19 settembre 2018

Regionali, ecco i candidati impresentabili. In Toscana sono Magnolfi (Pdl) e Parrini (Pd)

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GLI IMPRESENTABILI
Corrotti, rinviati a giudizio, collusi e fuori dalle regole Eppure sono in lista

di Enrico Fierro

I codici etici li hanno chiusi nel cassetto. Le leggi anti-corruzione le hanno solo promesse. La pulizia l’hanno annunciata. Le liste per le elezioni regionali sono una carrellata di pregiudicati, rinviati a giudizio, gente in affari con i boss, corrotti. Il resto è fatto di professionisti della politica, trasformisti, figli e cognati, ex portaborse, igieniste dentali e veline varie. Tutti in corsa per una carica non da poco. E non per i ricchi emolumenti, ma per i compiti sempre più delicati che sono assegnati alle regioni. Qui passano le spese per lo sviluppo e il lavoro, i trasporti, l’istruzione, la cultura e la salute dei cittadini. Per questo non possiamo che indignarci di fronte al lungo   elenco di candidati “impresentabili” che si propongono, a nord come a sud, a destra come a sinistra. I casi più eclatanti Campania e Calabria. Nella regione che fu di Bassolino c’è un signore, Nicola Cosentino, per il quale diversi giudici hanno chiesto l’arresto per Camorra, che da coordinatore del Pdl ha selezionato i futuri consiglieri. Sull’altro versante, Pd e centrosinistra, c’è un candidato presidente, Vincenzo De Luca, che tra marzo e aprile dovrà sedersi davanti a un Tribunale per rispondere di accuse pesanti, che ha fatto altrettanto. In Calabria non si candida l’ex consigliere coinvolto in fatti di mafia, ma il figlio. Il suo compare, invece, ci mette la faccia. E così tutti gli ex onorevoli regionali coinvolti nell’inchiesta “Why Not?”. Tutti insieme, allegramente. E’ la futura classe dirigente.

TOSCANA

A Prato il capolista è Alberto Magnolfi, ex assessore socialista alla Sanità , che–accusato di corruzione nel 1994 per aver incassato una tangente da trenta milioni di vecchie lire – patteggiò la sentenza di condanna. Ora è al fianco della candidata a presidente Monica Faenzi, l’ex sindaco di Castiglione della Pescaia resa famosa dai suoi attacchi a Romano Prodi, reo di passare le vacanze nel suo comune senza passare a salutarla.NelPd c’è il consigliere uscente Gianluca Parrini, indagato per abuso d’ufficio nella “appaltopoli” di Barberino del Mugello: grandi opere come la variante di valico e la terza corsia dell’Autosole. Nelle intercettazioni saluta con il proverbiale “ciao compagno” l’imprenditore che avrebbe aiutato nella ricerca di autorizzazioni per l’apertura di nuove cave.

BASILICATA

Diciotto liste, sei aspiranti governatori, 430 candidati per una delle regioni   più piccole d’Italia dove si fronteggiano Vito De Filippo, governatore uscente del centrosinistra e Nicola Pagliuco, centro-destra. E qualche problema: solito trasformismo meridionale che tocca Italia dei Valori con la candidatura di Rosa Mastrosimone, ex segretara dell’Udeur, chiamata la “pasionaria” di Clemente. Problemi per la candidatura di Luigi Scaglione, capolista di “Popolari uniti”. Scaglione è stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per la “Calciopoli lucana”.

