26 settembre 2018

Preti pedofili. Nasce l'associazione per denunciare. Scrivete a lacolpa@libero.it

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di Marco Ansaldo

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Una vecchia questione, quella dei preti pedofili

Il senso del programma è già nel titolo: “Anch’io ho subito violenza dal prete”. E il manifesto scelto, solo in apparenza un paradosso: un bambino che porta la sua croce, trascinandola sulla tonaca nera di un sacerdote impassibile. La rabbia delle vittime è tanta, covata a volte per decenni, e le parole forti usate dal Papa nella sua Lettera pastorale contro i preti pedofili sono appena un balsamo sulle ferite ancora aperte.

Adesso però basta con il silenzio. Anche in Italia, i genitori di bambini abusati dai sacerdoti hanno deciso di reagire. Gruppi di famiglie si sono mobilitati organizzando, per il 25 settembre, a Verona, il loro primo incontro. E hanno chiamato a raccolta tutti coloro che sono stati abusati, molestati, violentati dai sacerdoti in seminari e parrocchie. Un raduno che avrà come titolo “Noi vittime dei preti pedofili”.

Nel Nord Italia, fra Brescia, Mantova e Verona, sono tante le persone che stanno iscrivendosi all´incontro, attraverso l´indirizzo mail lacolpa@libero. it. Un´iniziativa sorta anche con il contributo dell´Associazione “Antonio Provolo” di Verona, da decenni impegnata nel sostegno a bambini sordi, che lo scorso anno ha denunciato decine di casi di bambini abusati dai sacerdoti. Spiega il loro portavoce udente, Marco Lodi Rizzini: «Molta gente si vergogna di avere subito violenza, anche se la colpa non è loro. Scopo di questa iniziativa è di dare il coraggio di uscire allo scoperto. Noi indichiamo una strada. Poi la giustizia farà il suo corso».

Agghiacciante è il caso di quest´istituto di Chievo, dove per trent´anni, fino al 1984, molti piccoli sordi e muti furono abusati dai sacerdoti. «Bambini – ricorda Lodi Rizzini – messi in istituto dalle famiglie, e che ovviamente non potevano esprimersi e spiegare quel che accadeva». Sevizie patite nei luoghi più sacri, dentro i confessionali o dietro gli altari. Lo scorso anno 15 di loro, ormai fra i 40 e i 70 anni, hanno infine pubblicato le violenze subite, con tanto di firme e testimonianze video. Per tre anni l´istituto aveva chiesto inutilmente l´intervento della Curia di Verona. Ora il vescovo Giuseppe Zenti, denunciato dall´Associazione, dovrà presentarsi in tribunale per un´udienza fissata dai magistrati il 9 giugno prossimo.

«La triste storia in cui ci troviamo – dice a Repubblica una delle famiglie del Nord Italia coinvolte negli abusi – ci ha insegnato che per le vittime e per i parenti delle vittime è di aiuto il confronto con altre persone che hanno attraversato il medesimo dramma. Nel caso poi di violenze perpetrate da religiosi si aggiunge la sofferenza del rapporto con l´istituzione ecclesiastica. Così abbiamo pensato di tentare un collegamento fra noi».

All´incontro di Verona saranno presenti dei professionisti per un confronto sulle questioni psicologiche, sociali e legali. Una mobilitazione concreta anche sul piano operativo. Le famiglie hanno compilato un data-base, con i casi già noti in Italia e pubblicati sui giornali negli ultimi anni, e una bibliografia ragionata su libri e testi che hanno approfondito la pedofilia ecclesiale.

Ma il fenomeno è trasversale in Italia. E molto spesso è lo stesso fronte cattolico a tenere utilmente conto di numeri, dati e statistiche. La rivista Il Regno, quindicinale di attualità e documenti edita a Bologna dai sacerdoti dehoniani, enumera decine di casi nel periodo 2005-08. L´Associazione “Meter” di don Fortunato Di Noto, da anni attiva a Palermo contro la pedofilia, ha seguito solo lo scorso anno 824 casi di abusi con il supporto psicologico dei propri volontari. E adesso un´altra organizzazione, “La caramella buona”, di Reggio Emilia, attraverso il suo presidente Roberto Mirabile vuole di più: «Che il Papa vada oltre la giusta presa di posizione sui preti pedofili nel mondo, e chieda ora ai vescovi italiani di fare chiarezza su troppi episodi oscuri a casa nostra».

