13 dicembre 2018

Più sicuri senza spendere, paga l'immigrato

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di Maurizio Sarcoli

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” è diventato legge. La Legge n. 94/2009 entrerà in vigore dall’8 agosto, dopo l’approvazione di Camera e Senato, la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tutto fin qui pare normale, ma allora perché parlarne?

Ci sono due termini-chiave nella legge, uno è “sicurezza” e l’altro “senza oneri” (cioè costi). In sintesi la legge stabilisce che è necessario schedare, rinchiudere, punire chiunque con la sua stessa presenza sembra costituire una minaccia, ma senza che lo stato spenda un euro.

Ne consegue che il permesso di soggiorno costa 200 euro a persona e l’irregolarità della presenza sul suolo nazionale diventa reato. Il reato è punito con l’ammenda fino a 10.000 euro e la detenzione nel Centro di Identificazione ed Espulsione fino a 180 giorni, seguita dall’intimazione del Questore di lasciare il suolo nazionale: se ciò non avviene c’è il rischio di una reclusione fino a quattro anni.

Ma chi segue le regole avrà un premio? Dipende, se supera il test di conoscenza della lingua italiana potrà ottenere un permesso di soggiorno CE per i soggiornanti di lungo periodo (l’ex carta di soggiorno).

Oltre alle restrizioni sui ricongiungimenti familiari troviamo la novità del patto di integrazione: «si intende con integrazione quel processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, con il reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società». Peccato che l’impegno non sia reciproco, perché riguarda solo il migrante: quando richiede il permesso di soggiorno infatti deve “contestualmente” sottoscrivere un “Accordo di integrazione”, contenente specifici “obiettivi di integrazione”. Tale patto funziona come la patente: c’è un sistema di crediti esauriti i quali arriva la revoca del permesso di soggiorno.

Ma se qualcuno non è d’accordo? Deve obbedire, perché in caso di ribellione verso un pubblico ufficiale, cioè se chiunque “ne offende l’onore e il prestigio” durante “l’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”.

Leggiamo nella legge la tendenza a isolare i migranti irregolari attraverso i bisogni di tipo sociale. Un esempio è la minaccia del carcere fino a tre anni a chi “dà alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno”, oppure la cancellazione dall’elenco degli agenti in attività finanziaria per i money transfer che accettano ordinazioni da “cittadini extracomunitari” senza titolo di soggiorno. Una norma pericolosa è poi l’obbligo di esibizione del permesso di soggiorno per accedere ai servizi pubblici e agli atti di anagrafe: se interpretata restrittivamente potrebbe impedire ai genitori irregolari di effettuare la dichiarazione di nascita del figlio legittimo e il riconoscimento del figlio naturale (vedi l’appello sul sito dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione http://www.asgi.it/home_asgi.php)

Ma se lo Stato non spende un euro in più come fanno le forze dell’ordine a controllare il territorio e arrestare o segnalare i colpevoli? La soluzione è nel permesso dato a privati cittadini di organizzarsi in gruppi di controllo del territorio e aggiungersi così (sostituirsi?) alle forze dell’ordine .

Le cosiddette “ronde”, che con camicie verdi, brune o nere pattuglieranno le nostre strade intonando lieti canti… “Sicurezza, sicurezza… primavera di belleeeeezza!”

0 Comments

  1. alessandro

    Parole sante. A proposito di parole e di sedicenti santi, proprio oggi la Chiesa, incarnando profondamente i valori evangelici, ha annunciato la scomunica per chi utilizza la pillola abortiva RU486! Senz’altro è un mio limite, ma proprio non riesco a capire su che basi la vita di un embrione alla settima settimana di vita meriti parole nette e tonanti, mentre il buttare a mare delle persone meriti null’altro che cautelose considerazione piene di diplomazia.
    Alessandro

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  2. Maurizio Sarcoli

    Ringrazio il lettore Alessandro ? (cognome?), per aver aggiunto carne al fuoco.
    Penso sia importante parlare di tutte le contraddizioni che sono presenti anche tra chi aiuta o in teroria dovrebbe aiutare l’inserimento dei migranti nel nostro apese e tra queste la CHIESA CATTOLICA. spero che la sua affermazione sulle ‘cautelose affermazioni piene di diplomazia’ non si riferisse al contenuto dell’articolo, perché la mia intenzione era fornire informazioni chiare schierandomi contemporaneamente contro la legge n. 94/2009. alcuni, tra cui la comunità di abse delle Piagge della quale faccio parte, ma anche l’ARCi di Firenze hanno pensato alla possibilità di una disobbedienza civile.
    Mi dichiaro schierato a favore della pillola RU486 e contro il pacchetto sicurezza. Così forse è più chiaro. Maurizio Sarcoli

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  3. alessandro cristofaro

    Caro Maurizio, hai ragione sul cognome…mi chiamo Alessandro Cristofaro e il riferimento alle opinioni cautelose e piene di diplomazia non si riferiva certo a te, ma alle gerarchie ecclesistiche che tuonano (usando addirittura la parola “scomunica”, che un po’ mi fa sorridere) per tutelare gli embrioni, ma si limitano a qualche cauta affermazione davanti al razzismo di stato della legge sulla “sicurezza” (che poi con la sicurezza c’entra poco).
    Detto ciò, apprezzo molto ciò che hai scritto, e sono con voi della comunità delle Piagge e con tutte le altre persone che sperano in un mondo diverso.

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