23 settembre 2018

Pisa, una strada al fascista Niccolai: lo decide il Comune amministrato da Filippeschi (PD)

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L’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, in accordo con gli altri Istituti della Resistenza e dell’eta’ contemporanea presenti in regione, ”considerano assai grave” la recente decisione del Comune di Pisa di intitolare una strada a Giuseppe Niccolai, ”persona e uomo politico che, con i fatti e con le parole, ha sempre manifestato e rivendicato il suo orientamento dichiaratamente fascista, prima e dopo la caduta del regime”. ”Quali che possano essere le qualita’ e l’eventuale coerenza di un individuo – si legge in un comunicato dell’Istittuto Storico della Resistenza in Toscana – l’intitolazione di una strada e’ un atto pubblico con cui si addita ad esempio e si consacra come parte qualificante della memoria civile un evento, una persona, un ideale. In una comunita’ e in una repubblica democratica, non puo’ essere additato ad esempio per la cittadinanza e non puo’ essere considerata parte qualificante della nostra memoria civile l’esperienza e l’operato politico e culturale di un fascista dichiarato quale Giuseppe Niccolai”.

”Le istituzioni e i partiti che in esse rappresentano la citta’ dovrebbero essere i primi tutori dei valori democratici, ma sembrano invece smarrire ogni certezza. Li richiamiamo vigorosamente al loro ruolo e al loro compito, ricordando che essi sono per primi chiamati a rispettare e far rispettare la Costituzione democratica e repubblicana, scaturita dalla lotta al fascismo e fondata su valori che del fascismo furono e sono l’antitesi”, afferma l’Istituto presieduto dallo storico Ivano Tognarini.

”Tanto piu’ grave e’ che questo accada mentre si apre il settantesimo anniversario della caduta del fascismo, della lotta di resistenza, della Liberazione, quando la riflessione sui valori e gli obiettivi della dittatura fascista, le tragedie di cui fu responsabile, nonche’ le sue eredita’, dovrebbero essere piu’ intensa e consapevole”. ”Tanto piu’ grave – continua il documento – e’ che questo accade nella citta’ ove ha vissuto a lungo e da poco si e’ spenta Teresa Mattei, che fin da giovanissima dedico’ la propria vita alla lotta contro il fascismo, alla battaglia per le liberta’ e i diritti di tutti – nell’Assemblea Costituente e nei decenni a seguire -, alla educazione civile dei piu’ giovani”.

”Accostandoci a quanti gia’ hanno espresso tutto la loro riprovazione e sollecitando tutta la cittadinanza a farla propria, ci auguriamo che il Consiglio comunale, il suo presidente e il sindaco ritornino sulla questione e sappiamo guardare anzitutto all’esempio di Teresa Mattei, restituendo Giuseppe Niccolai alla memoria privata”, conclude la nota dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana d’intesa con gli altri Istituti storici della Resistenza e dell’eta’ contemporanea presenti in regione.

Contraria all’intitolazione anche la biblioteca Franco Serantini di PISA, intitolata alla memoria dell’anarchico ucciso a Pisa durante i disordini scoppiati dopo un comizio dello stesso Niccolai.

Fonte: Agenzie di stampa

0 Comments

  1. Alfredo

    Sarà la partecipazione ad un governo che pone il PD gomito a gomito con i fascisti ed i berlusconiani che fa perdere completamente la bussola a questi nuovi podestà cammuffati da progressisti. Il trogolo nel quale con-vivono con questa feccia non può che scaraventarli nella più mefitica delle contraddizioni.
    F.I.A.P.
    Federazione Italiana Associazioni Partigiane di Massa Carrara

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  2. paola

    Mi viene il vomito. A settant’anni di distanza ancora queste divisioni….I nipotini di Stalin si agitano ancora senza pudore alcuno e dimenticando i cento milioni di morti causati nel “secolo breve” dai comunisti. Comunque, a prescindere dalle idee, Niccolai era un Galantuomo degno del massimo rispetto. Intanto i bankieri ve lo mettono a palazzo con il concorso di quei compagni che mi vergogno di aver votato un paio di volte. Certo che aver fatto la Resistenza per arrivare a dove siamo, con la povertà, la disoccupazione, la fame….Mi vien da rimpiangere Benito, guarda un po’…Ve le ricordate le leggi sociali, le bonifiche, le pensioni, il rispetto del lavoro minorile e della maternità?
    Paola Greggio

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  3. maurizio sarcoli

    Io non capisco il ragionamento di PaolaGreggio, partiamo dall’inizio: “i nipotini di Stalin”. Chi è antifascista basa questa definizione sulla storia che ha fatto nascere e ha preservato dagli attacchi fascisti la repubblica italiana, non è necessariamente comunista, credo poi oggi molto difficlemnete staliniano. A chi parla quindi (manca un destinatario della comunicazione).
    Posso immaginare che lei sappia benissimo quanto sopra scritto e quindi il suo sia solo un espediente per delegittimare gli antifascisti dichiarati che lavorano per mantenere viva la memoria storica: il passaggio logico non lineare è ANTIFASCISTA=COMUNISTA.
    Questa falsità storica (i partigiani erano di gruppi diversi e non solo comunisti, la repubblica italiana è antifascista per costituzione) è purtroppo frutto di propaganda politica (di destra) e scarso impegno di molti partiti nell’affermazione dei valori della resistenza e della memoria storica del paese (vedi i festeggiamenti in sordina dei vari 25 aprile).
    Io credo questo artificio retorico in generale vada smascherato e condannato: per dirne una chiunque esprime nostalgia per Mussolini (quando c’era lui…) come la signora greggio lo può fare grazie alla costituzione italiana costruita sui valori della resistenza che consente libertà di espressione (cosa che era proibita e punita durante il ventannio fascista).
    Lapovertà, fame, la disoccupazione c’erano anche durante il ventennio fascista, ma una capillare e inflessibile censura le nascondevano, mentre esaltavano la figuar di Benito e dei suoi proveedimenti.
    Insomma consiglio alla signora Greggio di ringraziare insieme a tutti noi i partigiani che hanno ridato dignità all’Italia lanciandola verso la conquista della Repubblica democratica (referendum monarchia-repubblica del 2 giugno 1946).
    Per quanto riguarda il merito (dedicare una via a Niccolai) mi sembra equilibrato il documento prodotto dall’Istituto Storico della Resistenza: resistuirlo alla memoria privata.
    Per quanto ‘galantuomo’ potrà essere stato (io sono fiorentino e non l’ho conosciuto) era comunque un fascista e la sua memoria è portata avanti dai suoi sodali in maniera coerente con questa appartenenza (vedi il sito internet costruito in sua memoria in cui compaiono frasi come ‘camerata…presente!”).
    saluti antifascisti a tutti, Maurizio Sarcoli

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  4. Giuseppe Corlito

    Quando morì Serantini per la manganellate della polizia io ero lì poco distante, anche se non condividevo l'indicazione "suicida" (stante i rapporti di forza in campo) di interrompere il comizio del fascista Niccolai. Posso attestare che Niccolai era un fascista dichiarato, che non merita alcuna memoria pubblica da parte delle istituzioni democratiche che per definizione dovrebbero essere antifasciste. Non posso che essere d'accordo quindi su quanto chiede l'Istituto Storico della Resistenza Toscano. Sarebbe utile una petizione popolare. Quello che vedo e che mi meraviglia è che lo statuto del PD non prevede la discriminante antifascista. Ce le stanno suonando e quelli pensano alla "pacificazione": la revisione della Costituzione comincia con i peggiori auspici. Occorre stare all'erta.

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