Quelli che prestano fiducia

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Giuseppina ha sessantun anni e la grinta di un leone. Da dieci anni ‘lavora con il ferro’ insieme a Don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge. “Il prete mi aiuta in un lavoro che ho cominciato a fare da sola, da quando ho perso mio marito. Avevamo un chioschetto di bibite e panini a Scandicci si lavorava tanto!” dice Giuseppina, che all’età di 50 anni e con due figli grandi si è trovata senza marito e senza lavoro. “Qualcosa per la pensione di mio marito mi danno, ma come si fa, le spese sono tante! All’inizio raccoglievo il ferro e gli altri metalli ai bidoni o dove lo trovavo, per fare qualche liretta. Adesso lo stesso lavoro lo faccio con il prete. Andiamo a prendere il ferro ai negozi con il furgone, lo portiamo là dietro, gli si dà con le chiavi e il mazzolo. Poi si prende il ferro, il rame e l’ottone e si portano sotto all’Indiano. A volte si prende 30, a volte 60, anche 100 euro. Metà io e mezzi il prete. Certo non è tanto, ma intanto qualcosa si fa!”
Chi può dire nella vita di non aver mai avuto problemi economici? Magari non tutti si sono trovati dall’oggi al domani ad affrontare il futuro da soli e senza i risparmi di una vita. Ma non è difficile immaginarne il dramma.
“è proprio questo è uno dei problemi più grossi” ci dice Adriana, una tra le giovani partecipanti al Fondo Etico delle Piagge. “è capitato anche a me e a mio marito di essere raggirati da un’agenzia immobiliare prima di acquistare la casa. Se non avessimo avuto la fortuna di avere due stipendi stabili e l’appoggio di persone a noi vicine, non so come sarebbe andata a finire! Oltre alle difficoltà economiche imminenti lo sconforto e la vergogna sono sentimenti con cui è difficile fare i conti. Proprio per questo credo tanto nell’attività del Fondo Etico. Quello che facciamo è far sentire a queste persone che non sono sole. E che possono contare su una rete che va al di là dei criteri di ‘solvibilità’ bancaria, che cerca di trasmettere fiducia, ridare speranza e far parlare piccoli e grandi drammi quotidiani, per cambiare la vita di chi pensa di non farcela più.”
È un legame personale quello che si instaura all’interno del Fondo Etico. Una volta estinto il debito ogni partecipante rimane socio del fondo, magari nella prospettiva futura di diventare un finanziatore se le cose andranno bene. Tutto questo è ben diverso dalla beneficenza, magari di quella che ci ricordiamo di fare sotto Natale riempiendo qualche bollettino trovato per casa. In quel tipo di beneficenza non c’è responsabilità sull’utilizzo effettivo del denaro.
Anche il lavoro di Giuseppina, che fa parte del progetto Isola del Riciclaggio, ha avuto un finanziamento dal Fondo Etico.
Come ci dice Pina, un’altra partecipante al Fondo “La prima volta che fui informata dell’esistenza del Fondo Etico e di come funzionava, fui molto colpita dal fatto che il denaro non era considerato e usato come una fonte di guadagno, ma una necessaria risorsa economica. Sia per aiutare persone in difficoltà, che per intrecciare relazioni, per ridare fiducia e speranza nella vita. Restituendo identità e dignità all’essere umano.”
Attualmente gli aderenti al fondo sono 70 (62 soci ordinari e 8 donatori) il denaro raccolto in totale è di 66.529 euro. I prestiti ancora in corso sono 31 per un totale di 53.401 euro. “Facciamo appello a chiunque sia interessato a partecipare al Fondo. Attualmente il denaro è quasi totalmente impiegato e non mancano purtoppo nuove richieste di finanziamento” ci dice ancora Adriana. E con i tempi che corrono tra crack della Parmalat, bond argentini, fondo pensione Comit, Banca 121 e la nostrana Banca Romanelli, c’è da crederle.

Per informazioni e adesioni
al Fondo Etico e Sociale delle Piagge:
Chiara e Fabrizio 055/311856.
Uno “sportello” del Fondo è aperto a lunedì alterni alle 18.30 presso il Centro Sociale Il Pozzo, in via Lombardia 1p alle Piagge, Firenze, tel. 055/373737
Per contributi, c.c.p. 24725509

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