Premiati dalla protesta

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In Val di Susa, la protesta contro la linea ad alta velocità ferroviaria Torino-Lione si è fatta sentire pesantemente anche sui risultati elettorali. A Venaus, paese al centro della caldissima contestazione scoppiata nello scorso autunno, risultato rilevantissimo per Verdi e Comunisti Italiani: 27,5%.
Rifondazione Comunista passa al 10,6%, mentre i Ds ottengono appena il 3%. Anche Forza Italia cade al 13,1%. Un risultato che viene ricalcato in tutta la valle: premiati i partiti schieratisi contro, penalizzati fortemente quelli a favore. Il dato ha così fatto saltare completamente gli equilibri politici della zona e spiega la reazione della gente alle posizioni “bipartisan” in favore dell’alta velocità.
Ma se analizziamo i risultati in Toscana, ci accorgiamo che un fenomeno simile si è verificato proprio accanto a casa nostra, nella zona dove sorgerà il nuovo inceneritore fiorentino. A Campi Bisenzio in particolare, Uniti nell’Ulivo (la lista che comprende Ds e Margherita) perde in pochi mesi (dalle regionali 2005) oltre il 7% (passando dal 53,45% al 46,16%). Anche qui vengono premiati i partiti che si oppongono alla costruzione dell’inceneritore: Rifondazione e Verdi in particolare. Analoghi dati si registrano a Sesto.
Risultati dal significato politico inequivocabile, che non possono non far riflettere sulle future scelte. Nei giorni successivi alle elezioni, in Piemonte come in Toscana, si sono registrati nel centro-sinistra numerosi tentativi di “ricucitura”, proprio nei luoghi dove i partiti premiati sono al di fuori della maggioranza. Un dialogo riaperto in tempi fulminei, che se da un lato dà qualche speranza agli oppositori di alta velocità e inceneritori, dall’altro lascia perplessi sul reale obiettivo da raggiungere. Tradotto: si aprono spiragli per un cambiamento di rotta sulle “grandi opere” o i partiti premiati dal successo elettorale possono soltanto aspirare ad ottenere qualche poltrona? In Toscana il Prc, uno dei partiti più critici nei confronti di termovalorizzatore e Tav, esprime voglia di apertura e di dialogo, astenendosi nei confronti del piano regionale presentato dal Presidente Martini, ma al tempo stesso ribadendo il suo “no” ai due progetti. Sulla questione occorrerà comunque tenere gli occhi ben aperti, proprio con il ritorno di attualità, sia in Piemonte che in Toscana, della questione dell’alta velocità. Nel Mugello, dopo un anno di lavori a Scarperia per demolire e rifare 250 metri di galleria, si è improvvisamente scoperto che l’intervento interesserà altri 1140 metri. E non è tutto: la galleria di Firenzuola sarà lunga 1390 metri, almeno il doppio del previsto. Segnali allarmanti, che spingono l’associazione Idra, che da anni si occupa dei danni provocati dalla Tav in Toscana, a lanciare l’ennesima denuncia: nove esposti, con richieste di chiarimento, sono stati indirizzati ad altrettante autorità centrali (Ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente) e locali (gli assessori regionale all’ambiente Marino Artusa e ai trasporti Riccardo Conti, l’ARPAT, l’OAL).
“Le autorità pubbliche hanno l’obbligo – dice l’associazione – di conoscere gli eventi che stanno determinando l’ennesimo prolungamento dei tempi di realizzazione della linea Tav e l’incremento dei suoi impatti ambientali e sociali, nonché l’onere di garantire su questi dati una sufficiente informazione e documentazione”.

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