Programma di mandato del Sindaco: De Zordo lo boccia, Spini e Razzanelli no.

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Mentre Mario Razzanelli e Valdo Spini flirtano, astenendosi, con il Pd (chissà cosa ne pensa Rifondazione), Ornella De Zordo boccia il programma di mandato di Renzi: “Metodo e merito non convincono. Serve una cultura alternativa”. Ecco nel dettaglio il comunicato stampa di perUnaltracittà.

AGGIORNAMENTO: sull’argomento vedi anche Rifondazione scarica Spini o è Spini a scaricare Rifondazione?

Un panorama di Firenze
Un panorama di Firenze

“Il programma di mandato di Matteo Renzi non si differenzia dal suo programma elettorale, né avrebbe potuto farlo; ci conferma dunque una distanza dai Cento punti annunciati in campagna elettorale. Rispetto a questi ho un mandato preciso, che mi viene da quelle 8.000 e più persone che mi hanno votato in quanto candidata alternativa a Renzi e al suo programma. E su questo la nostra campagna elettorale, di lista di cittadinanza composta da attivisti e attiviste di molte realtà fiorentine vive e attive, è stata assai limpida: scelte di programma, metodo di governo, idea di città alternativi alla coalizione che sosteneva Renzi”. E’ la dichiarazione con cui la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo ha annunciato il suo voto contrario al programma di mandato presentato dal sindaco.

“Di motivi concreti ce ne sono molti – ha spiegato De Zordo – manca un vero piano della mobilità, non condividiamo l’idea di ampliamento dell’aeroporto di Peretola, mentre riteniamo essenziale una città meno inquinata in cui sia centrale la tutela della salute pubblica: in questo il verde urbano deve avere un ruolo essenziale. Non condividiamo il sistema di incenerimento dei rifiuti, sui quali occorre lavorare alla radice per ridurli e riciclarli, così come non ci convince un sistema di servizi gestiti dai S.p.A., a partire da un bene primario come l’acqua. Non troviamo alcuna discontinuità sulle sempre più spinte esternalizzazioni dei servizi e sulla precarizzazione degli stessi lavoratori dell’Amministrazione comunale. Ci trova contrari anche il mantenimento della Fortezza come polo fieristico, anziché come centro congressuale. E poi c’è tutta una serie di questioni su cui, alle dichiarazioni di principi, occorre attendere la realtà dei fatti: il recupero dei contenitori dismessi sarà finalizzato a un uso collettivo e sociale o alla speculazione? Come si affronta l’emergenza abitativa? E perché si  insiste con il tunnel Tav, il tubone e la bretella mugellana? Sono grandi infrastrutture superate su su cui ora più che mai serve un completo ripensamento. Ci preoccupa anche l’assenza di un riferimento alla vera partecipazione democratica della città”.

“Credo che sia importante che all’interno di questo Consiglio si possano ascoltare voci diverse – ha proseguito De Zordo – e in questo senso penso sia bene che l’opposizione non sia solo quella della destra. Mi auguro che ci possa essere lo spazio per il confronto libero tra idee, un confronto vero e franco; credo che ci sia una parte di città che vuole far sentire qui, attraverso di me, una voce anche scomoda, che sta nel merito delle cose ma che sa anche fare delle proposte. Questo è per me il senso di un’opposizione ferma e non pregiudiziale. Sta al sindaco dimostrare di non avere pregiudiziali verso chi con franchezza esprime posizioni diverse dalle sue”.

Ecco, punto per punto, le osservazioni di perUnaltracittà

Mobilità
Nel programma di Renzi manca un vero piano urbano e metropolitano della mobilità. C’è una forte spinta a incentivare la mobilità privata su gomma, con la circonvallazione nord, detta “tubone”, la cui ultima stima prevede costi per 1 miliardo di euro e un impatto superiore a quello di tunnel Tav e bretella Mugellana. Riteniamo essenziale invece una città meno inquinata in cui sia centrale la tutela della salute pubblica. La città contemporanea non ha più bisogno di circonvallazioni – concezione da anni ’60 – ma di raccordi alberati e dotati di ciclabilità e sedi proprie per mezzi pubblici. Ci preoccupa anche l’inserimento di una sorta di “deregulation” all’interno delle 5 zone ZTL, con conseguente aumento della circolazione delle macchine. Manca la centralità dei parcheggi scambiatori, garanzia di intermodalità col trasporto pubblico, mentre si parla di un nuovo parcheggio sotterraneo in piazza del Carmine.

