Pronto il 'decreto flussi', mentre a Firenze la Bossi-Fini è nel caos

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Pronto l’atteso decreto flussi per l’ingresso di 60mila lavoratori extracomunitari stagionali. Il Ministro del lavoro lo ha consegnato al Presidente di Col diretti, Paolo Bedoni, mentre il 31 gennaio verrà pubblicato anche sulla gazzetta ufficiale. Il decreto, approvato da Consiglio dei ministri il 20 dicembre scorso, prevede una ripartizione degli extracomunitari su base regionale. “La pubblicazione sulla Gazzetta – ha detto Bedoni – rappresenta una risposta tempestiva e coerente con le esigenze dei lavoratori e delle imprese agricole, che hanno necessità di programmare per tempo la propria attività aziendale,legata ai cicli stagionali delle produzioni”. Oltre il 50% delle autorizzazioni riguarderà lavoratori impegnati in agricoltura. Infatti, secondo una recente indagine della Coldiretti, il 10% dei lavoratori agricoli nazionali è extracomunitario. Lavoratori, questi, che nella maggior parte, circa il 67%, provengono dall’Europa dell’Est, principalmente Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania. Gli “agricoltori extracomunitari”, che hanno per l’88% un lavoro stagionale, sono prevalentemente coinvolti nelle coltivazioni arboree e nelle colture agricole. La loro presenza è concentrata nelle regioni dell’Italia Settentrionale, specie in trentino e veneto, ma non mancano neanche al Sud, come in Sicilia.
L’immigrazione legale, secondo Bedoni, rappresenta una risorsa importante per lo sviluppo economico e sociale della “nuova Europa”. Per questo sostiene che occorre dare una risposta strutturale ai bisogni delle imprese e alle aspettative dei lavoratori, che sappia conciliare il rigore nei confronti della clandestinità con in cambiamenti di una moderna economia post-industriale.
Mentre questa “risposta tempestiva” sembra fare contenti molti, a Firenze la Cisl denuncia che “la Bossi-Fini è nel caos”.
Gli immigrati continuano dunque ad essere vite in sospeso, perennemente in balia di una burocrazia che non funziona, lasciandoli in attesa..tanto si tratta solo del loro avvenire..
Ma cosa sta succedendo a Firenze? Secondo l’Unione Sindacale Territoriale Cisl, l’intero sistema operativo è in tilt. A due mesi dalla scadenza per la presentazione delle domande di sanatoria degli extracomunitari, nel capoluogo fiorentino si regolarizzeranno “soltanto 453 tra lavoratori subordinati (67) e colf e badanti (386)”. Una cifra esigua. se confrontata con le 2.400 richieste pervenute alla Prefettura, a fronte di circa 17.200 domande di sanatoria inviate tramite le Poste. Il sindacato parla di dati allarmanti, che mettono in luce la totale disfunzione del servizio. Ma emerge anche le possibili difficoltà o l’assenza di coordinamento e collaborazione fra Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro, non solo sul piano operativo,ma soprattutto sul piano politico-istituzionale.
Da strumento collegiale ed utile a gestire la delicata questione, il Consiglio Territoriale per l’immigrazione risulta essere quasi inutile, impossibilitato ad agire. Ma ancora più grave è la situazione dei lavoratori extracomunitari. La drammaticità della loro condizione sta nell’essere “prigionieri” in Italia, non potendo lasciare il paese neanche temporaneamente. Come se non bastasse, sono in balìa di un mercato del lavoro estremamente mobile e delle sue degenerazioni. Manca la ciliegina..la Bossi-Fini non consente agli extracomunitari di cambiare il lavoro, costringendoli a rimanere o ritornare alla condizione di lavoro nero, “servile e sotto ricatti di ogni genere”. Le difficoltà non mancano nemmeno per i datori di lavoro disposti a comportarsi correttamente. Infatti non sono assistiti ed aiutati, ma le incongruenze della legge non fa altro che inibirli.
A fronte di una situazione generale disastrosa, la Cisl di Firenze, insieme all’Anolf provinciale – Associazione nazionale oltre le frontiere – ha dichiarato che darà vita a momenti di sensibilizzazione, ai vari livelli istituzionali, per aiutare e trovare soluzioni concrete ai problemi degli immigrati.

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