Publiacqua: utili illegittimi e sottratti agli investimenti

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FORUM TOSCANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Utili 2011 da record per Publiacqua:
Per gli utenti/e sono soldi sottratti agli investimenti.
Per i cittadini/e sono illegittimi per la mancata applicazione del referendum.

Mentre è stato dichiarato lo stato di crisi idrica in Toscana dovuta alle scarse piogge, in aumento rispetto all’anno scorso. Di questa somma 11,5 milioni verranno distribuiti come dividendi ai soci pubblici e privati benché il CISPEL Toscano lamenti la mancata copertura finanziaria di molti interventi urgenti sulla rete idrica e fognaria e malgrado l’Autorità Idrica Toscana ne avesse chiesto l’utilizzo per gli investimenti necessari, difficilmente reperibile in un altro modo.

Un bel risultato in tempi di crisi economica e di crisi idrica! Ancor più importante perché riferito al 2011, anno nel quale un referendum passato a grandissima maggioranza prevedeva e imponeva che sull’acqua non si potesse fare profitto. Tutto questo è stato ottenuto grazie alle bollette, cioè ai soldi ottenuti dai cittadini/e che pagano il servizio idrico, gli investimenti per le generazioni futuri, la cooperazione internazionale, gli aiuti alle famiglie disagiate, la pubblicità sui media, le sovvenzioni per associazioni o fondazioni, gli stipendi e i compensi per le varie poltrone nei consigli di amministrazioni delle società collegate e ovviamente anche il profitto del privato e dei comuni!

Insomma i loro utili (43 milioni netti negli ultimi 3 anni), così come i fondi per gli investimenti, sono usciti dalle tasche di noi utenti che abbiamo visto aumentare le tariffe, già tra le più alte d’Italia, del 20% in questi 3 anni (con un altro 6.5% di aumento per il 2012).

In definitiva non solo non e stata tolta la remunerazione del capitale investito ma i nostri sindaci insieme ai soci privati hanno decisi di distribuirsi dei dividendi frutto di un comportamento illegittimo oltre che anti democratico, piuttosto che accantonarli in previsione del futuro rimborso che dovranno esborsare comunque visto la sentenza referendaria del 12 e 13 giugno e il ricorso al TAR Toscana (Tribunale Amministrativo Regionale) che abbiamo presentato 2 mesi fa.

Basta ai profitti garantiti dai beni comuni, chiediamo il loro utilizzo per gli investimenti necessari. Torniamo a una gestione pubblica del “Bene Comune”, senza profitto, come richiesto democraticamente ai nostri politici locali dalla grande maggioranza dei cittadini/e Toscani che sono andati a votare per il referendum popolare.

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