Prima messa senza Santoro. Alle Piagge si prega per i preti pedofili protetti dalle gerarchie ecclesiastiche.

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Attivisti della Comunità delle Piagge ad una manifestazione per i diritti
Attivisti della Comunità delle Piagge ad una manifestazione per i diritti

La Comunità: “Alessandro deve tornare, no all’esilio”. A Betori, “hai portato dolore  con la tua azione violenta ed ingiusta.”
In un centro sociale affollato don Rossi si dimentica dei bambini, preferisce parlare con i giornalisti.

“Se il vescovo Betori sarà così indulgente da togliere dall’esilio Alessandro Santoro per restituirlo alla Comunità delle Piagge, i fedeli piaggesi pregheranno tutti insieme Dio per i tanti preti pedofili che agiscono in silenzio protetti dalla Chiesa, per quelli che hanno benedetto e comunicato i più feroci dittatori del XX secolo, per i preti servi di mammona e dei poteri economici, per coloro che tradiscono il celibato e per quelli che assistono in silenzio alle ingiustizie, tradendo il Vangelo. La Comunità delle Piagge pregherà per tutto quel clero che quotidianamente scandalizza la comunità cristiana protetto dalle spesso colluse gerarchie cattoliche”.

E’ stata questa, insieme a tante altre preghiere, la parte viva della prima messa celebrata alle Piagge da don Renzo Rossi, dopo che Giuseppe Betori, senza conoscere la Comunità e con un rapidità mai vista nei due millenni di potere della Chiesa, ha esiliato Alessandro Santoro a Romena per aver sposato due persone che si amano. In una giornata piovosa e fredda, dopo che l’ultima messa di Santoro era celebrata in una calda e assolata domenica primaverile, la messa in un centro sociale affollato è durata dalle 11.10 alle 12.30, ma che senza le preghiere dei fedeli sarebbe stata molto più breve. Durante la preghiera la tensione è stata molto alta, spesso don Rossi ha cercato di rispondere e talvolta si è aperto anche un duro dibattito.

La Comunità ha chiesto con forza nelle sue preghiere di riavere Alessandro Santoro tra le strade e le persone delle Piagge, ha pregato perché “tutte le nostre voci ed i nostri pensieri lo accompagnino nel suo cammino, qualsiasi esso sia”. Ma ha pregato anche per tutti i preti che hanno difeso la giustizia del Vangelo con la loro carne e per questo sono stati perseguitati dalle gerarhie eccelsiastiche, e perché anche la stessa Comunità delle Piagge, trovi la forza ed il coraggio per essere sosteneuta e rafforzata. Infine si è pregato anche per il vescovo Betori, “perché hai portato dolore e scandalizzato la nostre Comunità con la tua azione violenta ed ingiusta.”

Don Rossi, appena arrivato, pochi minuti prima della messa, ha preferito parlare con i giornalisti piuttosto che presentarsi e farsi conoscere ai bambini che prossimamente dovranno fare la prima comunione e la cresima. Stessa scena alla fine della messa, quando è stato di nuovo accerchiato dai giornalisti. Un momento di frizione c’è stato anche tra la Comunità e un giornalista. Tensione che potrà scemare nelle prossime ore se la stampa fiorentina e toscana continuerà, come quasi sempre ha fatto, a sentire su singole vicende sia la Comunità che la curia, senza privilegiare la versione di quest’ultima o senza verificare le fonti. (E’ stata citata a tal proposito la narrazione dell’esito dell’incontro tra don Rossi e la Comunità finito secondo Rossi “a baci e abbracci”, mentre in realtà si trattava di un confronto educato e civile ma non certo portatore di un’intesa tra Piagge e Curia.)

All’ingresso del centro sociale il Pozzo dove si è celebrata la messa era esposto lo striscione “Don Santoro deve restare alle Piagge”, donato dai tifosi della Fiorentina alla Comunità dopo essere stato esposto allo stadio.

