13 novembre 2018

Rapporto Arpat. Città inquinata

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Ci sono anche liquidi nocivi e sostanze tossiche nei 125 siti contaminati sparsi nel territorio del Comune di Firenze, censiti da un monitoraggio dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana. Si tratta di aree che nascondono rifiuti di vario genere, inerti, ma anche più controversi come metalli o gomma, fino ai più pericolosi solventi. In alcuni di questi siti l’agente inquinante è tuttora attivo (come nel caso dei distributori di benzina, ma anche di alcune fabbriche). Ci sono poi le zone dove un’attività cessata ha comunque lasciato le proprie tracce, talvolta permanenti. La concentrazione maggiore delle aree inquinate (come si nota chiaramente dalla mappa, visibile qui) è nella zona nord-ovest della città (che comprende Novoli, Rifredi, ma anche l’Osmannoro, Brozzi, Peretola e Le Piagge). Alle Piagge sono oltre venti i siti contaminati. Fra questi, le aree dove un tempo sorgevano: l’ex inceneritore di San Donnino, l’ex Oleificio, la Stila, un distributore della Esso, una fabbrica di gomma, un rottamatore. Alle Piagge troviamo anche una decina di zone in cui venti-trenta anni fa furono scavate buche in cui è stato gettato un po’ di tutto. Ora le buche sono ricoperte ma sotto non si sa di preciso cosa ci sia.
I pericoli maggiori nell’area intorno alle Piagge (come in tutte le altre aree) arrivano dunque da quei siti contaminati che un tempo ospitavano zone con presenza di oli, combustibili o sostanze chimiche nocive. Entrando nello specifico, è il distributore Esso di via Pistoiese – strada che conserva così il primato di inquinamento e insicurezza – il sito più pericoloso della zona piaggese. Qui, come in tutti i 31 distributori di Firenze segnalati come inquinati, il fattore di pericolo è uno solo, ma importante: la benzina o il gasolio quasi sicuramente sono penetrati nelle falde acquifere sottostanti, provocando così un danno irreparabile. Per fortuna che, almeno a Firenze, l’acqua delle falde non va a finire nei rubinetti. I solventi segnano (continua dalla prima) la propria presenza anche nell’area dell’ex Oleificio (anch’essa in via Pistoiese) e soprattutto preoccupano nell’area ex Stila di Brozzi, dove nel sottosuolo giacciono toluene e soprattutto xilene. Il toluene è un solvente che danneggia i nervi, i reni e il fegato: l’inalazione dei suoi vapori produce sintomi di stanchezza, nausea, confusione, manifestazioni allergiche, disturbi alla coordinazione dei movimenti e può portare alla perdita di coscienza. Lo xilene invece è un derivato del benzene che danneggia il cervello. L’esposizione ad alti livelli causa mal di testa, carenza di coordinazione nei muscoli, vertigini, confusioni e cambiamenti di umore. Vari studi indicano che alte concentrazioni di xilene sulle persone in gravidanza aumentano il numero di aborti spontanei oppure avendo effetti ritardati su di essi.
Tutte le autorità competenti (amministrazioni comprese) conoscono la localizzazione dei siti inquinati e la pericolosità di alcune sostanze; le bonifiche o le loro pianificazioni sono in corso d’opera, ma per certi siti il danno sembra ormai irreparabile.
Arriviamo così ad una delle zone storicamente più controverse dell’area, quella dove sorgeva l’inceneritore di San Donnino, dove è sotterrata una vasca impermeabile che contiene le ceneri rimaste. La protezione di argilla dovrebbe scongiurare il pericolo delle scorie che hanno già abbondantemente danneggiato salute e ambiente nella zona.
Rifiuti scarsamente pericolosi (gomma e metallo) giacciono alla ex fabbrica di gomma “Gover” in via Pistoiese, dove però un cartello segnala “bonifica da amianto”, e in via de’ Cattani a Brozzi (la stessa che ospita la ex Stila) dove un tempo lavorava un rottamatore.
Più curiosa è invece la storia di una decina di aree situate proprio nel cuore residenziale delle Piagge, dove negli anni ’70 furono scavate numerose buche per gettarci rifiuti di ogni genere. La maggior parte di queste nasconde probabilmente materiali inerti, ma è comunque difficile sapere oggi cosa ci sia realmente sotterrato nelle fosse. Certo è che sopra alcune di queste cavità piene di rifiuti sono state costruite anche delle case, proprio le “navi” che sorgono nel quartiere delle Piagge.

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