24 settembre 2018

Publiacqua costretta a restituire oltre 3 milioni. Ma i conti non tornano, ne mancano ancora 15

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di Riccardo Capucci per l’Altracittà

Publiacqua, alla fine, è stata costretta a restituire 3.368.356 euro agli utenti, domestici e non, di Firenze, Prato, Pistoia. Lo ha deciso l’Autorità Idrica Toscana seguendo le indicazioni dell’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il gas. Si tratta della restituzione delle risorse percepite – indebitamente e con perseveranza – da Publiacqua spa per la remunerazione del capitale investito cancellata dal Referendum del 2011 grazie alla volontà di 26.130.637 di italiani (il 95,80%) fino ad oggi ignorata. “Tali importi” – scrive l’Autorità Idrica – “riguardano il semestre luglio-dicembre 2011, cioè quel periodo successivo alla proclamazione dell’esito referendario e prima dell’entrata in vigore della nuova tariffa priva della remunerazione del capitale investito. Il rimborso arriverà nelle tasche dei cittadini con la prima bolletta utile successiva all’approvazione da parte dell’Autorità nazionale dei calcoli effettuati dall’Autorità Idrica Toscana. Presumibilmente entro 60 giorni.

[Scarica il Decreto sui rimborsi voluti dal Referendum]

Ma i conti non tornano. Se con il decreto si stabilisce un principio, i numeri sono invece tutti da riscrivere. Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha ripreso in mano le tabelle dell’Autorità e ha denunciato lo scempio contabile perpetrato ai danni dei cittadini che ha definito come vera e propria truffa. Vediamo una per una le ragioni del movimento referendario:

  1. Illegittimo il rimborso parziale previsto: l’importo è calcolato solo per il periodo che va dal 21 luglio 2011 al 31 dicembre 2011. Secondo il Metodo Tariffario Transitorio, approvato a fine aprile di quest’anno, la nuova tariffa va applicata dal 1° gennaio 2012. Si viola pertanto il principio della non retroattività della tariffa. Si ignorano le delibere del Consiglio di Stato n.4301 del 2008 e n.3920 del 2011. Si disconosce la sentenza 436/2013 del TAR Toscana che dichiarava illegittime le tariffe del 2012, comprensive della componente della remunerazione del capitale investito.
  2. Una truffa considerare gli oneri fiscali una voce di costo, da coprire con la tariffa: costringe gli utenti a pagare anche le imposte sugli utili realizzati dai gestori.
  3. Inaccettabile che la tariffa debba coprire gli oneri finanziari, se non effettivamente sostenuti e documentati. L’AIT ha sottoposto i dati al vaglio dei Sindaci, soci nelle gestioni del servizio idrico?
  4. Non equo il rimborso con una quota uguale per ogni utenza, quando la “remunerazione del capitale investito” è stata pagata in modo proporzionale, in base al consumo effettivo.

acquarestituizioneDai conti della stessa A.I.T. (e non da quelli del Forum Toscano Movimenti per l’Acqua) risulta che, per tutti i gestori della Toscana, la remunerazione del capitale investito nei piani di ambito ammonta, per il 2011, a quasi 29 milioni di euro, per il 2012 a oltre 73 milioni e per i primi quattro mesi del 2013 a circa 27 milioni, per un totale di 128,7 milioni di euro. I soci privati (SUEZ ACEA IREN) che gestiscono l’acqua esprimono soddisfazione e plaudono al direttore dell’A.I.T. Mazzei: i conti che risultano non sono certo dalla parte dei cittadini, a cui si pensa di restituire solo gli spiccioli, mentre i privati continuano a spartirsi lauti profitti. Il Forum Toscano Movimenti per l’Acqua invita quindi i Sindaci presenti nell’A.I.T. a non approvare questo decreto truffa che rappresenta l’ennesima presa in giro dell’esito referendario e di tutti i cittadini toscani.

Alberto Irace, Erasmo D’Angelis, Matteo Renzi
Alberto Irace, Erasmo D’Angelis, Matteo Renzi

La decisione dell’AIT arriva dopo che il mese scorso Publiacqua è finita sotto inchiesta a Pistoia per il reato di appropriazione indebita. Tra gli indagati l’amministratore delegato dell’azienda Alberto Irace, considerato il fatto che il gestore continuava a far pagare in bolletta proprio la “remunerazione del capitale” cancellata sia dal Referendum che da diverse sentenze successive. Non è escluso che la Procura stia facendo chiarezza sugli investimenti di Publiacqua nel 2012. Si tratta dell’ennesima società toscana che, contigua agli interessi della politica e delle grandi multinazionali, finisce sotto la lente della magistratura.

Pubblichiamo infine il commento della stessa Publiacqua alla vicenda restituzione. Dopo aver incassato indebitamente questa cifra per lungo tempo esprime giustamente – visti i conti taroccati a suo favore – “soddisfazione per l’approvazione da parte dell’Autorità Idrica Toscana del decreto con il quale vengono definiti gli importi da restituire ai cittadini relativamente alla voce remunerazione del capitale abrogata con il referendum del 2011”.

Sul tema è intervenuta anche Ornella De Zordo della lista di cittadinanza perUnaltracittà: “Invitiamo il sindaco di Firenze Matteo Renzi a non approvare il recente decreto vergato dall’Autorità Idrica Toscana per la restituzione della “remunerazione del capitale investito” cancellata dal Referendum del 2011. Grazie ai conti fatti dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua si è appreso infatti che si tratta di un decreto truffa. Sulla base delle stesse tabelle dell’AIT Publiacqua deve restituire ai cittadini di Firenze, Prato e Pistoia ben 18.817.902 euro e non i 3.368.356 stabiliti dal decreto. Capiamo adesso la soddisfazione dei vertici di Publiacqua espressa alla pubblicazione del decreto. Gli avevano appena fatto un regalo di 15 milioni e mezzo per di più facendo finta di rispettare gli esiti referendari. Una pietra tombale su un dibattito lungo ormai quasi tre anni che però il lavoro e le competenze dei cittadini organizzati nel Forum dei movimenti per l’acqua pubblica hanno smontato in due giorni. Ora sta alla politica dire basta a questo continuo tradimento dei valori della democrazia a vantaggio dei gestori, pubblici e privati, dell’acqua. Nello specifico sta al sindaco Matteo Renzi “cambiare verso” a questa ipocrita gestione dell’acqua pubblica che sembra non avere fine”.

Ora alla politica non resta che ripubblicizzare la gestione dell’acqua. 25.935.372 di italiani, il 95,35% del corpo elettorale, lo attende dal giugno 2011. La battaglia dei Comitati referendari toscani e nazionali continua.

(questo articolo è stato rivisto dopo la prima pubblicazione)

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