0 Comments

  1. don severino

    Incredibile leggere questa relazione,da questo modo di descrivere la realtà,solo chi è davvero semplice di cuore e di spirito,solo chi davvero sente la mancanza di un prete,solo chi si riconosce peccatore ma amata da Dio,al di là delle inutili parole,può capire dove sia la verità! si lamenta il fatto che un altro prete sia stato a parlare con i giornalisti!!! mio Dio questo è il massimo dell’ipocrisia,a parte le persone straordinarie delle piagge e la realtà comunitaria,don ale ed altri in tutti questi anni hanno fatto della stampa e dei giornalisti il loro “vangelo”,tutta la notorietà di questa comunità è dovuta solo alla stampa ed alla politica,è davvero incredibile questo cenno di offesa se i giornalisti si siano fermati con don rossi come se questo ottimo prete 85enne avesse rubato il palcoscenico ad un altro.Carissimi uomini e donne delle piagge,rientrate un attimo nell’intimo dei vostri cuori e se amate davvero quello che avete fatto in questi anni,se amate come dite don ale….vivete assieme a lui quello che chiamate esilio,e se per caso,dato che in queste righe accisate di falsità l storia dei fatti,chiedete a don ale come davvero siano andati i fatti e quali da tempo erano le vere intenzioni di don ale! se per caso ha la forza evangelica di dirvi che era stanco di essere alle piagge!In questi giorni ho riletto le cronache dei fatti di don >Milani,di la pira e don primo mazzolari e don tonino bello….ecco vi invito a rileggere anche voi queste storie,lì troverete i veri profeti che hanno certo sofferto da parte di uomini della chiesa,ma hanno obbedito e mai fatto nulla contra la chiesa ed i vescovi,loro hanno lasciato a noi davvero un cammino che si basa sul vangelo del Signore e non sul vangelo che piace a noi!il vangelo è croce imposta da Dio per la salvezza e resurrezione.Prim di giudicare la chiesa del silenzio su i problemi citati,mettetevi davanti all’eucarestia e se avete il coraggio mentre giudicate tirate un pietra se siete senza peccati gli stessi di cui accusate la chiesa se potete fare questo anch’io mi metto al vostro seguito,altrimenti rimango nel mio cammino fatto di quotidiana conversione e sofferenza per il silenzio che anch’io dal 2001 ho.che il Signore vi benedica tutti un abbraccio sperando che ognuno di voi deponga l’ascia di guerra contro il vescovo che non fa altro che far del male a chi voi dite di voler bene cioè don ale.

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  2. red

    Non ha rubato la scena a nessuno, don Rossi ha semplicemente preferito parlare con dei giornalisti piuttosto che conoscere i bambini della comunione. E’ un fatto e noi lo scriviamo, visto che siamo un giornale.

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  3. Stefania Martini

    Caro don Severino,
    non so chi sei, ma ti posso tranquillamente dire chi sono io. Io sono Stefania, mamma di 4 ragazzi. Una semplice donna di casa, ma forse non abbastanza “semplice” per restare in silenzio davanti a ciò che è stato fatto alla nostra Comunità. Ti rispondo perché ho scritto io la lettera al vescovo che è stata letta stamattina durante la liturgia (?) della domenica. Ti prego, quando puoi, di passare al Centro Sociale delle Piagge e chiedere la versione integrale di quella lettera. Scoprirai che non ho emesso nessun giudizio, ho solo scritto che pregherò per alcune persone, indistintamente. Oltre alle cronache che tu dici di aver riletto, ti assicuro che ci sono moltissimi documenti che attestano quello io ho scritto. E sono partita solo dal secolo scorso, se fossi andata più indietro nel tempo c’era da mettersi le mani nei capelli!!! MSono contenta che tu sia senza peccato e abbia potuto scagliare la tua pietra contro la nostra Comunità, pregherò anche per te.

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  4. Maurizio Sarcoli

    don Rossi è una brava persona, ma è anziano e ha idee un po’ antiche sull’educazione dei bambini. Domenica mattina, mentre loro stavano lavorando insieme a una catechista della comunità con disegni e parole, lui gli si è parato davanti e senza neanche presentarsi ha affermato: “io sono abituato a dare nocchini e schiaffi e farò così anche con voi. E poi perché siete tristi? sorridete!” lasciando i bambini sbigottiti e increduli. Ripeto, non fa questo per cattiveria: ha una mentalità superata, Maurizio

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  5. Saba

    Ancora in attesa di sapere le motivazione del suo allontanamento dalla parrocchia del Lippi…e per piacere la smetta con le insinuazioni di bassa lega.

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  6. xlib

    Non prendetevela con don Renzo, è un pane d’uomo mandato dal vescovo alle Piagge a svolgere un compito tutt’altro che facile.
    La sua sarà stata una battuta un po’ burbera ma per come lo conosco del tutto scherzosa. E un pretino minuto, non farebbe male ad una mosca.
    Penso che l’importanza data al fatto che non abbia salutato prima i bambini sia un po’ eccessiva, è appena arrivato, dategli un po’ di credito.
    Quanto al fatto che sia anziano e di mentalità superatà…. Vi sorprenderà!

