15 dicembre 2018

Provincia contro Campi, l'inceneritore va fatto. Nonostante il plasma

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Il sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini nel promuovere degli improbabili impianti al plasma, ammette, bontà sua, che dai camini degli inceneritori fuoriescono polveri, diossine e residuano un 20% di ceneri da stoccare in discariche speciali… altro che emissioni zero!

di Ernesto Ferrara

Avanti tutta sull´inceneritore. «Bisogna andare avanti senza se e senza ma sul piano provinciale dei rifiuti approvato pochi mesi fa che prevede la costruzione dell´inceneritore a Case Passerini», annuncia il neo presidente della Provincia Andrea Barducci a margine della prima riunione della sua giunta in Palazzo Medici Riccardi. «Quadrifoglio sta terminando le procedure per l´incarico di progettazione», ricorda il presidente, secondo cui «l´impianto di termovalorizzazione non può costituire l´unica risposta al problema dei rifiuti ma è certo essenziale e in questo momento si deve andare avanti con determinazione sulla strada intrapresa». «Niente passi indietro, faremo tutti gli approfondimenti tecnici del caso, però basta giochi di prestigio e ripensamenti», aggiunge Barducci.

E subito scoppia un putiferio. Sull´impianto di incenerimento di cui si discute da un decennio già si consuma il primo strappo con il Comune di Campi Bisenzio, dove il nuovo impianto dovrebbe sorgere: «Sono convinto che l´impiantistica sia essenziale per lo smaltimento dei rifiuti – dice il sindaco Adriano Chini – per questo chiedo a Barducci e ai vari livelli di governo di fermarsi per un mese a riflettere sulla nostra proposta, quella di costruire un impianto di incenerimento al plasma, che produrrebbe molti meno danni rispetto ad un normale termovalorizzatore».

Tecnici incaricati dal Comune di Campi nei mesi scorsi sono andati in missione in Giappone per visitare gli impianti di smaltimento basati sulla tecnologia della torcia al plasma che lì funzionano da sei anni: «Producono quantità di diossina da dieci a cento volte inferiori rispetto ad un normale impianto, immettono in atmosfera il 60% in meno delle polveri, dalla lavorazione dei rifiuti bruciati avanza solo il 6% del totale del materiale immesso, mentre da un normale impianto come quello che oggi prevediamo di costruire avanza oltre il 20%.

Inoltre l´avanzo da incenerimento di un impianto comune deve essere smaltito in discariche speciali a costi elevatissimi, mentre il residuo di un impianto al plasma può finire in discarica tal quale o addirittura essere riutilizzato per comporre miscele d´asfalto», racconta Chini mentre sfoglia la relazione tecnica scritta da suoi tecnici che ora è pronto a spedire alla comunità scientifica italiana, dal Cnr all´Istituto superiore di Sanità, per poi passare a bussare alle porte dei vari organi di governo locale. «Se questa relazione fosse fondata sarebbe un enorme peccato ignorarla: ho visto con i miei occhi che quegli impianti funzionano, non li ho visitati su internet ma dal vivo. Forse vale la pena adottare questa strada, o forse no: la Regione nomini una commissione di tecnici per valutare la relazione, siamo ancora in tempo a cambiare strada, fermiamoci un attimo a riflettere, se non lo faremo non si potrà valutare la bontà della nostra opzione», è il pensiero di Chini.

[Fonte Repubblica]

0 Comments

  1. testa di yak-PerUnaltracittà-

    cerchiamo di incunearci fra i 2 litiganti,fra Renzi-Barducci da una parte e Chini dall’altra, entrambi portano avanti delle soluzioni impiantistiche assurde.

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  2. Sacha

    La torcia al plasma è solo un inceneritore molto più potente che raggiunge più alte temperature. Praticamente fa meno residui ma immette nell’aria più nanoparticolato. Insomma è la solita bufala cancerogena.
    Dopo aver assistito alla riunione del consiglio comunale di Campi aperta al pubblico dove uno straordinario Ercolini aveva fatto una relazione più che esaustiva sulla necessità e sulla funzionalità degli impianti a freddo (senza combustioni nocivi alla salute con le diossine e il nanoparticolato) mi sarei aspettato di pù da questo sindaco che invece non fa altro che assecondare le logiche folli dell’incenerimento solo perchè costano di più. Questi sono manager non sindaci.

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  3. Savonarola

    Sembra di assistere alla manzoniana vicenda dei Bravi e Don Abbondio, con la sola variante affermativa; “… questo inceneritore s’ha da fare!”.
    Dove il Don Rodrigo è evidentemente Andrea Barducci, e l’imposizione è altrettanto perentoria e arrogante. Poco importa della salute pubblica, della migliore tecnologia, di impianti che saranno obsoleti tra solo 10 anni per l’entrata in vigore delle nuove leggi!!!!
    L’unico obiettivo è come sempre il business, quello peggiore, il “far cassa” ad ogni costo, alla faccia della democrazia, trasparenza, legalità e buon senso.
    Totò commentava: “… poi dicono che uno si butta a destra!!!”
    Continuiamo a farci del male, che con la crisi generale è l’ideale!

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  4. Giorgio

    Anch’io ho sentito l’Ercolini. Però ha anche detto che gli impianti a freddo mandano il 40% in discarica, quindi sono sì meno inquinanti e meno costosi, ma anche meno utili a risolvere il problema.

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  5. roberto

    Il plasma ci vorrà se faranno l’inceneritore; plasma inteso come siero a base di sangue per fare le trasfusioni a tutti quei disgraziati che si impesteranno i polmoni e lo stomaco respirandone le polveri!

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