"Qui", la lotta No Tav raccontata in un film

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25 anni di lotta raccontati da 10 protagonisti. Dieci persone con storie e attitudini diverse ma una missione comune: difendere la propria valle dall’assalto di un’opera inutile e dannosa. Questa è la “trama” del nuovo film documentario di Daniele Gaglianone, “Qui”, che l’autore stesso presenterà a Firenze domenica 18 gennaio allo Spazio Alfieri.

“Qui” è la Val di Susa, in Piemonte, ai confini con la Francia, dove da anni va in scena e si inasprisce il conflitto tra stato e cittadini. In Val di Susa lo Stato ha la faccia della polizia antisommossa e l’odore dei gas lacrimogeni, la politica non si fa vedere, la democrazia è una decisione presa altrove. Altrove si è deciso che era necessaria, indispensabile e vitale una nuova linea ferroviaria Torino-Lione, e che per questo era giusto sventrare la valle, devastare il paesaggio, espropriare case e terreni, e infine militarizzare il territorio.

Può una minoranza opporsi alle decisioni prese a maggioranza in una democrazia rappresentativa? Il film di Gaglianone ci suggerisce che sì, può, legittimamente, e che questa resistenza merita rispetto e persino gratitudine. Almeno per chi crede che la politica vera sia partecipazione alle scelte e cittadinanza consapevole.

Daniele Gaglianone, noto al grande pubblico per i suoi ultimi due film, Ruggine, del 2011 e La mia classe, del 2013, sarà presente per i saluti iniziali e risponderà, al termine del film, alle domande del pubblico.

Programmazione allo spazio Alfieri, via dell’Ulivo 6, Firenze

  • Domenica 18 gennaio ore 21.30 alla presenza del regista
  • Martedì 20 Gennaio ore 22.30
  • Mercoledì 21 Gennaio ore 17.30 e 21.00

Biglietti: intero € 6,00, ridotto € 5,00 (per soci Unicoop Firenze)

1 Comment

  1. fernando romussi

    L’ho visto domenica sera e la discussione con la presenza del regista e un’interessante discussione post visione. Ho visto il modo semplice, lineare, pacifico con il quale i miei valligiani raccontavano della loro scelta di opporsi a un’opera inutile, imposta e devastante.
    Loro cosi “bugia nen” (trad. conservatori) che hanno portato il Paese a scoprire l’inganno dietro alla scelta dei gruppi di potere italiani e francesi. E del vergognoso mistificante messaggio dei mass media sul tema.
    Avrei voluto fare una domanda (che non ho fatto) agli spettatori presenti: siete qui a quest’ora e fate le ore piccole perchè sapete tutto o quasi della TO-LY e siete solidali con la lotta di quei “montanari” contro quel progetto.
    Ma come i torinesi che, influenzati dai media, rifiutano ogni confronto sul tema avendo la Valle a pochi chilometri, quanti di voi sono informati con lo stesso interesse sul problema TAV della vostra città? E qui siamo a Km zero dal disastro ambientale ed economico! Avrei voluto chiedere loro se sanno che sono già stati chiesti dal costruttore 210 + 528 (riserve!!) milioni di euro SENZA aver ancora scavato un metro dei due tunnel di 7,5Km! E che l’appalto totale prevedeva un preventivo di 770 milioni (inclusa la stazione Foster a 30 m. sottoterra)
    Un paragone: n questi anni, pur con il famigerato “project financing” la Regione ha costruito 5 ospedali in Toscana spendendo circa 500 milioni!

    Il film merita la visione perchè dimostra, senza commenti esterni, come la gente che lotta lassù abbia già vinto: hanno ritrovato la capacità di partecipare in prima persona alle decisione che riguardano la comunità. Hanno già vinto anche se l’opera dovesse andare avanti!

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