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  7. don severino

    Una risposta a Saba e Stefania.Carissime,il Vangelo che noi crediamo,ripeto non è quello che ci deve piacere ma quello che ci converte,la prima regola del Vangelo è la Verità! le motivazioni della richiesta del Vescovo Piovanelli a suo tempo,perchè io lasciassi il lippi,sono note a tutti ma le ripeto,io per molti anni sono stato cappellano del carcere e mi sono impegnato per i detenuti con la preghiera,la presenza e soprattutto con il venire incontro a tutti i loro problemi sia economici sia personali che di famiglia.Inoltre per anni mi sono impegnato verso gli ultimi e le persone omosessuali e lesbiche sostenendo la richiesta dei loro diritti e lottando contro la discriminazione,nel 2001 presi parte via TV in diretta al Gay pride del 2000 ed in quella occassione espressi le idee in proposito,ciò non è piaciuto e il Vescovo,siccome quelle idee turbavano alcuni fedeli mi chiese l’obbedienza di lasciare la parrocchia,puoi immaginare la sofferenza! io ho obbedito ed ho accettato il mio tempo di conversione avevo anch’io un gran seguito sia fiorentino sia nazionale ma chiesi a tutti il silenzio.Le mie inoltre non sono insinuazioni,ma conoscenze dirette dei veri fatti le insinuazioni ne ho lette moltissime in questi giorni ma non da me ne da te ma da molti.Carissima amica Stefania,se vuoi mi metto anch’io a scrivere la storia brutta della chiesa degli uomini di chiesa da adamo ed eva ad oggi,quello che dico è che non ci si può attaccare etichette di altri sulla nostra identità,solo questo,inoltre ricorda sempre che la verità se detta è sempre vincente ed allontana la sofferenza,mentre invece questo modo “di guerra”contestato sempre contro ogni guerra,porta solo desolazione,tristezza,rabbia tutte cose che nulla hanno a che vedere con i principi di ogni comunità di base vera.Vorrei che ognuno se vuole bene don ale,come io gli voglio e non dell’ultima ora! ma da quando è prete,il modo vero è il silenzio e la preghiera per lui per noi e per la comunità,queste piazzate non portano a quello per cui sono organizzate,dico solo questo ci vuol pochissimo per capire!!!!! inoltre sempre a Saba…quali sono le insinuazioni di bassa lega? il fatto che da giorni chiedo a don ale di dire come siano andati i fatti tra lui ed il Vescovo? come si dice una testimonianza è valida se si ascoltano tutte le versioni no? quindi la tua affermazione nosconde un turbamento non sereno….se vuoi sono disposto ad un confronto! ripeto ed insisto,il mio dire è solo perchè credo nelle comunità vere di base e desidero che il lavoro di anni non venga buttato via con questi inutili atteggiamenti solo questo,un abbraccio vero da chi non ha alcun interesse da proteggere ma solo quello del bene della chiesa fatta di santi e peccatori e non di perfetti o di chi si sente senza alcun peccato,io non scaglierò mai la prima pietra!

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  8. don severino

    Inoltre,senza che la stampa ne parlasse,da sempre mi sono impegnato con i tossici senza andar contro di loro,da anni mi impegno verso i nomadi-i sinti e altre comunità,dal 2007 essendo qui a calenzano con la comunità sosteniamo gli immigati con l’opera fondata da don marco brogi a s.niccolò a calenzano “zacchea” un opera di assistenza reale verso immigrati dando alloggio e assistenza,qui in parrocchia abbiamo ospitato una ragazza nigeriana che abitava sotto una tenda al freddo ed assieme al comune stiamo lavorando per una concreta sistemazione ed assistenza.Tutto senza stampa e pubblicità ma stando in mezzo! nel silenzio e lavorando nel concreto.Quindi come vedi carissima chi parla non parla da una cattedra ma dopo un cammino di conversione in obbedienza alla Chiesa,ciò non vuol dire che tutto approva e mai contesta,ma alla luce di tutta la Bibbia e del Vangelo cerca di operare in comunione e non creando divisione.L’altare non è un palco dove si recita il proprio canovaccio ma è la croce dove si rinnova un sacrificio di morte e sofferenza verso la risurrezione,la chiesa o le cappellanie o parrocchie o comunità non sono proprietà da gestire personalmente ma doni che ci vengono affidati da un Vescovo e non da persone,i sacramenti non sono oggetti di cui noi ne siamo i gestori ma doni di Dio che per mezzo del Vescovo ci vgengono affidati perchè noi li doniamo non a nostro gusto e piacimento,tutto ciò può urtare contro la mia e la nostra sensibilità o gusto dei momenti e delle bandiere che si agitano,ma nel ministero siamo solo servi inutili che dopo aver fatto tutto e più di tutto di quello che ci è chiesto di fare restiamo servi inutili ma felici di aver fatto quella tanto vituperata “volontà di Dio,la quale si comprende ascoltando come uomibni della penultima parola,la voce della Chiesa”.

