Precari, 60 giorni per salvare qualcosa. Una nota da far girare

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Mercoledì 24 novembre entrerà in vigore il cosiddetto “collegato lavoro”, che introduce molte novità “semplificatorie” sui diritti dei lavoratori.
Il testo, concede deleghe al governo in materia di lavori usuranti, riorganizzazione di enti, di congedi, di ammortizzatori sociali, di incentivi per l’occupazione e soprattutto rivede le misure contro il lavoro sommerso e indica disposizioni nei termini di controversie di lavoro.
Fra le altre cose il collegato dà un colpo di spugna sui contratti pregressi eventualmente irregolari, dato che concede solo 60 giorni di tempo, ovvero fino al 23 gennaio 2011 per inviare una raccomandata ai propri ex datori di lavoro al fine di interrompere il fattore prescrittivo di ogni ricorso.
Per questo motivo l’Unione Sindacale di Base sta facendo circolare un’importante nota rivolta a precarie e precari, per rompere il silenzio dei mezzi di informazione e cercare di salvare i pochi diritti rimasti.

La pubblichiamo integralmente invitandovi a condividerla e diffonderla.
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Alle precarie e ai precari (eventualmente oggi disoccupate/i)

Lo sapevi che:
• Molti dei contratti precari che hai sottoscritto nel tempo, per tirare avanti, possono essere illegittimi, inefficaci o nulli?
• Che il 23 gennaio 2011 scade la possibilità di far partire una raccomandata verso uno o più dei tuoi datori di lavoro e che ciò potrebbe farti salire nella scala sociale da precaria/o o disoccupata/o a lavoratrice/tore dipendente (in caso di crisi aziendale potresti subire la cassa integrazione, ma sarebbe sempre meglio che restare disoccupati e/o senza reddito)?

Puoi salvare i tuoi diritti, ma dipende solo da te fare il primo passo.

Sei (stato/a) Precario/a? negli ultimi due o tre anni che hai lavorato: a tempo determinato? A somministrazione? Co.co.pro? A partita iva?

La legge 183/2010 il cosiddetto “collegato lavoro” all’art. 32 prevede con un colpo di spugna, passati 60 giorni dall’entrata in vigore, che non avrai più la possibilità di far valere i tuoi diritti (che forse non conosci, ma che hai) e di vedere ripristinato il rapporto di lavoro con una delle aziende per la quale hai lavorato con i sopra citati contratti.
Le ragioni per le quali i Giuristi sostengono che nella stragrande maggioranza dei casi potresti avere ragione sono supportate dal fatto che di fronte ai pochi lavoratori che hanno fatto causa, in genere le aziende hanno preferito offrire soldi per evitare la sentenza. E quando invece si è andati a sentenza le aziende si sono viste condannare per qualche vizio di sostanza o di forma.

Con il nostro ufficio vertenze potrai consultarti (senza impegno preventivo né costi) e poi decidere:
• Di fare la lettera raccomandata entro il 23 gennaio 2011 a una o a tutte le aziende presso cui hai lavorato negli ultimi due/tre anni;
• E poi entro 270 giorni (dopo aver approfondito e preparato al meglio anche con l’avvocato) predisporre una o più cause per ottenere il ripristino del rapporto di lavoro con un contratto di assunzione a tempo indeterminato. Per i mesi non lavorati che hai perso nel frattempo la legge prevede da un minimo di 2,5 a un massimo di 12 mensilità.

La certezza al 100% non c’è, ma se hanno fatto la legge è perché hanno la coda di paglia e Governo e padronato preferiscono la via del colpo di spugna.
Perché pensano che Tu non te la sentirai di fare causa, perché pochi avrebbero voglia di rientrare con una causa nell’azienda nella quale ti guarderebbero male.
L’invito che ti facciamo è quello di pensare ai tuoi interessi e di farli valere, se lo farete in tanti, se lo faremo in tanti, allora sarà più semplice.

Quello che ti consigliamo è di far circolare l’informazione fra amici, parenti, conoscenti, vicini affinché ognuno possa conoscere e decidere in piena coscienza.

Alcuni esempi: al rientro dopo le cause due lavoratori si sono visti proporre la cassa integrazione ordinaria… ma è uno strumento che passa e poi si ritorna al lavoro. Hanno subito una carognata, ma è meglio che restare disoccupati e dopo alcuni mesi non percepire più niente (per alcuni contratti, come co.co.pro e partita iva non c’è neppure la disoccupazione).
La possibilità di fare causa legale in massa potrebbe addirittura far aumentare la dimensione di una azienda sopra i 15 dipendenti e quindi a quel punto ci sarebbero anche più diritti (art.18 che prevede il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato, diritti sindacali, ammortizzatori sociali, ecc).

Per altre informazioni:

USB – Unione Sindacale di Base – Firenze – Via Galliano 107
tel. 0553200764 Fax 0553216931
e mail firenze@usb.it
www.usb.it

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