Privatizzazioni. Publiacqua, aumenti fino al 30%

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Oltre quattrocentomila italiani hanno firmato la Legge d’iniziativa popolare affinché l’acqua torni ad essere pubblica e termini così la privatizzazione strisciante che coinvolge anche Publiacqua in mano alla multinazionale Acea. Nelle stesse ore in cui le firme sono state depositate alla Camera dei Deputati i sindaci dell’ATO3 Medio-Valdarno, sotto cui ricade l’area fiorentina, ci regalano una nuova stangata sulle bollette dell’acqua.
Nello scorso numero avevamo parlato del 10% di aumento, oggi siamo già arrivati al 15% con una retroattività a partire dal gennaio scorso e nel Chianti gli aumenti toccano la cifra record del 30%. A chiedere questi incredibile salasso ai cittadini sono i soci privati di Publiacqua come Acea, Suez, Caltagirone. Gli amministratori locali, ai quali spetta l’ultima parola, hanno finora acconsentito senza problemi.
Secondo il Coordinamento Unitario Acqua Pubblica Firenze che lotta dal basso per far tornare l’acqua un bene comune: “L’assemblea dei sindaci acconsente supinamente, senza neanche interpellare i rispettivi consigli comunali preoccupati a salvaguardare i lauti compensi dei consiglieri di amministrazione, nella quasi totalità ex politici”.
Per Ornella De Zordo del gruppo consiliare fiorentino di opposizione Unaltracittà/Unaltromondo: “Le giunte di centro-sinistra toscane hanno sposato in pieno il modello liberista della privatizzazione, rifiutando a priori ogni discussione con chi denuncia da tempo le storture del sistema. È l’ennesima dimostrazione di come la politica dei partiti sia lontana dai bisogni e dalle esigenze delle persone reali”.
Il Coordinamento entra nel dettaglio e denuncia una delle storture più gravi del modello: “Indipendentemente dalla capacità di Publiacqua di soddisfare in termini di servizio il cittadino-utente, all’azionista deve essere riconosciuta per legge una remunerazione annua sul capitale investito fino al 7% più l’inflazione reale. In un servizio in regime di monopolio naturale con pochi rischi d’impresa si tratta di una lauta rendita garantita sulla pelle di ognuno di noi.”

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