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  9. paola

    mi riaggancio al riferimento di Maurizio circa l’approccio di Don Renzi con i nostri ragazzi.. mi dispiace ma non sminuirei così tanto l’atteggiamento tenuto dal pretino minuto come lo hai definito tu caro (o cara) Xlib.. Il cuore della questione sta nella semplice valutazione che ha fatto mio figlio dopo aver preso parte,suo malgrado, al concerto di sguardi allibiti..mamma -mi ha detto- non ci ha detto come si chiamava e non ha neanche chiesto i nostri nomi…A volte i figli sono capaci di sintesi impressionanti ma apparte la battuta decisamente fuori luogo dei “nocchini e sberle”..credo che la questione sia tutta lì… credo che Don Renzi Rossi domenica abbia perso l’opportunità di avvicinarsi a quei volti..a quegli sguardi smarriti. I nostri bambini hanno un nome ed una storia non stanno zitti a comando e tantomeno sorridono alle telecamere ma soprattutto hanno sempre.. sempre qualcosa da dire.

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  10. Cora

    Credo che Don Severino e altri facciano un po’ di confusione sul fatto della pubblicità… Ci tengono a ribadire che han fatto del bene senza troppo clamore, senza far parlare i giornali o le tv, anzi Don Severino adesso trova giusto che a suo tempo il Vescovo lo abbia punito per questo.
    Ora, se certo è giusto e da buoni cristiani non strombazzare le proprie elemosine per vantarsene, quando si fa NON la carità pura e semplice, ma un’azione più complessa di intervento sociale e POLITICO – non è una parolaccia – su un problema, è essenziale che se ne parli, anche sui media! Le persone, tutte, non solo quelle buone e pie della parrocchia, devono prendere coscienza che il problema esiste, che è lì, che siamo tutti responsabili e abbiamo il dovere cristiano e umano di prendere posizione. Anche Gesù, se non sbaglio, in pubblico predicava e in pubblico faceva miracoli. Se avesse fatto le sue cosine zitto zitto, oggi ci sarebbe il cristianesimo? e ci sarebbero persone che, pur non credendo, danno un grande valore al suo messaggio?
    Secondo me, la verità è un’altra: alle gerarchie della Chiesa danno fastidio i preti che vanno sui giornali o in tv (a meno che non siano caricature da esibire accanto a ballerine seminude) perché non si limitano a fare la carità ai poveri ma vogliono andare alla radice della povertà, dell’ignoranza, del malessere, e questo rischia di scardinare tutto un sistema di poteri di cui la Chiesa fa beatamente parte.
    Diceva infatti Dom Helder Camara “Quando aiuto i poveri dicono che sono un santo, quanto chiedo perché sono poveri dicono che sono un comunista”.
    Ancora una volta è questo lo “scandalo”, per la Chiesa: gridare forte, anche sui giornali, che non si è poveri per volere di Dio ma per colpa degli uomini.
    Certo è difficile dirlo quando gli alti prelati sono sempre a cena coi ricchi, quegli stessi che non entreranno nel Regno dei Cieli…

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  11. lucia

    mi sembra che il tema iniziale fosse “la prima Messa senza Santoro” ed è su questo che vorrei porre l’attenzione. Io c’ero e la sensazione chiara di rabbia rancore e voglia di rivalsa o di vendetta, non saprei, era forte! Peccato che quel grande e bel Crocifisso che c’è appeso dietro all’altare non è bastato a richiamare l’attenzione del cuore (e a vincere questi sentimenti negativi) su CHI è la sorgente di tutto, la radice forte, il seme che germoglia……”Gesù Cristo e questi Crocifisso!” La mia sensazione è che in quella assemblea ci fossimo dimenticati proprio di LUI !! E pensare che se Alessandro Santoro è prete è proprio Grazie a Lui !! La Messa non è “con Santoro” o “con Rossi” ma è ” con il SIGNORE della VITA e della PACE”…grazie a tutti Lucia

