Publiacqua nel gorgo. Rincari, debiti, appalti sotto inchiesta

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La gestione di Publiacqua, sta diventando un problema per i fiorentini. Aumento delle tariffe, forti debiti da onorare, la magistratura che indaga sui rapporti perversi tra pubblico e privato anche a partire dagli appalti di Publiacqua.

L’aumento delle tariffe – Nei prossimi mesi la bolletta dell’acqua rincarerà circa del 9,2% perché il Chianti entra in Publiacqua e servono nuovi investimenti. Altri aumenti arriveranno perché gli utenti hanno risparmiato acqua. Succede infatti che i consumi a Firenze e dintorni siano passati da 92 milioni di metri cubi a 84. Un dato positivo perché indica uno spreco inferiore del bene comune per eccellenza, l’acqua. Ma siccome la tariffa deve coprire anche il guadagno per gli azionisti, ovvero “la remunerazione del capitale” come dice il presidente dell’Ato fiorentino Gianni Del Vecchio, ecco che si compensa la riduzione dei consumi con l’aumento della tariffa.

Gli appalti viziati – Ben dieci appalti di Publiacqua, per un valore della base d’asta di circa 17 milioni di euro, sono inoltre finiti nel mirino dei magistrati impegnati nell’inchiesta che coinvolge il Comune di Campi Bisenzio. L’accusa è che siano state vinte grazie al cartello fra le imprese che vi hanno partecipato. Publiacqua, nel caso di un appalto a Serravalle, aveva prima introdotto nel capitolato di gara una clausola che vietava il subappalto per poi cancellarla subito dopo. Dopo giorni di silenzio la s.p.a. ha fatto sapere di averlo fatto, ma si tratta di una difesa davvero fragile, per “evitare impugnative e quindi contenziosi”. Come dire: accettiamo tutto pur di non avere noie.

I debiti – Ammontano a oltre 11 milioni e mezzo di euro. Una volta fatta la compensazione con il Comune di Firenze, che a sua volta deve a Publiacqua 4 milioni, restano 7 milioni e mezzo. Gli amministratori hanno approntato un piano di rientro di 850 mila euro al mese, davvero un bel salasso, che sarà pagato dai clienti di Publiacqua anche grazie al rincaro della bolletta. Anche la Provincia di Firenze attacca la gestione di Publiacqua e chiede altri 3.000.000 di euro di cui è creditrice: Il presidente Renzi ha detto a proposito “I debiti con la collettività devono essere pagati. Non si può scegliere il modello privatistico quando fa comodo e poi praticare il modello pubblico quando c’è da pagare”. Il panorama delle ex-municipalizzate, oggi tutte trasformate in s.p.a., è desolante. I consigli di amministrazione sono in mano completa ai partiti che nominano loro uomini di fiducia se non addirittura loro tesserati (spesso ex assessori o ex consiglieri). C’è un alto rischio di commistione tra gli interessi del mondo imprenditoriale e quelli della politica. Il tutto compiuto nel nome della modernizzazione del Paese, mentre nello stesso tempo, in quel villaggio di sottosviluppati chiamato Parigi, il sindaco Delanoe ha appena deciso di contrastare lo strapotere dei privati riacquistando le quote azionarie dell’acquedotto. Da parte nostra non possiamo che lottare per la separazione degli affari dalla politica, continuando a chiedere con forza la ripubblicizzazione del servizio idrico, per spezzare così il business degli investitori privati a vantaggio del bene collettivo.

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