Project financing, soluzione o problema?

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Il project financing, o finanza di progetto, è una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni possono ricorrere a capitali privati per la realizzazione di opere ad uso della collettività. In altre parole, l’ente pubblico che non ha i soldi per fare un’opera utile o necessaria, può farla realizzare ad un soggetto privato. In cambio quest’ultimo ottiene la concessione per lo sfruttamento economico dell’opera realizzata.
Chiaramente al privato interessano solo le opere che possono garantirgli un profitto, per esempio un parcheggio a pagamento, o un ponte a pedaggio, mentre non gli conviene certo costruire scuole o parchi o case popolari. Per ovviare a questo limite, l’ente pubblico può, in sede di gara d’appalto, inserire le opere “non lucrose” in un pacchetto unico, come è successo a Firenze per il Parco del Mensola, accorpato al parcheggio della Fortezza, o mettere delle condizioni, come per l’intervento di edilizia privata previsto al posto del Centro Sociale ex Emerson, dove una percentuale degli alloggi dovrebbero essere a canone vincolato.
Tuttavia, ricorrere “di regola” al project financing per un’amministrazione pubblica significa rinunciare al proprio ruolo, che sarebbe quello di valutare le necessità reali della cittadinanza e stabilire priorità e modalità di intervento secondo il modello di sviluppo prescelto. Se per esempio alla città serve un giardino pubblico, non si troverà un privato disposto a realizzarlo, a meno di non “regalargli” in cambio, per esempio, una variante di piano per un bel supermarket…

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