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  12. Giulio

    Un prete deve fare il prete, non può nè deve fare il politico. Con il sacramento dell’ordine, si sposa la Chiesa, e , nelle mani del vescovo, le si promette obbedienza. Non si sposano cause civili nè sociali. Non ci si fa preti se non si vuole camminare con la Chiesa. Un prete deve poi ovviamente lavorare nel sociale della propria comunità/parrocchia e può e deve fare rumore se c’è qualcosa di sbagliato, ma rimanendo DENTRO la Chiesa.
    Esiste un diritto canonico che non è la costituzione italiana: ed è questo ciò che, secondo l’idea di alcuni, dovrebbe essere modificato. Benissimo, la Chiesa, così come tutte le comunità, può e DEVE crescere ed evolversi, ma proprio perchè la Chiesa è sposa di Cristo e le Comunità si definiscono Cristiane, si deve anche stare attenti a non perdere di vista il centro di tutto, Gesù Cristo, morto in Croce per noi e per la Sua Chiesa, che lui ama nonostante sia peccatrice. Il diritto canonico non si cambia facendo politica o andando sui giornali e sulla stampa, nè creando “casi” e “scandali”. Il diritto canonico si cambia lavorando nel silenzio ALL’INTERNO della Chiesa, che non è il mondo laico, che non è la politica, rompendo le scatole a chi di dovere, se necessario chiedendo colloqui col Papa e con i responsabili e dotti del diritto canonico.
    E’ vero, la chiesa ha una gerarchia ben precisa. Ma fu proprio Gesù a nominare il primo capo e GUIDA della sua Chiesa, “la pietra” su cui la costruirà. Quindi è previsto e voluto che sia così. Nel momento che si accetta e si dichiara di essere cristiani cattolici si accetta anche questa gerarchia e le sue regole. Altrimenti non si è cattolici e nemmeno cristiani.

    Piccola parentesi su don Rossi: con tutto l’affetto per lui e i suoi scappellotti affettuosi, e ve lo dice uno che sa cosa sono (se qualcuno vorrà aprirgli il cuore, potrà ricevere in cambio aneddoti simpatici e carini dal Brasile, anche sui suoi “schiaffi”), vi dico: aspettate a giudicarlo. Conoscetelo. Lui non parlava di nocchini e schiaffi come modo di educare, nè chiedeva sorrisi per le telecamere. Lo vedrete infatti sempre pronto ad un sorriso, anche nella sofferenza, con o senza telecamere. Non potete poi dire che don Ale faceva bene ad andare in televisione, mentre don Renzo doveva trascurare i giornalisti. Dovete porre lo stesso criterio di giudizio per tutti, altrimenti vi prego risparmiatevi commenti, che non possono essere obiettivi.

    Con tutta la stima e il giusto riconoscimento per don Alessandro e il lavoro che ha fatto nella comunità delle piagge,
    Giulio

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  13. Maurizio Sarcoli

    Per Lucia e Giulio: scusate ma voi dove vivete? Alle Piagge in mezzo ai tanti problemi dei suoi abitanti o in una comoda residenza lontano da suoni e odori sgadevoli? Ve lo chiedo perché mi pare voi facciate teoria sulla pelle di chi vive in pratica ogni giorno l’esclusione da una vita dignitosa. è facile aprlare di crocefisso o di rabbia sbagliata da una posizione garantita, chi non ha questo privilegio (dovrebbe essre un diritto ma non lo è per tutti) può dilungarsi sul ‘dover esere e dover fare’ dgli altri, rimanendo caldo e protetto nel suo mondo sicuro. Io chiedo in pratica a Lucia e Giiulio l’umiltà di entrare in punta di piedi in una realtà sociale e umana complessa, lasciando fuori i giudizi morali terorici e argomentati per conoscere chi vive e opera sul territorio ogni giorno.
    In seguito, quando anche loro si saranno ‘sporcati le mani’ con la vita che ruota attorno al centro sociale io sarò il primo a chidere in cosa sbagliamo e in cosa possiamo migliorare: sono certo che in quel caso la loro risposta sarà meno retorica e banale di adesso.
    Vi auguro di scendere dal pero, dall’alto del quale guardate e giudicate il mondo, e mettervi in cammino sulla strada della ricerca, buon viaggio, Maurizio Sarcoli

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  14. Cora

    Vorrei che Giulio mi citasse il passo del Vangelo dove Gesù parla di vescovi, papi e codici canonici… se nella storia della chiesa tutti avessero lavorato in silenzio per cambiarla, probabilmente ancora penserebbero che i neri non hanno l’anima e che gli epilettici sono indemoniati… erano guidati dallo Spirito Santo i gerarchi dell’Inquisizione? e quelli che collaboravano con le dittature del Sudamerica? Se avessero tenuto presente l’unica vera regola sacra del cristianesimo, invece di adorare il potere e i suoi privilegi, non ci sarebbe stato bisogno di tanti codici da farisei.

