Referendum nucleare in Sardegna: il 98% dei sardi dice no

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da comitati e singoli. Bastava andare a vedere su Facebook le migliaia di profili di utenti con il simbolo No Nuke. Tanti sulla rete e poi nelle strade e nelle piazze dell’isola a organizzare banchetti, feste, raduni, gazebo, comitati. Tutti No Nukes. Una vera rivolta popolare per un’isola che dopo carceri speciali, servitù militari, industrie inquinanti non ne vuole più sapere di essere una pattumiera. Per difendere il turismo, l’agricoltura e soprattutto la popolazione della popolazione.

Affluenza record: il referendum consultivo ha visto una partecipazione record che sfiora il 60%. Tradotto in numeri:  877.982 mila sardi, pari al 59,34% degli aventi diritto, si sono infatti recati a votare. Si tratta della più alta affluenza ad un referendum regionale.

Scontata la soddisfazione del mondo ambientalista, della sinistra ma pure il centro destra sardo, con in testa il Presidente della Regione Ugo Cappellacci hanno esultato per il risultato. Insomma se il centro destra nazionale ha scommesso sul nucleare, poi nei territori gli amministratori hanno preso una direzione diversa. Anche sul referendum nazionale, ma come ha detto chiaramente Berlusconi, per non andare alle urne sull’onda del disastro giapponese. Alla faccia della democrazia…

[ricordiamo che il referendum nazionale abrogativo, fissato per il 12-13 giugno (insieme ai quesiti sull’acqua e sul legittimo impedimento) è ancora in bilico. Deciderà la Cassazione dopo la moratoria del governo che ha congelato il programma sul nucleare per un anno, n.d.r.]

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