18 settembre 2018

Prima la vita, poi gli sfratti. Occupati i Servizi sociali del Quartiere 5

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Riceviamo dal Movimento Lotta per la casa e volentieri pubblichiamo

Nell’ambito della GIORNATA NAZIONALE DI BLOCCO DEGLI SFRATTI, questa mattina a Firenze (dove gli sfratti sono bloccati sino al 5 di ottobre) un centinaio di persone, sopratutto donne, HANNO OCCUPATO la sede dei Servizi SOCIO-SANITARI del Quartiere 5.

Una PROTESTA FORTE MOTIVATA DALL’ABBANDONO DI DECINE DI FAMIGLIE SFRATTATE a Firenze Nord, dall’assenza e dal vuoto totale delle istituzioni nei confronti di intere famiglie sfrattate. L’occupazione degli uffici è andata avanti per quasi due ore. Una delegazione del movimento ha incontrato i responsabili del Servizio Sociale, che tuttavia hanno mantenuto un comportamento di totale distanza e ipocrisia nei confonti dei CASI GRASVISSIMI DI SFRATTO. Ovviamente, e come sempre, non finisce qui…

Di seguito il volantino distribuito agli utenti:

SERVIZI SEMPRE MENO SOCIALI

Tempi difficili, gli effetti della crisi economica si riflettono sulla vita quotidiana. L’aumento della povertà e l’assenza di politiche della solidarietà lasciano nell’abbandono e nella solitudine milioni di donne e uomini. A queste politiche di “massacro sociale” negli ultimi tempi si sono adeguati anche i vari Servizi Sociali del territorio.

Sarà perchè i continui tagli dello Stato e delle Regioni al sociale riducono i servizi alla persona al minimo. Saranno i venti di razzismo che proliferano in tutta Europa. Sarà perchè, sempre pìù spesso, gli aiuti alla “persona” sono configurati dietro allo studio dei comportamenti nella vita. Insomma anche le strutture che dovrebbero garantire un briciolo di solidarietà diventano, al cospetto di molte persone, un nemico invisibile da evitare in tutti i modi.

Sul fronte dell’emergenza abitativa questo anomalo comportamento dei servizi sociali si traduce nel mancato inserimento di situazioni GRAVISSIME nelle graduatorie sociali. Per questo siamo qui stamani. Per chiedere un RIPENSAMENTO su queste politiche del massacro che lasciano intere famiglie in assoluta difficoltà e assenza di futuro. Non è UNA CRITICA RIVOLTA ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DEI SERVIZI ma un dato di fatto che merita una RISPOSTA COMUNE.

GLI SFRATTATI DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

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