Primo marzo, tutti in giallo contro la nuova schiavitù

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di Ada Salas Macias

“È il momento di dire basta alla discriminazione. È tempo di farci sentire”.
Con queste affermazioni il manifesto del Primo marzo 2010 – una giornata senza di noi invita gli immigrati ad alzare la testa contro l’oppressione, facendo sentire il proprio peso di lavoratori e cittadini.
Gli immigrati sono invitati ad astenersi dal lavoro, dai consumi (non comprare, non telefonare, non inviare soldi a casa), e ad indossare nastrini o indumenti gialli, esponendo drappi gialli alle finestre e alle vetrine. Il giallo è stato scelto come colore simbolo del cambiamento, e anche perché non “appartiene” a nessuno schieramento politico.

I promotori di “Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi” sono un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico.
L’obiettivo della manifestazione è far sentire le voci di coloro che non hanno mai la possibilità di essere ascoltati. Sarà un evento festoso e colorato che vuole richiamare l’attenzione su quanto sia necessario alla nostra società il lavoro di queste persone che, invece di essere accolte e rispettate, subiscono discriminazione e razzismo. È una violazione dei diritti umani sulla quale non si deve più tacere.
“La contrapposizione tra ‘noi’ e ‘loro’ , ‘autoctoni’ e ‘stranieri’ è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo ‘insieme’, vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro. Vogliamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone” – spiega il manifesto scritto per i organizzatori della giornata del Primo Marzo.

Anche alcune organizzazioni sindacali aderiscono al Primo Marzo: SDL (Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale), per esempio, proclama lo sciopero generale nella Provincia di Milano. In particolare, ritiene inaccettabili le proposte del Ministro Maroni di realizzare il permesso a punti, si batte per la regolarizzazione generalizzata di tutti i lavoratori e per l’abrogazione del pacchetto sicurezza.
Inoltre diversi negozi e imprese con personale straniero hanno dato la loro adesione, mentre alcuni professori universitari italiani hanno scelto di sostenere questa proposta. “La gente deve ricordare l’importanza della presenza economica e sociale di questo gruppo nel nostro paese” – hanno dichiarato.

A Firenze il primo marzo ci sarà un pomeriggio di festa, musica  e testimonianze in Piazza Ss.  Annunziata a partire dalle 16. Tra gli slogan anche il NO ai CIE e al reato di clandestinità. Tutte le informazioni su http://www.facebook.com/group.php?gid=270461598235

Anche in Francia si svolgerà “La Journée sans immigrés, 24 heures sans nous”, e pure Spagna e Grecia hanno deciso di aderire all’iniziativa.

Lo “sciopero” del Primo marzo si ispira alla manifestazione del primo maggio 2006 “We are America”, quando gli immigrati negli Stati Uniti decisero di opporsi alle politiche repressive dell’allora Presidente George W. Bush. Questo atto è oggi ricordato come uno dei primi nella lotta contro la moderna schiavitù, a cui personaggi come Nelson Mandela hanno dedicato la propria vita.
“Mai, mai e poi mai dovrà accadere che questa splendida terra conosca di nuovo l’oppressione di una persona su di un’altra”.

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