. mi è stato personalmente comunicato (giovedì 21 luglio) che gli atti relativi ai Piani citati nella determina non sarebbero stati ancora depositati agli uffici dell’urbanistica del Comune di Firenze, dunque non potevano essere presenti alla data di adozione del P.S., come invece previsto all’art. 7 delle N.T. ,

Dato che nel Provvedimento dirigenziale suciitato si legge: “Tutte le suddette proposte sono state prese in considerazione e valutate nell’ambito del processo di Valutazione integrata afferente il P.S. adottato il 13.12.2010”,

interroga il Sindaco per sapere

se corrisponda al vero che i suddetti Piani di recupero non sono stati presentati agli uffici dell’Urbanistica del Comune di Firenze entro la data di adozione del P.S.,

come sia possibile, in caso affermativo, che gli uffici abbiano proceduto con un Provvedimento dirigenziale per consentire di “portare avanti” Piani di recupero necessitanti di contestuali varianti al P.R.G. vigente, e che pertanto predetermineranno il R.U., ancor prima che i privati abbiano presentato tali Piani di recupero,

come sia possibile che tali proposte, di cui pare non siano disponibili gli atti, siano state inserite nella Valutazione integrata del P.S. , visto che proprio la Valutazione integrata indica che i cambiamenti di destinazione d’uso saranno valutati in sede di redazione del R.U.
Ornella De Zordo

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