15 novembre 2018

Project financing. Stop ai cimiteri privati

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I cimiteri rimarranno sotto la gestione diretta del Comune. La giunta, su proposta dell’assessore alla finanza di progetto Tea Albini, ha fatto retromarcia rispetto alla decisione iniziale e ha bocciato la proposta di ATI (Associazione temporanea di impresa).
Il piano riguardava la progettazione, costruzione, ampliamento e gestione dei cimiteri di Brozzi, Careggi, Mantignano, Pino, Rifredi, San Silvestro a Ruffignano, San Felice a Ema, Santa Lucia al Galluzzo, Settignano, Sollicciano, Ugnano, la gestione dei cimiteri di Peretola, San Quirico a Marignolle e di Santa Maria a Marignolle, la gestione delle “parti espositive” delle nuove Cappelle del Commiato. Non più di interesse pubblico, questa la motivazione. Lo strumento del project financing, un sistema che di fatto produce una privatizzazione non solo nella fase esecutiva e progettuale ma anche nella successiva gestione, subisce un brusco stop.
Un’inversione di tendenza sorprendente e gradita rispetto alla smania di privatizzare ed ‘esternalizzare’ che ha connotato l’azione dell’attuale amministrazione. Il Comune di Firenze ha infatti adottato il project financing in altri settori come quello della mobilità con risultati molto negativi sia sotto il profilo della qualità delle opere (parcheggi con capienze ridotte rispetto alle previsioni iniziali e poco utilizzati come quello sotto la Fortezza da Basso) sia sotto il profilo strettamente finanziario (con un aumento sproporzionato dei costi in corso d’opera).
Uno sperpero di denaro pubblico a vantaggio degli interessi di pochi, questa la prospettiva che è stata evitata. È il successo dei cittadini, della politica dal basso, dei comitati, dei lavoratori, dei sindacati di base e dell’opposizione di sinistra alla giunta. Il project financing non è lo strumento adeguato a tutelare il bene comune.

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