10 dicembre 2018

Prova dell’acqua per Petrella

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“Ci sono cose che è giusto privatizzare, ce ne sono altre che alludono a diritti fondamentali delle persone, che noi non consideriamo giusto privatizzare”. Va controcorrente la Puglia rispetto alla moda di privatizzare tutto: il Presidente Nichi Vendola ha affidato la presidenza dell’Acquedotto locale al professor Riccardo Petrella, per molti anni segretario generale internazionale del Contratto Mondiale sull’Acqua, persona universalmente considerata ispiratrice del movimento mondiale dell’acqua. Una scelta chiara e precisa per ripubblicizzare la S.p.A. costituitasi nel 1999, ma che va anche oltre, rappresentando un simbolo di alternativa concreta. E lo diventa ancor di più se si pensa che l’acquedotto pugliese è il più grande d’Europa, il terzo più grande del mondo, e serve più di 4 milioni di utenti. Un salto di qualità di enorme importanza per i soggetti che si sono impegnati nella ricerca di un’alternativa per la gestione del bene idrico in Italia: i principali esponenti entrano in politica. Dopo la teoria, la pratica, che comporta responsabilità di gestione e di dimostrare la concretezza delle idee e delle proposte, oltre che di trovare le mediazioni giuste. Fare politica appunto. La scelta inoltre porta allo scoperto il movimento di lotta per l’acqua, mettendolo a conoscenza di grandi masse di cittadini. “Scelte fondamentali da compiere – dice Vendola – sono quelle che vanno nella direzione di poter dire, di qui a tre anni, che abbiamo abbattuto del 10%, del 15% le perdite di acqua”, a fronte del 53% attuale. Petrella descrive una “situazione malaticcia”, ma si mostra fiducioso “che in tempi assai ragionevoli l’Acquedotto possa riprendere vita”. Il primo segnale è arrivato con la modifica delle procedure per le assunzioni all’interno dell’ente, “visto che le assunzioni – continua Petrella – avvenivano attraverso il solo arbitrio di dirigenti o favorivano i figli di questo o quel politico”.

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