Fonte Repubblica

0 Comments

  1. Melania Sordini

    Salve,sono una psicoterapeuta onfantile e concordo con questa importante iniziativa ai fini di combattere la piaga della pedofilia anche nella Chiesa..sono molto turbata dalla vastità del fenomeno e credo che vada combattuto fermamente. mi sembra uno strumento molto importante che va diffuso a tutti..lo ho anche condiviso sul mio profilo facebook…grazie

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  2. Andrea Giani

    Non condivido il tono e il contenuto dell’articolo “Preti pedofili…”. Mi chiedo infatti come mai, sulla scia delle denunce inglesi, tedesche e austriache solo ora anche degli italiani (dopo tanto tempo dai soprusi capitati) si decisono a fare delle Associazioni per denunciare pure loro quello che in altri paesi dell’Europa (e prima ancora dell’America) è successo. Si accontenteranno delle denunce o anche loro pretenderanno dei risarcimenti economici come è successo in America ?
    Io non ho le possibilità di documentare tutto il bene che migliaia di sacerdoti nel mondo hanno fatto e continuano a fare nelle parrocchie . Vi posso solo portare la mia testimonianza: sono stato nei seminari milanesi dal 1959 al 1971. Ebbene: ricordo solo di aver ricevuto del bene, mai del male. E anche quando ho deciso di lasciare il seminario, nessuno di loro ha tentato di impedirmelo…così a 28 anni mi sono sposato e ho avuto poi tre figli. Evidentemente quella non era la mia strada..ma nessuno, ripeto nessun prete nè compagno di seminario mi hanno mai indotto a …brutte cose. Posso solo ringraziarli, anzi con qualcuno di loro ho proseguito un’amicizia che dura tuttora e proprio ieri sono andato a frovare in un collegio proprio quell’anziano sacerdote che circa 50 anni fa mi aveva ispirato l’idea di farmi pure io sacerdote.
    Io spero che la Chiesa italiana trovi tutto il coraggio per denunciare (se documentati) tutti i preti pedofili, tolga loro ogni potere spirituale e li lasci condannare dai tribunali civili. Mi piacerebbe però sapere perchè molti laici hanno difeso un noto regista pedofilo (solo perchè ormai vecchio e malato?).
    Corenza vuole che si tratti tutti, preti e laici, allo stesso modo.
    Cordiali saluti, prof. Andrea Giani

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  3. Marcello Oddi

    Spero davvero che oltre le denunce penali, che spesso cadranno in prescrizione, le parti lese chiedano, come è loro diritto fare, nessuna pretesa caro Giani, risarcimenti economici.
    Legga qua sotto piuttosto, notizia di oggi. E se credente ringrazi Dio di non essere stato molestato!

    Teramo: prete arrestato, abusi su bambina di 10 anni
    martedì 13 aprile 2010
    E’ accusato di abusi sessuali su una bambina di 10 anni il prete arrestato ieri dai carabinieri di Teramo. Si tratta di un uomo di origini indiane di 40 anni che da 2-3 anni svolgeva la funzione di parroco presso un centro della provincia di Teramo. E’ stato arrestato in seguito alla denuncia presentata dai genitori della vittima. L’episodio risalirebbe allo scorso Natale e sarebbe avvenuto nell’abitazione della bambina.

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  4. red

    Soltanto una precisazione per il prof. Giani. Il noto regista a cui Lei si riferisce non è accusato di pedofilia ma di violenza sessuale ai danni di una minorenne. Un reato gravissimo ma comunque diverso, come dimostra il fatto che la stessa vittima afferma di aver superato quel trauma, anche in virtù del suo maggiore sviluppo psicofisico all’epoca dei fatti. In effetti la psichiatria parla di pedofilia quando i soggetti dell’interesse sessuale e/o di abusi non hanno raggiunto nemmeno la pubertà.
    Comunque nessuno intende criminalizzare un’intera categoria… dobbiamo però constatare, in questa come in altre “caste”, una sconvolgente tendenza all’omertà.

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  5. Federica

    Mi chiedo perchè prima di mettersi paura dei preti,non si faccia una solidificazione fra la società civile e le sue strutture,perchè lasciare la possibilità di nascondere un mistero nella chiesa,nelle scuole,su internet, fa pensare che la famiglia rimanga l’unico luogo corretto in cui difendersi dall’esterno e dagli altri.Sarebbe meglio smettere di pensare e di dire che 50 anni fa andava tutto meglio!!

