Quelli che non si arrendono

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Contro l’alta velocità e contro l’inceneritore. In Val di Susa come a Firenze monta la protesta popolare contro le scelte del governo centrale o locale, che vuol far passare come irrinunciabili e progressiste opere e infrastrutture che dovrebbero migliorarci la vita. La nostra vita invece peggiora, per l’inquinamento, lo stress, la natura distrutta, il tempo accelerato. E i vantaggi sono solo per chi costruisce, talora parente stretto di chi decide. Assistiamo in questi giorni a manifestazioni e scioperi contro la linea ferroviaria TAV Torino-Lione, che buca una montagna ricca di amianto per costruire 52 chilometri di galleria e risparmiare qualche minuto. Con il dispiego di enormi risorse d’acqua, mentre le famiglie del Sud ancora aspettano interventi per averla in casa 365 giorni l’anno. E la sicurezza, e l’ambiente, e la salute? Messi da parte in nome del progresso, mentre dal governo c’è chi disprezza i “nullafacenti con le fiaccole”. Ma la gente non si arrende e continua a protestare. Così accade anche da noi, dopo l’enorme successo della manifestazione che ha portato 8000 persone per le strade di Campi Bisenzio contro l’inceneritore. “Non bruciamoci il futuro” lo slogan, in corteo tanti ambientalisti, ma anche tanti cittadini stufi di subire le conseguenza di scelte “avvelenate”. Una presa di coscienza importante per un movimento che nel prossimo futuro potrà assumere un peso decisivo.

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