Quando il "Nemico Pubblico" è la stampa. La Val di Susa e la criminalizzazione dei NoTav

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Copertina-NEMICO-PUBBLICO1di Riccardo Capucci

Simone Franchino è un attivista No Tav valsusino. Da anni cerca di fermare con tutta la popolazione della valle quell’assurdo progetto ferroviario che il governo e i partiti, spinti dai cementificatori più compromessi del paese, cercano di realizzare proprio in Val di Susa per collegare Torino a Lione.

Abbiamo voluto raccogliere la sua testimonianza in occasione dell’incontro pubblico che si è tenuto a Villa Arrivabene lo scorso 4 novembre organizzato dal lupi e sciacalli” in cui si affronta la terribile criminalizzazione del movimento No Tav da parte dei mass media.

Ascoltate le sue parole e poi acquistate il libro. Vi troverete un’analisi attenta e precisa di come giornali e televisione giocano sulla pelle delle persone in nome di un presunto progresso. Grazie agli interventi di Wu Ming, Erri De Luca, Claudio Calia, Ascanio Celestini e Chiara Sasso vengono messi a nudo alcuni dei meccanismi “perversi” che regolano il mondo dell’informazione e di quello, a esso strettamente connesso, del Potere.

>>> l’articolo continua dopo il video

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L’analisi dei fatti compiuta dagli autori rivela un attacco mediatico in piena regola capace di creare ad arte il “mostro” per colpirlo e distruggerlo, distogliendo l’attenzione dalla lotta all’alta velocità. Una manovra subdola e purtroppo perfettamente riuscita, che ha saputo smuovere gli istinti più bassi e beceri della popolazione, annebbiando le sue scarse e residue capacità di analisi e di critica sui movimenti sociali e sui meccanismi di manipolazione dell’opinione pubblica.

Nella stessa occasione abbiamo sentito anche Claudio Giorno, attivista valsusino anche lui, che ci ha raccontato come nella notte del primo novembre sia stato dato fuoco, da mano ignota, al presidio No Tav in Val Susa, un rifugio in legno costruito dal movimento a Vaie nel 2005.

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