Aeroporto

Per la sua stessa ubicazione dentro il contesto urbano, ribadiamo la nostra contrarietà al sostanziale ampliamento con la realizzazione della pista parallela. Riteniamo invece necessaria la sua immediata messa in sicurezza e il contestuale potenziamento dei collegamenti della città con l’aeroporto di Pisa.

Tav
Sosteniamo la scelta di rivedere il progetto della stazione sotto l’area dei Macelli, ma chiediamo che si vada oltre, abbandonando il tunnel e adottando l’attraversamento di superficie, strumento più sicuro e efficace per il passaggio dell’alta velocità e del metrotreno.

Fortezza da Basso
Ci preoccupa il suo mantenimento della centralità strategica come sede del polo fieristico. La Fortezza è un monumento storico da porre maggiormente sotto tutela.

Emergenza abitativa

Nella sezione sulla casa non c’è un riferimento al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico. Partire dagli strumenti di pianificazione che agiscono sulle destinazioni d’uso è l’unico modo per affrontare alla radice una delle priorità più grandi per questa città.

Contenitori dismessi
Sul recupero dei contenitori dismessi, non si sa quale sia la destinazione dei grandi contenitori di pregio, dal Meccanotessile (si sta parlando di una vendita, ma a chi e per fare cosa?), alla Manifattura Tabacchi, dall’ex Panificio militare alle varie caserme. Riteniamo essenziale un recupero a usi collettivi e sociali, e non a speculazioni di alcuni (pochi) privati. Su Ugnano-Mantignano si dovrebbe avere il coraggio di rimettere in discussione il Centro del Ferrale, il più grande centro di rottamazione provinciale, di cui è prevista la realizzazione in zona agricola che andrebbe invece tutelata e valorizzata nella sua vocazione.

Accoglienza e marginalità
Il testo, articolato in diverse sezioni, contiene alcune dichiarazioni di principio che per noi sono anche condivisibili: come si può dissentire quando si legge “lavorare per superare le discriminazioni razziali, sessuali, generazionali” (p. 4), “rifiutiamo l’accostamento clandestino uguale criminale” (p. 5), superamento del Pil come indicatore e l’introduzione del parametro del “benessere” (p. 6), esaltazione del concetto di “recupero” e “riuso” dei grandi contenitori di pregio (p.10), recupero delle Cascine e il sistema Argingrosso, Ugnano, Mantignano, Piagge (p.10) o la parte sulla mobilità alternativa, ed altre ancora.
Ma, oltre le dichiarazioni, cosa si intende fare in concreto su questi stessi punti? Se parliamo di discriminazioni cosa si intende fare per i 350 etiopi e eritrei richiedenti asilo costretti a occupare? E i somali di viale Guidoni? Quanto al contrasto pacchetto sicurezza: quali direttive si danno all’ufficio anagrafe quando c’è la registrazione di una nascita di un figlio di irregolari e i matrimoni ? La denuncia incoraggia la clandestinità completa. Occorre l’immediata abrogazione del Regolamento di Polizia Municipale.

Lavoro
Il Comune non ha competenze dirette ma può avere un ruolo fondamentale in vertenze aperte sul proprio territorio (ad esempio la Seves); ha poi competenza diretta verso i propri dipendenti. Allora partiamo da lì: no alle esternalizzazioni dei servizi, no al lavoro precario. Occorre estendere ai lavoratori dei servizi appaltati, sia di cooperative sociali o ditte esterne, i contratti di riferimento dell’Ente locale committente, in modo da garantire lo stesso trattamento economico e gli stessi diritti dei dipendenti del Comune. Gli appalti non devono più essere fatti al massimo ribasso, che equivale alla  massima compressione di salari e retribuzioni e spesso a servizi scadenti e a tagli sulla sicurezza nel lavoro. Inoltre, il Comune deve fornire sostegni diretti a chi sta perdendo il lavoro, con la riduzione delle tariffe degli asili nido, assistenza domiciliare, bollette dell’acqua e dei rifiuti, affitti di case popolari, agevolazioni per i trasporti pubblici.

