21 novembre 2018

Pm10, processo Domenici-Martini: "Previsti 347 morti per lo smog"

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«Ogni anno, dal 2003 al 2006, sono morte a Firenze e nell’hinterland 25 persone per malattie legate all’inquinamento atmosferico. Altri 347 decessi sono prevedibili, a lungo termine, per malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, tumori al polmone o dovute a insufficienza respiratoria ». Suonano da monito le parole del professor Annibale Biggeri che ieri ha deposto nell’aula bunker, dov’è in corso il processo contro uno stuolo di pubblici amministratori, accusati di non aver fatto abbastanza per evitare o quantomeno ridurre i danni provocati dalle polveri fini e dal biossido di azoto.

Imputati il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, l’ex assessore regionale all’ambiente Marino Artusa, più i sindaci di Scandicci, Campi, Sesto, Signa e Calenzano: rispondono di emissioni di gas e di non aver preso provvedimenti adatti ad abbattere l’inquinamento atmosferico tra il 2003 e il 2006. «Continua ad essere superata la soglia di 20 microgrammi al metro cubo al giorno, cioè il limite posto dall’Organizzazione mondiale della Sanità come massimo tollerabile per l’organismo umano» ha aggiunto Biggeri, epidemiologo, fra i massimi esperti dei danni che lo smog provoca sulla salute umana.

Il perito dell’accusa, sostenuta dal pm Giulio Monferini, ha aggiunto che «per quanto riguarda l’inquinamento esterno l’Oms indica che è fortemente praticabile il controllo del traffico: la sua riduzione è una delle misure adatte ad abbattere le polveri. Allo stato attuale delle conoscenze l’epidemiologia consiglia di ridurre le emissioni da traffico. Mai dati Arpat del 2008 parlano di un aumento nei superamenti giornalieri del pm10 del 5-7%». «Il professor Biggeri ha dimostrato che anche minime riduzioni del traffico producono effetti positivi sulla riduzione dell’inquinamento e di conseguenza sulla salute dei cittadini – ha commentato il pm Giulio Monferini al termine dell’udienza – Purtroppo, nei quattro anni in esame, nell’area vasta di Firenze non ci sono state queste riduzioni di traffico, e quindi non si sono avuti miglioramenti della qualità dell’aria».

Una cellula tumorale
Una cellula tumorale

Secondo studi specifici, illustrati nel processo dal professor Biggeri, il superamento della concentrazione in atmosfera di inquinanti fa scattare le patologie mortali da polveri pm10 nei soggetti più predisposti. «L’esperienza sul periodo 2003-2006 – ha detto Biggeri, docente di statistica per la ricerca tecnologica e sperimentale alla facoltà di medicina di Firenze – ci dimostra che nell’area di Firenze il livello di concentrazione degli inquinanti ha portato i ricoveri per malattie e le disabilità a livelli non trascurabili». Le conclusioni dell’esperto sono contenute in una relazione messa agli atti del processo e discussa ieri dalle parti nel corso del dibattimento.

Va ricordato che il dipartimento di statistica incrociando i dati dell’Oms calcola oltre 8.000 morti per gli effetti a lungo termine (il 9% del totale) e 1.400 per gli effetti a breve termine (1,5% del totale) nelle principali 13 città italiane e quelli dello studio Misa su Firenze. Sono morti causati secondo l’Oms dal pm10 quando sale sopra i 20 microgrammi di media annuale. É proprio questo il problema secondo Biggeri: la media è sopra i 40 microgrammi e «continuiamo a fare cose che aumentano le polveri.

Dovremmo snellire il traffico urbano invece questo aumenta. Nelle città italiane e Firenze e hinterland è tutt’altro che un’isola felice si continua a morire di smog, non solo se si è vecchi, malati, oppure neonati. Si muore anche se si è giovani o normalmente adulti. É un dato scientificamente provato da Misa 2, lo studio sugli effetti a breve termine coordinata dai docenti universitari di Firenze, Padova e Torino, Annibale Biggeri, Lorenzo Simonato, Pierantonio Bellini. Un’indagine su 15 città italiane, Firenze compresa, dove nel 2004 gli inquinati hanno ripreso a crescere anche quelli tradizionali come il biossido di azoto (No2), dati ormai per debellati. L’unica soluzione è diminuire drasticamente il traffico, sostiene Biggeri concorde con Arpat. Se le polveri fini prodotte dal traffico restassero nei limiti di legge di 40 microgrammi per metro quadro, a Firenze si risparmierebbero 73 vite l’anno. Arrivare a 30 microgrammi significherebbe salvarne 181, a 20 sarebbero 283 morti in meno.

Sono stime dell’Oms e vengono confermate dagli studi del dottor Gaetano Marchese della Asl e da quelli incrociati tra Università e Cspo (Centro studi prevenzione oncologica) di Annibale Biggeri, Elisabetta Chellini e Adele Seniori. L’analisi Cspo rivela inoltre che nei giorni immediatamente successivi ad un picco di smog aumentano in modo consistente sia le morti che i ricoveri ospedalieri. Secondo gli esperti nessuna evidenza scientifica dimostra che riducendo un inquinante piuttosto che un altro la situazione migliora. «Serve solo ridurre tutti i mezzi in circolazione» dice Biggeri.

[Fonte Il Giornale]

0 Comments

  1. roberto

    Per forza il traffico urbano aumenta! Decisioni come quella presa dai responsabili della Mobilità del Comune di Firenze, come quella di rendere Via Taddeo Alderotti, a Careggi, a senso unico (tanto per fare un solo esempio), è di una imbecillità incredibile.
    Altrettanto dicasi per la chiusura del Viale Pieraccini per chi proviene dal Ponte Nuovo (ovvero da Castello).
    Il provvedimento, che avrebbe dovuto essere temporaneo, ormai in vigore da tempo immemorabile, costringe il traffico ad “andar per colli”, quando chi ormai in vista della meta, (Largo Palagi), deve affrontare una successiva scampagnata per giungere al C.T.O.

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  2. eleonora

    un altro dettaglio non trascurabile per il traffico cittadino sono i continui cantieri aperti per le nostre strade che non fanno che alimentare il problema!
    mi chiedo: perchè i lavori pubblici su strada non vengono effettuati in orari notturni come nella maggior parte dei paesi europei in modo da non peggiorare le condizioni del traffico cittadino?

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