CALABRIA

Giuseppe Scopelliti, il sindaco di Reggio, fedelissimo di Maurizio Gasparri che oratentalascalata alla poltrona   di governatore della Calabria, di fronte a certe candidature ha preferito passare da sprovveduto. A liste già presentate, quando ogni passo indietro è praticamente impossibile, ha letto gli elenchi ed è diventato verde. “Mi giunge notizia che due liste minori della coalizione che mi sostiene avrebbero proposto nella provincia di Cosenza due candidature di persone sgradite a me e ai calabresi”. In Calabria i nomi degli impresentabili sono tanti. I due che hanno colpito il rinnovatotre Scopelliti, sono quelli già denunciati dalla deputata Angela Napoli: Tommaso Signorelli e ilgiovanerampollodiFrancoLa Rupa. Signorelli e La Rupa sono entrambi sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa per i collegamenti col clan di Tommi Gentile di Amantea. Per la procura antimafia di Catanzaro, Tommaso Signorelli, ora candidato in una lista “socialista”, “è il politico di riferimento del clan”. Dal 2004 al 2007 ha favorito il sodalizio mafioso nell’acquisizione di appalti e servizi e nella gestione del porto di   Amantea”. Scopelliti non sapeva? A smentirlo è Saverio Zavettieri, l’uomo che ha voluto Signorelliinlista.“IlPdlsapevatutto,la proposta di candidare Signorelli è stata trasmessa via e-mail e via fax a tutti i componenti dell’ufficio nazionale di presidenza del Pdl senza alcuna risposta in merito”. Il giovane figlio di Franco La Rupa, ex Udeur, è invece candidato nella lista “Io Sud”. Il papà Franco è ritenuto “politico di riferimento del clan” e “socio occultodelbossTommasoGentile” nell’acquistodiunamotonaveda crociera. Nelle 8 liste che sostengono Scopelliti spicca il nome di Sergio Stancato, Nuovo Psi, fu arrestato mentre era assessore della giunta Nisticò per traffico di rifiuti, anni dopo ne uscì per prescrizione. Buona parte dei consiglieri coinvolti in “Why Not?”,lamaxinchiestadiLuigide Magistris,sonoricandidati.Agazio Loiero, il governatore uscente, ha chiesto il rito abbreviato e giurato che in caso di condanna si dimetterà.

CAMPANIA

Se Pd e il centro-sinistra hanno la grana De Luca (due processi da fare per   reati gravissimi), il centro-destra non ride, tanto che persino il leaderUdcPierferdinandoCasinidefinisce “squallide” le liste a sostegno di Stefano Caldoro Presidente.Oranelcentrodestraèunacorsa a prendere le distanze da Roberto Conte, coinvolto in quattro inchieste, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica e già arrestato due volte.

Clemente Mastella ricandida la plurinquisita moglie Sandra Leonardo, presidente uscente del consiglio regionale, accusata di associazione per delinquere, peculato, tentata concussione, abuso d’ufficio, falso. E ancora Alberico Gambino, condannato in primo grado e pochi giorni fa in appello a un anno e cinque mesi per peculato, con l’accusa di aver speso quasi 22mila euro con la carta di credito del Comune di Pagani, di cui era sindaco sino a pochi mesi fa.

EMILIA ROMAGNA

Nella “rossa”

Emilia le abitudini non sono poi cosìdiverserispettoallaLombardia “azzurro-Formigoni”: anche qui il governatore uscente, Vasco Errani, ci riprova nonostanteiduemandatiprevistidallalegge portati a termine. Errani è lanciato verso la terza legislatura regionale da governatore.

LAZIO

Le liste dei candidati consiglieri sono annodate dagli intrecci   di parenti e poteri forti. Anche quelli già messi alla prova. Roma è tappezzata dal faccione di Francesco Storace, già presidente dal 2000 al 2005, già coinvolto nello scandalo Laziogate, alla regione ha lasciato una bella eredità: un buco nella sanità da 10 milioni di euro. A fianco di Renata Polverini anche Roberto Carlino, quello che “non vende casemasoliderealtà”.Guardacaso i suoi affari sono particolarmente affiatati con il costruttore Francesco Caltagirone, suocero del presidente Udc Piefrdinando Casini. Restando in tema di famiglia, nel listino della Polverini c’è pure Isabella Rauti, moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il nipote del vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, Carlo De Romanis, la coppia Francesco Carducci-Veronica Cappellaro. Non sono noti, ma si immaginano, legami di sangue tra Rodolfo Gigli e Francesco Gigli, entrambi candidati nelle liste Udc.

LIGURIA

Otto liste per Claudio Burlando   , presidente uscente della Liguria, otto per Sandro Biasotti , centrodestra. In quest’ultimo schieramento anche una lista dal nome curioso, “Gente d’Italia oltre la casta”. Burlando ha giurato di non voler candidare indagati suscitando le ire del suo competitor che ha giudicato “strumentale” la proposta. Ma scorrendo   le liste si trova qualche sorpresa. Marco Meligrati, architetto, è candidato nelle liste che sostengono il candidato Pdl a Savona, ex sindaco di Alassio ha subito una condanna in primo grado per concorso in lottizzazione abusiva. Sergio Catozzo, un ex Dc ora candidato col centrodestra, è stato condannato in primo gradoperaverviolatonel2000le norme che regolano la presentazione delle liste elettorali. Angelo Barbaro, centrodestra, è indagato per falso in atto pubblico. Non ricandidati dal Pd, invece, l’exassessoreGiancarloCassinie ilconsigliereVitoVattuoneperla vicenda dei 30 milioni del fondo regionale di sviluppo.

