Pronto, sono Ghiaccio. Saccardi minaccia di querela Saverio Tommasi

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dal Corriere Fiorentino

Un attore si finge l’assessore Ghiaccio (da Padova) per parlare con Stefania Saccardi. Lo scopo? Ottenere informazioni per una video-inchiesta. Il filmato finisce su YouTube e l’assessore di Palazzo Vecchio annuncia querela.

Si finge l’assessore Ghiaccio di Padova per parlare con l’assessore al welfare Stefania Saccardi. E poi l’attore Saverio Tommasi chiede spiegazioni sui servizi invernali per i senzatetto. Succede in una delle “10 brutte storie italiane”, raccontate in stile Iene con Ornella De Zordo, che diventa uno spezzone del video “Emergenza freddo a Firenze: qualcuno mente?” http://www.saveriotommasi.it/.

Ma quando finisce su YouTube, l’assessore Saccardi fa partire una causa per violazione della privacy. Tutto accade dopo il grande freddo di dicembre. Più volte Ornella De Zordo, consigliera comunale di “Perunaltracittà”, aveva chiesto che fossero aperte le stazioni di notte per consentire ai senzatetto di ripararsi dal freddo. Nel video alcuni clochard raccontano di non aver trovato posto all’interno delle strutture comunali. Lo stesso Tommasi si finge uno di loro, ma non riesce a entrare. Così decide di capire come mai non vengano aperte le stazioni chiamando l’assessore Saccardi: “Pronto, salve, sono l’assessore Ghiaccio (nome scelto non a caso)di padova, posso parlare con Stefania…ci conosciamo…”. E dopo essere riuscito a parlare con lei fa le sue domande sull’emergenza. la risposta di saccardi appare anche per iscritto: “Ho passato la palla a i’segretario generale di’Comune, insomma, voglio di’noi si dà le indicazioni politiche, poi gli uffici devan fa’ queste cose. Li pagan anche più di noi, per cui, voglio dire, potrebbero fare il loro mestiere”. E in cima compare la scritta: “Assessore Saccardi: 3.500 euro netti mensili”. L’esponente della giunta Renzi va su tutte le furie. “Per prima cosa Saverio Tommasi si è spacciato per un’altra persona dicendo che non era riuscito a parlare con me quando non mi aveva mai chiamata prima – spiega – e ancora più grave il fatto che stesse registrando la chiamata senza avvertirmi, per poi mettere il video su YouTube con le scritte in fiorentino”. Ancora: “Il video è stato tagliato nella parte in cui spiegavo che avevo scritto a Grandi Stazioni per l’apertura di Santa Maria Novella durante la notte per i senzatetto, ma mi aveva risposto che non era possibile”. Saccardi è delusa: “Quest’anno abbiamo aumentato i posti letto a disposizione del Comune e abbiamo fatto del nostro meglio”. E intanto si prepara a presentare i numeri sulle accoglienze invernali, e soprattutto fare causa a Tommasi per violazione della legge sulla privacy: “Ora appena mi chiama qualcuno ho il terrore che lo faccia con l’inganno”.

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  1. Saverio Tommasi

    Risposta pubblica alle accuse di Stefania Saccardi inerenti
    l’inchiesta video “Emergenza freddo a Firenze: qualcuno
    mente?”
    http://www.youtube.com/watch?v=mCSSeGCk-Jk

    Gentilissima Stefania Saccardi, sono Saverio Tommasi, ma se
    preferisci puoi chiamarmi assessore Ghiaccio.

    In seguito alla pubblicazione dell’inchiesta video
    “Emergenza Freddo a Firenze: qualcuno mente?” – visibile
    su http://www.youtube.com/watch?v=mCSSeGCk-Jk – leggo
    sulle pagine del Corriere della Sera una tua dichiarazione
    secondo la quale avrei tagliato la tua intervista proprio
    nel punto in cui spiegavi di aver scritto a “Grandi
    stazioni” per chiedere l’apertura di Santa Maria Novella
    durante la notte per i senza tetto, e il diniego di
    “Grandi stazioni” alla tua richiesta. E dunque, era la tua
    conclusione, ti eri ben data da fare!
    Con l’occasione di questa mia risposta pubblica rilevo che
    l’azione che porti a giustificazione del tuo operato è
    in realtà la prova della tua inadempienza. E solo per
    motivi di spazio non ha trovato posto nella precedente
    inchiesta, ma può darsi che un video specifico veda la
    luce nei prossimi giorni proprio a partire da quella tua
    affermazione.
    Aver scritto a “Grandi stazioni”, come tu affermi di aver
    fatto, significa infatti:

    1) Aver sbagliato destinatario, in quanto l’unico tuo
    referente è il consiglio comunale al quale, solo, spettava
    l’ordinanza per aprire “Grandi stazioni” e non la
    società Grandi stazioni, che aveva, ahinoi, il diritto di
    negare l’apertura in assenza di tale ordinanza comunale.
    Come poi ha fatto.

    2) Aver scritto a “Grandi stazioni” addirittura il mese
    prima, come spieghi durante l’intervista, significa aver
    passato l’inverno accontentandoti della loro risposta
    negativa quando loro non erano neanche i referenti. E
    nonostante, da settimane, fossi stata avvertita dello
    sbaglio.
    Il tuo è stato un errore politico che hanno pagato le
    centinaia di persone che anche questo inverno sono state
    costrette a dormire all’aperto. Nel video inchiesta te lo
    ricorda anche il capo di gabinetto della prefettura, quando
    dice: “Per tutti i libri di diritto questa è una materia
    che spetta al Comune”.

    Good night and good luck.

    Saverio Tommasi

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