Economia
Il Comune deve valorizzare un’economia radicata nel territorio con un legame stretto fra la città e le campagne, favorendo il consumo di prodotti filiera corta e a “chilometri zero” con più mercati locali e reti di economia solidale. Nella produzione si attivino sostegni alle attività locali, piccole imprese industriali e artigianali attraverso patti fra produttori, enti pubblici e banche locali, per una finanza al servizio della comunità, con promozione e sviluppo del microcredito e l’istituzione di una Banca Comunale senza interessi. Nell’immediato si istituisca un fondo sociale per l’emergenza, con sussidi e microprestiti per i più colpiti dalla crisi.

Rifiuti
Si definisce “scientificamente più avanzato” l’incenerimento che, come si sa, oltre all’inquinamento ambientale, presuppone ancora il conferimento in discarica dei residui. Occorre puntare sulla risoluzione dle problema alla radice, attraverso la riduzione dei rifiuti e il loro riciclaggio attraverso programmi intensivi di raccolta differenziata porta a porta.

Servizi
Le aziende partecipate (acqua, rifiuti, casa, ataf, energia, ecc.) verranno ancora gestite attraverso Società per Azioni. Il nuovo modello di efficienza è invece rappresentato da quello “pubblico partecipato”, già adottato, ad esempio, da Parigi.

Acqua
Occorre ripubblicizzare il servizio idrico: l’acqua non è una merce ma un bene che non deve essere considerato di rilevanza economica e non gestito attraverso SpA. E’ solo così che, tra l’altro, la nostra città, oggi con le bollette più care d’Italia, potrà tornare ad avere tariffe accessibili.

Società della salute

Il programma ne prevede il mantenimento e le funzioni. Si tratta di un soggetto con compiti e funzioni poco chiare, che ad oggi ha rappresentato soltanto una burocratizzazione della macchina. Già da tempo abbiamo chiesto la sua abolizione.

Benessere
Quando si parla di benessere a chi ci si riferisce? Delle centinaia di persone in lista d’attesa per le case popolari? Di chi non può più prendere la residenza in questa città grazie a un’ordinanza del 2005 è è quindi costretto alla totale marginalità?

Partecipazione

Manca spazio dedicato alla vera partecipazione alle scelte: non era adeguato un assessorato che non ha prodotto niente, sono i cittadini che devono essere messi in grado di partecipare. Uno strumento che chiediamo sia assolutamente previsto per la discussione sul Piano strutturale, per il quale serve una Vvalutazione integrata. Perché non si attiva un ufficio della trasparenza urbana dove poter disporre, in tempi brevissimi, di tutti gli atti? Il sito del comune non offre strumenti minimi di trasparenza, ma soprattutto c’è una architettura dell’informazione estremamente arretrata.

Diritto allo studio

Il compito dell’amministrazione è accogliere gli studenti universitari fuori sede. Nessun aiuto per gli alloggi, pochissimi luoghi dove possono riunirsi, dibattere, fare socialità e cultura.

Cultura e divertimento

Cosa pensa il sindaco della realizzazione di un Centro delle culture e di spazi per la creatività e produzione artistica? Sul sostegno ai cinema di quartiere ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti, mentre sarebbe di importanza assoluta la realizzazione del Museo della Resistenza. Occorre pensare alla rivitalizzazione della notte in città non parlandone con i soli commercianti, ma aprire anche ad altri (associazioni culturali, cinema, artisti, teatri, e residenti, valorizzando esperienze come il Comitato per la Rinascita di San Pierino).

0 Comments

  1. Sandro targetti

    L’opposizione di Spini e Grassi è durata meno di quello che pensavo e prevedevo. Un conto è apprezzare e (soprattutto) verificare singoli punti programmatici (come la stazione Foster e la pedonalizzazione del Duomo), un altro è astenersi sul Programma di mandato, che delinea una concezione ben precisa del governo della città e del territorio, in alternativa alla quale si era presentata la stessa lista Spini. Come sapete, non sono mai stato d’accordo con la candidatura di Spini a Sindaco per la coalizione di sinistra,…ma veder confermate le argomentazioni di allora dopo appena quattro mesi è una magra consolazione. Facciamo tesoro e soprattutto riflettiamo sull’esperienza, riprendiamo la strada dell’alternativa, con particolare attenzione alle prossime regionali.
    Sandro Targetti
    (dalla lista per una sinistra unita e plurale)

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