Raid fascista alle Piagge

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di Milena Calluna

Solidarietà, sdegno, gesti e proposte concrete. È la reazione forte e positiva di una bella fetta della società civile dopo l’incursione subita dal centro sociale Il Pozzo delle Piagge, dove sono stati danneggiati i locali, rubati alcuni oggetti e scassinata la macchina del caffè. A differenza dei soliti furti, però, gli ignoti visitatori hanno lasciato come inquietante firma un manganello con la scritta ‘Dux Mussolini’. Questa non è la prima intimidazione ricevuta in tanti anni di lavoro, hanno detto dalla Comunità, ma “ciò che faremo sarà semplicemente quello che abbiamo sempre fatto: lavorare quotidianamente, nelle nostre strade, nel nostro quartiere, in mezzo alla gente, dalla parte degli ultimi, con umiltà e fatica, ma senza perdere la coscienza della dignità della nostra lotta e la speranza in una vita piena e vera”. Tuttavia, il gesto vigliacco e stupido ha lasciato anche un po’ di amarezza fra tutti quelli che in tanti modi diversi
lavorano insieme alla Comunità delle Piagge: nella scuola per adulti, nei corsi per stranieri, nel doposcuola, nel Fondo Etico, nella bottega EquAzione, nell’Isola del Riciclaggio, nell’accoglienza, e ancora tanto altro. Amarezza per l’ennesimo segnale di un brutto clima di intolleranza che serpeggia per il paese, mentre pure in Toscana, come scritto anche su queste pagine, recentemente hanno rialzato la testa gruppi politici di stampo fascista e razzista.
Tuttavia, la Comunità non è sola e lo dimostra l’assemblea che qualche giorno dopo si è autoconvocata alle Piagge per esprimere vicinanza e progettare iniziative comuni all’insegna dell’antifascismo: circa 150 persone di varia provenienza, dalla chiesa evangelica valdese al coordinamento antimafia, dai collettivi studenteschi ai gruppi di acquisto solidale, dai centri sociali Cpa e nEXt-Emerson ai ‘finanzieri etici’ di Mag Firenze, dagli umanisti ai nonviolenti, dal Movimento lotta per la casa ai partiti della sinistra e alla lista PerUnaltracittà.
Altrettanto variegata la provenienza dei messaggi di solidarietà, tra i quali spiccavano alcune illustri assenze, Monsignor Betori e il sindaco uscente Leonardo Domenici.

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