LOMBARDIA

Roberto Formigoni – in caricadal1995–si candida per la   quartavoltaallapresidenza.Gianluca Rinaldin, il consigliere regionale del Pdl coinvolto in un’inchiesta giudiziaria a Como, con l’imputazione di truffa aggravata e falso in atto pubblico, sarà comunque ricandidato nonostante l’inchiesta in corso. E sarà in lista a Pavia, con il Pdl, Giancarlo Abelli, ras della sanità lombarda, non indagato ma assai chiacchierato per via delle disavventure giudiziarie della moglieRosannaGariboldilegatealla vicenda bonifiche del quartiere Santa Giulia.

MARCHE

Nella coalizione ex centro-sinistra ora Pd-Idv-Udc-Verdi-Api: Dino Latini   che da sindaco di Osimo invitavailfondatorediForzaNuova Roberto Fiore e Udo Voigt segretario della formazione neonazista NPD negando la Piazza alle forze antifasciste e l’ingresso in consiglio comunale al rappresentante degli extra-comunitari. Oltre a Mauro Gionni Pd difensore del boss Pippo Calò il cassiere della mafia. Ovviamente anche i mafiosi hanno diritto alla difesa ma gli avvocati possono scegliere i loro clienti.

PIEMONTE

Angelo Burzi, attuale capogruppo del Pdl piemontese in Consiglio regionale. Ex assessore   al bilancio della giunta Ghigo e oggi candidato a sostegno di Roberto Cota, Burzi, lo scorso 23 novembre, è stato rinviato a giudizio per una storia di tangenti e sanità. Colpo di genio, però, pochi giorni fa: alla ripresa dell’udienza, il legale di Burzi hachiestoalTribunaleunrinvio del dibattimento “per motivi elettorali”. Folta la schiera di ex socialisti in entrambi gli schieramenti. In lista con Cota figura Angelo Mastrullo, vecchia conoscenza del garofano: il suo nome si lega alle cronache degli anni ’80, quando fu arrestato (ma poi prosciolto) per una vicenda di tangenti su appalti e forniture a vari ospedali torinesi. Nel centrosinistra ecco Luigi Sergio Ricca, nominato da Mercedes Bresso assessore al commercio nel 2008, quando un rimpasto della Giunta permise alla “zarina” di superare le riserve sul suo conto suscitate a inizio mandato. Ricca, ex presidente della Provincia di Torino, si dimise nei primi anni ’90 dopo aver patteggiato una condanna per finanziamento illecito, confermando ai giudici di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina-Assitalia.

PUGLIA

Torna alla carica Cosimo Mele, detto Mimmo, l’ex deputato   divenuto famoso – mentre era in Parlamento in forza all’Udc – per la notte brava all’hotel Flora di Roma e i successivi verbali rilasciati all’autorità giudiziaria. Era l’estate 2007 quando Mele affittò una suite in albergo, dove si trattenne con una escort, che però ebbe un malore, riconducibile all’uso di stupefacenti. Oggi Mele – che sostiene il candidato centrista Adriana Poli Bortone – si candida nella lista “Io Sud – Mpa”. Tato Greco   , invece, supporta il candidato del Pdl Rocco Palese. Parliamo dello stesso Greco che, la procura di Bari, indaga per associazione a delinquere. I pm ritengono che sia stato socio occultodiGianpiTarantini,ilre delle protesi sanitarie che portò Patrizia d’Addario da Berlusconi.

UMBRIA

In lista con l’Udc l’ex presidentedellaprovincia di Perugia (all’epoca   nella Margherita) Giulio Cozzari, la cui giunta venne travoltadueannifadalloscandalodei presunti appalti pubblici truccati: ammise di aver pensato alle dimissioni, ma di averci anche ripensato per evitare la “distruzione totale dell’ente provincia”.

VENETO

Il candidato alla presidenza Luca Zaia non ha le idee chiare, nei giorni   scorsi ha annunciato alla nazione: “Se vinco le regionali, mi dimetto dalla carica di ministro”. Dal momento che i due ruoli sono incompatibili non pare un grande sforzo. Intanto a Padova anche le firme di tre persone decedute sono comparse tra i sottoscrittori della lista provinciale del Pdl.

Fonte Il Fatto, a cura di: Sandra Amurri, Giampiero Calapà, Stefano Caselli, Enrico Fierro, Vincenzo Iurillo, Antonio Massari e Paola Zanca.

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