25 settembre 2018

Quartiere 5, «No all’invasione delle slot machine»

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Adriana Alberici, la consigliera piaggese del Quartiere 5

di Fabrizio Morviducci per La Nazione

Il gioco dà dipendenza. Può diventare una malattia in piena regola con conseguenze estreme per chi si ammala, per le famiglie. Ed è sempre più facile cadere in tentazione, inseguire il sogno della ricchezza facile, soprattutto se si ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Una riflessione profonda su queste dinamiche patologiche arriva dal quartiere 5, dove un gruppo di cittadini, sostenuto da Cantieri Solidali (il laboratorio politico della comunità delle Piagge) e dal consiglio di circoscrizione, sta lottando contro l’arrivo nella zona di una maxi sala giochi. Uno spazio di 1600 metri quadri, che dovrebbe essere riempito di slot machine, video poker, e anche delle video lottery di ultima generazione, capaci di erogare premi fino a mezzo milione di euro. Ieri, cittadini e istituzioni si sono trovati nella sede del quartiere 5, proprio per dire «No all’invasione delle slot machine».

Era questo il titolo del convegno organizzato per fare il punto sull’arrivo della sala giochi e per raccontare quali sono i rischi legati al gioco compulsivo. C’erano la consigliera di quartiere 5, Adriana Alberici (Unaltracittà/Cantieri Solidali), il dottor Gioacchino Scelfo del Sert di Firenze, e alcuni rappresentanti dell’associazione Giovatori Anonimi e del comitato di via Stuparich. Secondo la mappatura eseguita ‘porta a porta’ dai residenti della zona, tra via Pratese (rotonda di San Donnino) e l’intersezione con via del Pesciolino (via Saggina) per l’esattezza, sono state contate 160 macchinette che si trovano all’interno di tabaccai, circoli o sale giochi.

«Dalla prima mozione da me presentata al consiglio di quartiere — ha detto Adriana Alberici — è passato del tempo; con piacere ho constatato che un atto proposto ‘dal basso’ è stato recepito anche dal consiglio comunale, e dalla giunta, visto che è stato emanato un regolamento comunale sull’apertura delle sale giochi. Questo anche grazie alla mobilitazione dei cittadini che non hanno mai smesso neppure un minuto di sollecitare il governo della città con mail, telefonate, sopralluoghi, resoconti in tempo reale di quanto accadeva in termini di ristrutturazione del locale in questione. Eppure non è stata ancora messa la parola fine su questa storia. Lo sappiamo noi e lo sanno i cittadini che la minaccia dell’apertura continua a incombere, per questo continueremo a tenere alta l’attenzione». Un’attenzione che si regge anche sui risvolti ‘clinici’ del problema.

«A Firenze — ha detto il dottor Scelfo — negli ultimi cinque anni abbiamo avuto in cura circa 250 persone ammalate di gioco compulsivo. Una malattia che porta anche all’estremo, a fatti di cronaca nera, ma che nella massima parte dei casi degrada le persone colpite nella loro quotidianità».

In rapporti umani e familiari che si deteriorano, in una dipendenza che porta a desiderare a tutti i costi i gioco come una droga. E’ chiaro che più punti per giocare ci sono a disposizione, più è facile essere vittime di questa serialità nelle scelte. E la legalità nel poter giocare è sicuramente uno degli scarichi più alti per la coscienza. Solo per fare un esempio, secondo i dati forniti dagli organizzatori del convegno, solo nel 2010 in Toscana si sono ‘giocati’ 3,4 miliardi di euro. Una finanziaria o giù di lì buttata con il miraggio dei soldi facili.

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