Ragazzi, riprendetevi le Piagge

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Da ottobre prossimo alle Piagge inizierà la sperimentazione di
un progetto dedicato ai ragazzi, con il finanziamento dei servizi
sociali. L’iniziativa, alla quale lavoreranno operatori della cooperativa
il Pozzo e dell’associazione il Muretto, si chiama “Rete (che sta
per “Ragazzi e Territorio”): attività modulari diurne per adolescenti”.
Questa iniziativa nasce dalla forte esigenza della comunità di creare una
valida alternativa alla situazione attuale. Fino a questo momento infatti
i ragazzi delle Piagge che si trovavano nella necessità di ricorrere ad un
supporto educativo pomeridiano avevano solo due possibilità: o venivano
mandati in un centro diurno all’altro capo della città o erano affidati,
singolarmente, ad un educatore che operava a domicilio.
Il progetto Rete vuole invece dare ai ragazzi la possibilità di vivere e
integrarsi nel proprio quartiere e per questo ha scelto una modalità di
intervento diversa dai centri diurni cittadini. Ne abbiamo parlato con
Francesca Sarcoli, la coordinatrice:
“Il nostro non sarà un centro fisso, nel senso che non ci sarà una sede precisa
all’interno della quale verranno svolte le varie iniziative, al contrario
ci muoveremo per tutto il territorio delle Piagge, organizzando delle
attività che favoriscano la conoscenza dell’ambiente e le relazioni umane
con gli altri abitanti della zona”.
Ci puoi fare degli esempi concreti?
“Un paio di pomeriggi alla settimana saranno dedicati alla realizzazione
di mini inchieste sul territorio, supportate anche dalla realizzazione di
piccoli documenti filmati e cineforum. Non solo, nelle iniziative più
ludiche, quali gite e escursioni, coinvolgeremo anche gli amici dei ragazzi
che, pur non frequentando il centro, vivono alle Piagge. Tutto
questo perché l’intento è quello di creare delle reti e aiutare questi giovani
a riappropriarsi del territorio, a conoscerne i luoghi, le realtà e gli
abitanti”.
Ma le attività non si esauriscono qui. Ci sarà modo per i ragazzi di collaborare
con la bottega di equazione, svolgendo piccoli incarichi, oppure
di impegnarsi nei numerosi laboratori pratici della associazione, in lavori
come la riparazione di bici e il giardinaggio. Un altro importante
obiettivo del progetto è infatti quello di strutturare delle attività che
vadano incontro agli interessi dei ragazzi (l’età è compresa tra gli 11 e i
14 anni circa) e che servano a stimolarli e orientarli nella costruzione del
proprio percorso formativo.
La sperimentazione durerà un anno, ma noi ci auguriamo che l’iniziativa
continui e diventi una realtà stabile del quartiere.

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