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  15. Giulio

    Vivo a 200m dalla vostra comunità, o poco più, ho fatto le medie con i ragazzi delle piagge a cui ho voluto e voglio molto bene, formando anche rapporti che lasciano segni tangibili; ho vissuto e vivo i “suoni ed odori sgradevoli” sporcandomi le mani. Non è solo nella comunità e nel centro sociale delle piagge che ci si possono sporcare le mani. Non so cosa intendi per “vita dignitosa”, ma credimi che anche chi vive nelle ville sui colli di fiesole ha i suoi problemi. Ognuno ha le proprie croci, e ognuno ha quella più adatta alle sue spalle. Non voglio dire chi e cosa deve fare, ho detto ciò che vuol dire essere prete, ciò che la Chiesa dice che significa essere prete, il fatto che ciò contrasta con ciò che ha fatto don Alessandro l’avete estrapolato voi. Io non condanno il fatto che don Ale abbia preso posizione, anzi, per certi versi posso apprezzarlo: tuttavia critico il modo in cui lo ha fatto. E sapeva perfettamente a cosa andava incontro. Si può scegliere di fare rumore, ma se si sa che ci saranno conseguenze, queste vanno accettate ancora prima di fare rumore. Quindi, Cora, per silenzio non intendo abbassare la testa, ma saper essere discreti. Vuoi un esempio di uno che ha cambiato da dentro la Chiesa condannandone la sfarzosità e riportando l’attenzione su come l’aveva voluta Cristo? San Francesco d’Assisi. E ricordati che lui, prima di iniziare il suo viaggio, è andato a chiedere che il Papa riconoscesse la sua regola. In passato la Chiesa ha fatto molti errori, non a caso Giovanni Paolo II ha chiesto perdono all’umanità per i fatti che tu hai citato e per molto altro. Non ho assolutamente detto che il Vangelo parla di papi e vescovi, ma Gesù ne sceglie 12 da tenersi particolarmente vicini e ne nomina uno come guida di questi 12. E’ ovvio che la Chiesa Cristiana è cresciuta e i 12 non sono più bastati, da qui eccoti i vescovi e i preti, evoluzione della Chiesa, così come evoluzione è stata l’abolizione dell’inquisizione. Gesù non parla di diritto canonico, ovvio, ma dà lui stesso delle regole, condannado certi fatti e osannandone altri. La civiltà si evolve e la Chiesa trova il bisogno di dare una regola comune che si concretizza nel diritto canonico. Ricorda che l’uomo ha bisogno di regole per vivere civilmente e in comunità. L’anarchia è un’utopia, per quanto possa essere bella teoricamente e filosoficamente non porta a nessun risvolto concreto positivo.
    Magari non ci troveremo mai d’accordo, ma penso faccia bene scambiare opinioni con altre teste pensanti.
    Disponibile al confronto,
    Giulio

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  16. Mario

    Obbedienza, gerarchia, diritto canonico, … Per citare la parole di don Dante Clauser, fondatore della comunità “Punto d’Incontro” di Trento: “Dio non ha mai letto il codice di diritto canonico”. Ma è pieno di Amore e misericordia.
    La chiesa deve rifondarsi sull’Amore e sulla verit, non sulla politica interessata e compromessa sul rispetto di tutti, deve accogliere tutti, senza distinzione di credo, status, orientamenti sessuali e politici.

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  17. Cora

    San Francesco, poverino, si rigira nella tomba pensando allo IOR e ai capitali del Vaticano… certo non è colpa sua, ma trovo persino comico che tu lo citi come esempio di uno che è riuscito a cambiare la Chiesa… ma se siamo daccapo? hai idea di quanti soldi la chiesa riceva dai contribuenti italiani, per di più a loro insaputa? e non mi risulta proprio che vadano tutti ai poveri..
    Fa piacere che ogni tanto un Papa chieda perdono, vorrà dire che tra 3 o 4 secoli riabiliteranno anche Alessandro! Peccato che allora saremo tutti morti… non sarebbe il caso di accelerare un po’ la presa di coscienza della realtà che cambia? tanto per venire incontro a chi soffre, invece di sputare sentenze.