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  6. roberto P.

    Salve a tutti,
    commenterei con queste parole:

    2. Gesù rivela ai suoi discepoli che uno di loro lo tradirà. Non v’ha dubbio possibile che Gesù lavò i piedi a Giuda come agli altri; ma non lo fece per ignoranza, perché non appena ripreso il vestito di sopra, che si era tolto per esser più libero nei suoi movimenti Giovanni 13:4, e sedutosi di nuovo alla mensa, egli annunziò che non tutti erano netti, ma che in uno di essi si realizzerebbe la descrizione profetica del traditore fatta in Salmi 41:9; e dipoi, “turbato nello spirito”, dichiarò esplicitamente che uno di loro lo tradirebbe. L’effetto naturalissimo di una tale dichiarazione di Gesù fu di riempire i discepoli di timore e di renderli sospettosi gli uni degli altri. Finalmente Pietro accennò a Giovanni, il quale trovavasi più vicino al Maestro, di accertarsi di chi egli intendesse parlare. Il nome di Giuda non fu pronunziato; ma Gesù diede a Giovanni un segno al quale non poteva mancare di riconoscerlo. Dopo che Giuda ebbe preso il boccone datogli dal Signore, Satana entrò in lui, ed, egli, licenziato dal Signore con significanti parole, uscì per tradirlo, mentre i più fra i suoi compagni credevano che fosse andato ad adempiere qualche incombenza datagli li dal Maestro, perché portava la borsa comune alla piccola comitiva Giovanni 13:18-30.

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  7. Maurizio Sarcoli

    consiglio a tutti la lettura del libro di Vania Lucia Gaito ‘Viaggio nel silenzio, i preti pedofili e le colpe della chiesa’ edizioni Chiare Lettere

    il libro mi ha aperto gli occhi sui motivi dell’omertà delle vittime e dei carnefici che non riuscivo a spiegarmi con la logica e il buon senso.
    I retroscena sugli scandali americani e italiani non risparmiano neanche Ratzinger e le sue azioni prima di diventare Papa.
    Ciao, Maurizio

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  8. david

    Potrò sembrare anacronistico dato che la violenza subita da mia moglie è avvenuta circa 35 anni fà, ma l’impossibilità di denunciare subito l’accaduto ha lasciato una rabbia indelebile nella sua vita e adesso che abbiamo due figli non riesce a smettere di avere paura per loro.
    La società attuale si è svegliata, grazie alla massiccia circolazione di opinioni nel web, dal torpore che l’oblio ecclesiastico ha calato su Roma, dove siamo nati e viviamo, per questo la rabbia riaffiora come nuova e possiamo spengerla solo con la consapevolezza di aver fatto tutto per mettere l’uomo di chiesa colpevole davanti la sua coscienza.
    Siamo ancora in tempo, chiedo auito a chi può aiutarci.

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  9. SG

    Ciao David,
    immagino come vi possiate sentire. Se ti va di raccontarmi la sua storia, scrivi pure su questo sito, in modo che possa lasciarti un mio contatto, altrimenti lasciami il tuo. Forse qualcosa si può ancora fare.

    Simona

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  10. prof. silva

    SONO AL CORRENTE CHE OGNI QUALVOLTA SUCCEDE QUALCOSA DI GRAVE SI PRENDONO PROVVEDIMENTI E SI FANNO RESTRIZIONI, COME ULTIMO ESEMPIO E’ QUELLO DEL PEDIATRA PEDOFILO ECCO CHE ORA SI OBBLIGA I GENITORI ACCOMPAGNARE I BAMBINI DAL PEDIATRA .
    SAREBBE INTELLIGENTISSIMO, PROIBIRE IL CATEGHISMO, LA PREPARAZIONE, ALLA COMUNIONE, ALLA CRESIMA NEI LOCALI DELLA CHIESA, LUOGHI DI OPPORTUNITA’ DEI PRETI PEDOFILI, MA LO STATO TEME LE REAZIONI DEL VATICANO E NONOSTANTE LA CHIESA CATTOLICA E’ STATA DICHIARATA DALLA SCIENZA MONDIALE CIARLATANA CONTINUERA’ A DARE LA POSSIBILITA’ AI PRETI AFFAMATI DI SESSO COMMETTERE ABUSI SUI GIOVANI.

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