13 dicembre 2018

Prima la Toscana, ora il Veneto. Crescono le Reti dei comitati per la difesa del territorio

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Dal sito svolta il 27 giugno a Vicenza

Si è svolta ieri a Vicenza, nell’ambito di Festambiente, un’assemblea dei gruppi, associazioni e comitati del veneto, cui hanno partecipato oltre un centinaio di persone e da decine di comitati di tutto il Veneto. Già raccolte alcune migliaia di firme in calce alle 55 osservazioni di critica puntuale al Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc, «soprannominato» Piano di cementificazione) licenziato dalla giunta regionale del Veneto. Venerdì 3 luglio verranno consegnati gli scatoloni con le osservazioni firmate verranno consegnate alla Giunta Regionale. In programma non solo contestazioni, ma la decisione di formulare un programma alternativo per la costruzione di un Veneto più vivibile e giusto.

Decine i comitati che dal Polesine alla riviera del Brenta, dal basso veronese al Garda, dal bellunese al vicentino hanno affollato, ieri pomeriggio, il tendone dei dibattiti di Festambiente per l’assemblea, promossa dai Cantieri sociali dell’Estnord, di critica e mobilitazione contro il Ptrc. L’assemblea è stata presieduta dall’urbanista Edoardo Salzano e da Roberta Manzi del coordinamento dei comitati della riviera del Brenta.
«Il piano afferma di voler tutelare l’ambiente e il paesaggio – ha affermato Salzano nel suo intervento introduttivo -, contrastare il consumo di suolo, migliorare la vivibilità, ma nella sostanza attribuisce a se stesso il potere di eseguire i grandi interventi di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio e lascia mano libera ai piccoli, medi e grandi poteri immobiliari di trasformare a loro piacimento il resto del territorio».
Un allarme che è rimbalzato tra le decine d’interventi dei diversi comitati che hanno sottolineato come sia oggi già in corso un nuovo devastante «saccheggio del territorio e dei beni comuni».
Dal Moto City nel veronese a Veneto city nel veneziano, alla camionabile che attraverserà la riviera del Brenta al prolungamento dell’A27 che irromperà nel paesaggio dolomitico, sono innumerevoli gli scempi che si stanno per abbattere su un territorio già martoriato.

Un’assemblea partecipata da comitati, circoli di Legambiente, esponenti della Cgil, intellettuali ed esperti (il geografo Francesco Vallerani, gli urbanisti Sergio Lironi, Andrea Draghi, Cristiano Gasparetto e Carlo Costantini) che non solo ha confermato l’intenzione di contrastare il Ptrc della Regione, ma anche di «proporre alternative praticabili e convincenti per costruire una convivenza migliore tra le persone, l’ambiente e la qualità complessiva della vita». Si è deciso di avviare la costituzione di una Rete dei comitati per la difesa del territorio nel Veneto, e di dedicare successivi incontri (nel prossimo autunno), per affrontare i temi della costituzione della Rete, di una carta dei principi e di una proposta per un Veneto sostenibile e giusto, a partire dal lavoro già fatto per la critoica delle proposte della Regione.

IVedi anche il documento che inquadra le osservazioni ed esprime una valutazione complessiva del Ptrc, Verso un altro Veneto. Gli alatri materiali sono disponibili sul sito dei cantieri sociali, Estnord.it

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