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  18. lucia

    Caro Maurizio abito in questa zona ormai da 22 anni, e non ho mai avuto una vita facile anche quando non abitavo qui. Fin da piccola sia per motivi di salute che per motivi di problemi di lavoro dei miei genitori ho dovuto combattere. Nessuno mi ha mai regalato nulla e ho preso tante “fregature” in tutti i sensi. E’ vero oggi ho un lavoro che mi sono conquistata e non mi sento in colpa per questo. Mi accusi di molte cose ma onestamente mi pare che sia tu a NON essere entrato nella mia vita con umiltà ed in punta di piedi, guardandomi e giudicandomi dall’alto della tua posizione, visto che hai preteso di dedurre tante cose non vere, solo perchè la mia opinione è diversa dalla tua ed ho posto una riflessione sulla centralità di Cristo!! Torno a ripetere la mia perplessità sul clima di quella celebrazione, anche perchè voi vi sentite giudicati e vittime e siete allo stesso tempo (forse senza accorgervene) giudicanti e persecutori!! A quella Messa, appunto, dell’ 8 novembre avete scagliato molte pietre verso tutti e per primo verso don Renzo che credo debba essere riconosciuto da tutti, anch’egli, maestro di vita cristiana e l’avete fatto ancor prima di “sporcarvi le mani” con lui, cioè prima ancora di conoscerlo!! Quindi tu mi accusi di una cosa che per primi avete fatto. E’ questo che non condivido perchè voi pensate di avere il diritto di scagliare la prima pietra….ma se non l’ha scagliata Cristo nessun uomo può farlo! Madre Teresa di Calcutta ha lavorato tanto, in punta di piedi, con tanta umiltà e NON ha puntato il dito verso gli altri perchè non facevano come lei!! Non ha fatto una guerra, ha portato Pace, quella vera! Mi viene in mente il brano di S. Paolo ( 1 Corinzi 12;12) quando dice che il corpo pur essendo uno ha molte membra e che un piede non può dire poichè io non sono mano non appartengo al corpo…..etc.. quindi non siamo chiamati tutti a fare la stessa cosa nello stesso luogo e nello stesso momento siamo chiamati ad essere Chiesa in senso più ampio.Forse con un pò più di fiducia anche in coloro che non sono nella vostra stessa realtà ma che forse provano a fare comunque qualcosa di buono nella propria vita, senza che tu caro Maurizio lo debba per forza sapere! Vedi hai dipinto di “retorica e banale” la mia risposta, è un altro giudizio facile che ti viene…..io mi ero limitata a raccontare la rabbia che c’era nell’aria, che era “sbagliata” lo hai aggiunto te! Continui mettendo le condizioni per cui io possa essere degna di essere ascoltata da te….”prima mi devo sporcare le mani” attorno al centro sociale…ma con quale diritto mi dici questo! Cosa ne sai di me! Perchè continui a giudicarmi, a giudicare! Se non dovevano esserci confronti su questo argomento con qualsiasi altro pensiero non doveva essere aperto questo blog! Voglio comunque concludere questo mio intervento ripetendo la bellissima preghiera che fu fatta a quella S. Messa(forse proprio l’ultima). Un uomo si alzò e disse più o meno così: a Romena ho imparato che da ogni distacco nasce qualcosa…allora vorrei pregare per tutti perchè sappiano pregare per tutti!…voglio aggiungere:…. ma veramente tutti, anche quelli che consideriamo nemici e magari pregare davvero con il cuore! Grazie a tutti Lucia

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  19. Mario

    “Non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli”. La chiesa riceve TAAANTI soldi dallo Stato e dai contribuenti e dai lasciti, e dal governo che taglia la spesa pubblica, ma foraggia le scuole cattoliche, e mi sconcerta vedere che i “ministri” di Dio si vestono con abiti il cui costo potrebbe far studiare per un anno un bambino del cosiddetto 3° mondo, o che viaggiano su costose ammiraglie da 2-3000 cc di cilindrata. Con autista. Padre Zanotelli ha ragione: la chiesa deve tornare alle origini. Il denaro non è il male, il male è l’uso che si fa del denaro. C’è da dire però che c’è un’altra Chiesa, silenziosa ed operante nel bene, che porta il vangelo ai più bisognosi, anche sotto forma di pane e lavoro e di cui nessuno parla, anzi, viene messa a tacere, come don Santoro, mons. Bregantini ed altri.

