Regionali. "L'astensionismo? Può arrivare al 30%". E Facebook promuove i "disertori civili"

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di Paola Zanca

“La mobilitazione di sabato del Pdl sarà il classico colpo di teatro elettorale: elevato effetto mediatico e pressione sul bacino di centrodestra”. Altro che ricorsi e decreti, allarme brogli e pericolo astensione. Antonio Valente, della Lorien Consulting, è convinto che tutto si deciderà dopo l’adunata di sabato.

Gli italiani hanno ancora voglia di andare a votare?
Storicamente le amministrative sono molto meno partecipate delle politiche, anche se bisogna sempre tener conto delle differenze che esistono tra regione e regione. Ma le nostre analisi ci fanno immaginare che stavolta non avremo cali drammatici: alle regionali del 2005 votarono circa il 71,4% degli italiani, ora si può al massimo ipotizzare solo qualche punto in meno.

Perché?
Si è più attivi dove il livello dello scontro più forte.

Effetto “caos liste”?
La vicenda delle liste escluse diciamo che ha nauseato un po’ tutti. Nell’ultima settimana abbiamo registrato un calo di interesse del 3 per cento: ma si tratta di una situazione contingente, che si recupererà da qui al voto   .

Chi ha fatto errori verrà penalizzato?
La bagarre ha ricompattato le parti e radicalizzato lo scontro. Ad oggi direi che il caos liste vede premiare paradossalmente le parti lese.

Trani, Bertolaso, Di Girolamo: nemmeno le ultime inchieste giudiziarie conteranno qualcosa?
Tecnicamente si chiama “saturazione dei significati”. È come dire “al lupo, al lupo”. Gli avvisi di garanzia non spostano più niente: anzi più vanno avanti, più contribuiscono all’effetto “persecuzione”. Che ci sia una classe dirigente corrotta, gli italiani lo sanno. Ma non è solo il problema di una parte politica, è un fenomeno generalizzato. Non conta più quello che dici,   ma quello che fai: il voto di impulso si motiva su questo.

La partita è già chiusa?
In alcune regioni sì, e da un pezzo. In altre si gioca sul filo del rasoio. Comunque, più si alza il tasso di conflitto, più si mobilitano le basi elettorali. E a mobilitarsi sarà la base meno militante, il voto più emotivo. Nelle regioni dove il confronto è più violento, assisteremo a una rimobilitazione di quella parte di elettorato sopito o latente.

Decideranno gli indecisi?
C’è un 60 per cento dell’elettorato   che ha già deciso chi votare, mentre resta un 15 per cento di elettori che non ha ancora deciso se andrà alle urne oppure non ha ancora sciolto la riserva su chi votare: non solo quale partito, ma anche se votare una lista o solo il candidato presidente.

Si vota l’uomo ma non il partito.
L’effetto regionali è questo. È già successo nel 2005, per esempio in Lombardia e Puglia. Conta l’uomo, un po’ perché in pochi sanno della possibilità del   voto disgiunto, un po’ per rigetto generale nei confronti dei partiti.

Cosa convincerà gli indecisi?
Questo segmento di elettorato è molto volubile e volatile: il suo voto può dipendere da quelli che noi chiamiamo “colpi di teatro”. Proprio come quello di sabato prossimo.

La manifestazione del centrosinistra non ha funzionato?
È servita a ricompattare le file, è stata una tipica manifestazione di appartenenza. Ma non ha   smosso gli indecisi.

Berlusconi invece…
A una settimana dalle elezioni ha trovato un motivo mobilitante per la parte più indecisa del sistema. Quella che smuove è la parte di consenso fortemente emotivo, quella che vota di impulso. Il clima avvelenato gli serve per mobilitare quel 5 per cento di elettori che possono cambiare la situazione. Qualcuno ha detto: “Berlusconi manifesta contro se stesso”. Non è vero. Berlusconi manifesta per se stesso.

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SCHEDA BIANCA TRIONFERÀ – Tra gruppi Facebook che invitano a disertare le urne e scioperi del voto
di Chiara Paolin

AAA, astensionisti organizzati offresi da destra a sinistra, dalle Alpi alla Sila, schede stracciate e weekend fuori porta consigliatissimi antidoti allo stress da elezione compulsiva 2010. Scopo ultimo e definitivo dell’operazione in codice ‘Via dall’urna’: bocciare un sistema di governo ormai manifestamente incapace di far avanzare anche di un solo millimetro il nostro beneamato Paese. Il Partito Marxista Leninista, per esempio, sprizza buon umore da tutti i pori del sito elettorale: “Contrapponiamo alle istituzioni rappresentative della borghesia le istituzioni delle masse fautrici del socialismo! Diserta le urne, annulla la scheda o lasciala vuota!”.

Insomma, scheda bianca la trionferà. Rispondono entusiasti da estrema destra quelli che giudicano decisamente troppo molle l’azione di governo e propongono di punire col non voto la compagine berlusconiana: vedi audaci commenti sulla simpatica pagina Facebook ‘I camerati che votano Pdl sono lecca-culi o ignoranti’. Per chi fosse di gusti più raffinati, si consiglia invece la sobria presentazione del Popolo dell’Astensione, dove lo slogan vagamente yankee è ‘Contro la casta e i suoi privilegi, non avrete il mio voto’. Seguono facce un po’ così di Riccardo Pit Bull e tale Giovanni, fan verace di Forza Nuova. Ma queste, ricordiamocelo, sono soprattutto elezioni regionali. Anzi, visti i tempi, federali. Infatti il paesello di Bocchigliero, pura e selvaggia montagna cosentina, ha riconsegnato in blocco le tessere elettorali per protestare contro il dissesto calabrese: 700 cittadini, sindaco in testa.

I vicini di Longobucco, invidiosissimi, li hanno imitati al volo. Così il signor Luigi Felicetti s’è ritrovato all’improvviso leader di un comitato spontaneo denominato ‘Io resisto’, e già parla da statista: ”Reclamiamo attenzione. Ma, soprattutto, sollecitiamo decisioni per dare un futuro alle nostre realtà”. Circa duecento i giovani che promuovo door to door lo sciopero del voto tra vicoli e frazioni di campagna, finora hanno raccolto un migliaio di tessere : una vera innovazione del voto di scambio. E poteva mancare il gruppo degli abusivi? Certo che no, specie se edili. L’associazione Amici del Territorio di Castellamare di Stabia parla chiaro: “Non ci piace fare ricatti, ma dobbiamo difendere il nostro diritto alla casa che è previsto anche dalla Costituzione. L’astensione dal voto? Migliaia di persone sono amareggiate per l’arrivo delle ruspe, che hanno già demolito quattro edifici nel nostro comprensorio. L’obiettivo pertanto è quello di far disertare le urne per le Regionali a più di ventimila persone nell’area stabiese”. Ma anche nel profondo nord soffia un vento gelido di rifiuto dell’urna. La Lega gongola davanti ai pingui sondaggi e Formigoni tira un respiro di sollievo dopo i pasticci delle liste, ma intanto il Fronte Indipendentista per la Lombardia assicura che proprio dalla diserzione passa l’improcrastinabile costruzione della Nazione Lombarda. Chi non voterà vedrà.

Fonte Il Fatto

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