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  20. Maurizio Sarcoli

    Mi scuso con Lucia se l’ho offesa pur senza averne l’intenzione. Non è mia abitudine sputare sentenze o dare giudizi affrettati, mi spiace di essere apparso in questa veste superficiale, ma inutile piangere sul latte versato.
    Dato che Giulio e Lucia sono vicini al centro sociale però ripeto l’invito a frequentare e aiutare se vogliono e possono la comunità in questo momento.
    Nessuno ti chiede di vergognarti di niente, figuriamoci di un lavoro, ma per favore, usciamo dalla polemica e proviamo a far qualcosa insieme per il nostro quartiere che, almeno su questo saremo d’accordo, non è sotto l’attenzione di nessuno, nemmeno di chi dice di volerci tanto bene.
    Se non ci rimbocchiamo le maniche noi piaggesi sarà dura uscire dall’isolamento pensato da chi ha progettato questo mostro urbanistico.
    Senza rancore, ripeto le scuse anche se ribadisco che non ho intenzione di obbedire a un atto del vescovo che ritengo ingiusto e messo in atto con una modalità che ritengo totalitaria.
    Rispetto a don renzo chi ha detto che è una cattiva persona? sarebbe una sciocchezza e io non lo dico perché non lo penso: penso però non sia la persona adatta ad affrontare la situazione piaggese: è vecchio e stanco e il suo passato non può aiutarlo a cambiare questo fatto.
    Io ho scelto da che parte stare e voi? ciao, Maurizio
    P.S. ringrazio Giulio di lanciare un’idea di confronto, direi di persona, data la vostra vicinanza al Pozzo, lo prego però di evitare frasi del tipo “anche chi vive nelle ville sui colli di fiesole ha i suoi problemi.” anche Berlusconi ne ha, ma francamente non mi pare sia nella nostra stessa situazione.

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  21. lucia

    ciao Maurizio, sono contenta che ci sia stato uno spazio di riflessione e di riconciliazione. Scusa il ritardo nel rispondere ma nel frattempo mia madre, ultra ottantenne, è caduta sull’autobus e si è fatta male sul serio, quindi puoi immaginare il caos, visto che l’hanno rimandata subito a casa e che deve stare ferma a letto per un pò. Oltre a perdere qualche ora di lavoro sono più di 48 ore che sono completamente dedicata a lei. Come vedi spesso è la vita che decide a quale “centro sociale” dedicare le nostre energie. Anche perchè non c’è solo questa di storia. Comunque ti ringarzio per quello che hai scritto e spero che tu torni a vedere su questo blog e tu possa leggere questo mio messaggio. Una cosa sola voglio dirti a proposito di quello che hai scritto. Sono contenta che tu non sia fra quelli che” pensano male” di don Rossi, ma converrai con me che non è stato accolto con l’amore con cui la comunità delle piaggie afferma di accogliere CHIUNQUE. Tutt’altro. Sono d’accordo con te quando dici che il suo passato non può cambiare il fatto che sia “vecchio e stanco” ma questo non cambia la sua enorme e multietnica esperienza: è un POZZO pieno di umanità vissuta, da passare a piene mani. Mi vengono in mente filosofie di popoli (che penso che anche la vostra comunità apprezzi ) come quella degli indiani d’America (che come dico io, sono i veri americani) che nelle loro tribù tengono di gran conto l’anziano, che chiamano “il SAGGIO”, fanno tesoro dei suoi consigli preziosi, anche se non ha più l’energie dei giovani. Questo accade anche in tanti altri popoli dell’Africa e dell’ Asia e via… spesso i popoli meno modernizzati, meno mediatici, più attenti alle piccole cose. Quindi non si può certo pretendere che don Renzo abbia la forza di un giovane ma può esere una guida. Certo è indispensabile avere una comunità, appunto, collaborante. Il problema, se siamo onesti va riconosciuto, è che non c’è nessuna voglia di ascoltarlo nella vostra comunità( dove per ascolto sappiamo bene cosa intendiamo). Comunque ricordati che nessuna parrocchia sceglie il prete che gli viene assegnato e che si cerca sempre di collaborare con chi viene a fare questo servizio nel nome di Cristo e della Chiesa sua Sposa. E’ vero, la realtà delle Piagge è una realtà particolarmente complessa e don Ale l’ha saputa far germogliare e portare buoni frutti, tutti lo riconosciamo, ma una cappellania non è mai la Sposa per eccellenza di un sacerdote, lo è la Chiesa intera. Poi ognuno di noi nel proprio cuore, magari, ha un affetto più grande per qualcuno più che per un altro…ma siamo chiamati ad amare tutti anche quelli che ci stanno meno “simpatici”. Questo è un altro “scomodo” GRANDE inegnamento di quel Vangelo che forse tutti vorremmo riuscire ad AMARE sempre di più. Grazie comunque di questo scambio è sempre un arrichimento. Spero di sapere se hai letto questa mia lettera. . Un abbraccio Lucia

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  22. Maurizio Sarcoli

    ho letto la lettera e spero che la mamma adesso stia meglio, grazie di aver accettato le mie scuse, per me era importante, ciao a presto, Maurizio

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